La Commissione europea adotta la revisione degli standard di sostenibilità, con meno datapoint e maggiore proporzionalità per le imprese
La Commissione europea ha adottato il nuovo atto delegato di revisione degli ESRS semplificati, gli European Sustainability Reporting Standards applicabili alla rendicontazione di sostenibilità prevista dalla CSRD.
Il provvedimento interviene sul Regolamento delegato UE 2023/2772 e si inserisce nel più ampio pacchetto Omnibus I, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese senza compromettere la qualità delle informazioni ESG destinate a investitori, stakeholder e mercato. La Commissione ha inoltre adottato un secondo atto delegato relativo allo standard volontario di rendicontazione per le imprese di minori dimensioni protette dal cosiddetto value chain cap.
ESRS semplificati: cosa cambia per la rendicontazione di sostenibilità
Gli ESRS semplificati rappresentano una revisione significativa del primo set di standard europei di sostenibilità.
Secondo la Commissione europea, i nuovi standard sono più brevi, più chiari e introducono maggiore flessibilità applicativa. La revisione comporta una riduzione di oltre il 60% dei datapoint obbligatori e di oltre il 70% dei datapoint complessivi, con una riduzione attesa dei costi di reporting superiore al 30% per impresa.
Il punto non è soltanto quantitativo.
La semplificazione riguarda anche la struttura degli obblighi informativi, la modalità di applicazione del principio di materialità, il rapporto tra informazioni obbligatorie e informazioni volontarie, l’interoperabilità con gli standard internazionali e la gestione delle informazioni lungo la catena del valore.
Il ruolo di EFRAG nella revisione degli ESRS
La revisione degli ESRS semplificati si fonda sul lavoro tecnico svolto da EFRAG, che aveva pubblicato i Draft Simplified ESRS il 3 dicembre 2025, dopo un processo di consultazione pubblica e di raccolta di feedback dagli stakeholder. La pagina EFRAG dedicata ai Draft Simplified ESRS raccoglie i testi aggiornati degli standard trasversali, ambientali, sociali e di governance, oltre alla Basis for Conclusions, alla cost-benefit analysis e agli altri documenti di accompagnamento.
Nella propria lettera tecnica alla Commissione europea, EFRAG aveva indicato una riduzione del 61% dei datapoint obbligatori, insieme a interventi di semplificazione sulla doppia materialità, sull’uso delle stime nella value chain, sulla leggibilità delle dichiarazioni di sostenibilità e sull’interoperabilità con gli standard internazionali.
Doppia materialità e focus sulle informazioni rilevanti
Uno degli aspetti centrali degli ESRS semplificati riguarda la valutazione di doppia materialità.
La revisione punta a evitare un approccio meramente compilativo alla rendicontazione ESG, orientando le imprese verso la disclosure delle informazioni effettivamente rilevanti per comprendere impatti, rischi e opportunità di sostenibilità.
Nel testo dell’atto delegato, la Commissione chiarisce che le imprese dovranno utilizzare i nuovi ESRS a partire dall’esercizio finanziario 2027, con possibilità di applicazione anche per l’esercizio finanziario 2026.
Questo passaggio è particolarmente importante per le imprese già coinvolte nella rendicontazione CSRD, che dovranno valutare tempestivamente l’impatto del nuovo quadro sugli assetti interni, sui processi di raccolta dati, sui sistemi informativi e sul coinvolgimento delle funzioni aziendali.
Value chain cap e standard volontario per le imprese più piccole
Accanto agli ESRS semplificati, la Commissione europea ha adottato anche uno standard volontario per le imprese non soggette agli obblighi CSRD.
La finalità è duplice: offrire un riferimento proporzionato alle imprese di minori dimensioni e limitare le richieste informative provenienti dalle grandi imprese lungo la catena del valore. Il value chain cap mira infatti a evitare che le imprese soggette alla CSRD richiedano ai partner della catena del valore informazioni eccedenti rispetto a quanto previsto dallo standard volontario.
Per i gruppi più strutturati, questo implica la necessità di rivedere anche le procedure di engagement dei fornitori, i questionari ESG, le clausole contrattuali e i sistemi di monitoraggio della supply chain.
Perché la semplificazione non riduce la centralità della governance ESG
Gli ESRS semplificati riducono gli oneri informativi, ma non eliminano la necessità di presidiare la qualità del dato ESG.
La rendicontazione di sostenibilità resta un processo che richiede responsabilità definite, tracciabilità delle fonti, controlli interni, coordinamento tra funzioni aziendali e coinvolgimento degli organi di governance.
CFO, sustainability manager, compliance officer, internal audit, organi di controllo e revisori saranno chiamati a valutare non solo il minor numero di informazioni da rendicontare, ma anche il modo in cui tali informazioni vengono raccolte, validate, documentate e integrate nel reporting societario.
La semplificazione, quindi, non può essere letta come un arretramento del reporting ESG. Al contrario, può rappresentare un’occasione per rendere la rendicontazione di sostenibilità più selettiva, più leggibile e più coerente con i processi decisionali dell’impresa.
Prossimi passaggi
Gli atti delegati adottati dalla Commissione saranno trasmessi al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea per il periodo di scrutinio. Le misure si applicheranno una volta concluso il periodo di controllo, pari a due mesi e prorogabile di ulteriori due mesi.
Per le imprese, il tempo utile per prepararsi è già iniziato.
La revisione degli ESRS semplificati richiede una verifica degli attuali processi CSRD, della mappatura delle informazioni ESG, delle procedure di doppia materialità, dei flussi informativi con la catena del valore e dei presidi di controllo interno.
In questa fase, l’aggiornamento professionale assume un ruolo decisivo per interpretare correttamente il nuovo quadro regolatorio e tradurlo in processi aziendali sostenibili, proporzionati e verificabili.
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Alessandro
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