Sono trascorsi tredici anni, da quando le sacre spoglie di san Camillo de Lellis, per la prima volta transitarono per Manfredonia e San Giovanni Rotondo, nei luoghi della sua Conversione.
Le manifestazioni celebrative del Santo, nelle due Città, ebbero luogo dal 31 gennaio al 5 febbraio 2013. San Camillo de Lellis, nacque a Bucchianico (Chieti) il 25 maggio 1550. Giovane pigro e rissoso, dalla vita disordinata e sregolata, apparteneva a una famiglia gentilizia della cittadina abruzzese.
Il padre, Giovanni, nobile soldato di ventura al servizio della Spagna, lo avviò alla carriera militare, ma nel 1570 il giovane Camillo si ammalò di ulcera al piede, che lo costrinse ad abbandonare la vita intrapresa da uomo d’armi. Nel 1571, per farsi curare il piede, si recò a Roma presso l’Ospedale di San Giacomo degli Incurabili, dove, dopo la guarigione, lavorò a malincuore per un breve periodo come inserviente, presso quella struttura per la cura degli ammalati. Dopo la morte del padre, il giovane avventuriero Camillo, tornò a dedicarsi alle armi, come soldato di ventura, prima al servizio di Venezia e poi per i sovrani di Spagna.
La sua vita disordinata, complice anche il vizio del gioco dei dadi, lo portò ben presto a vivere nella povertà assoluta. Girovagò senza meta per l’Italia. Il 30 novembre 1574, dopo tanto vagabondare, giunse a Manfredonia, dove una domenica, seduto sui gradini della chiesa della Maddalena, chiese l’elemosina al gentiluomo sipontino Antonio De Nicastro.
Questi, gli diede l’obolo, ma notata la sua notevole corporatura, gli propose di lavorare in qualità di manovale nella fabbrica del convento dei Cappuccini, la cui costruzione era in pieno svolgimento.
La vicinanza alla comunità religiosa e il duro lavoro manuale, invogliarono nel giovane De Lellis il desiderio di cambiar vita e di dedicarsi completamente all’assistenza degli infermi. il 2 febbraio 1575, all’età di 25 anni, Camillo fu mandato in missione dai locali padri Cappuccini, per svolgere delle commissioni presso il convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo. Va ricordato, che in quel convento, Camillo dormì per una notte, nella cella che successivamente sarebbe stata la dimora per 30 anni di San Pio da Pietrelcina. Va detto, altresì, per la storia, che San Camillo de Lellis nacque lo stesso giorno e lo stesso mese in cui ebbe i natali San Pio da Pietrelcina.
Camillo, conclusa la missione presso i padri Cappuccini di S.Giovanni Rotondo, mentre faceva ritorno a Manfredonia, in groppa ad un asinello, in una zona impervia che si trova tra le due Città denominata “Valle dell’inferno” avvenne la sua Conversione. Folgorato in quel luogo, dalla presenza divina, scese dal somaro, si inginocchiò alzando gli occhi al cielo piangendo e pregando disse: “Non più mondo, non più mondo dammi tempo per riparare o mio Signore”. Va ricordato che in quel posto, è stato impiantato un altare votivo in ricordo della Conversione del Santo patrono degli Infermi e su un cumulo di grosse pietre una lastra marmorea con una epigrafe che ricorda la Conversione del Santo.
Al suo ritorno in convento a Manfredonia, il giovane Camillo chiese di diventare frate cappuccino e fu mandato per il noviziato al Convento di Trivento (in provincia di Campobasso). Intanto, le sue condizioni fisiche precarie dovute alla sua vecchia piaga al piede, lo costrinsero a trasferirsi nuovamente a Roma dove venne curato presso l’ospedale San Giacomo degli Incurabili. Dopo il ristabilimento fisico, rimase in servizio per ben nove anni in quello ospedale, fino al 1584, dedicando totalmente la sua vita agli ammalati, ai bisognosi e agli infermi.
Nell’agosto 1582, insieme ad altri cinque compagni che dietro il suo esempio, si erano consacrati alla vita degli infermi, fondò: “La Compagnia dei Servi degli Infermi” detti (Camilliani). il 26 maggio 1583, sotto la guida spirituale di Filippo Neri (poi San Filippo Neri), Camillo, riattivò gli studi teologici e fu ordinato sacerdote. In seguito, Papa Sisto V, il 18 marzo 1585, approvò i primi Statuti della Congregazione fondata da Camillo, che successivamente fondò altre comunità del suo Ordine nelle città di Bologna, Genova, Milano, Napoli e Palermo. Va ricordato che San Camillo, dedicò per più di 40 anni il suo ministero a servizio degli Ammalati a Roma. Il papa Gregorio XIV, con bolla “Illius qui pro gregis”, diede alla “Compagnia” di Camillo, il riconoscimento come ordine religioso, per la grande predilezione per gli infermi. Papa Sisto V, nel 1591 diede lo Status di Ordine, con il nome: “Ordine dei Ministri degli Infermi”. Il sacerdote, Camillo, Ministro degli Infermi, morì a Roma il 14 luglio 1614 nel convento della Maddalena, dove fu sepolto.
Va ricordato che in suo ricordo a Manfredonia gli è stato intitolato l’Ospedale Civile, sotto il nome: Ospedale “San Camillo de Lellis”, dove nel suo atrio, è ubicata un’opera scultorea che ricorda il grande santo protettore degli infermi, che porta sulle spalle un ammalato. Sempre nei pressi dell’Ospedale Civile, è stata costruita una Chiesa a lui dedicata: “Chiesa di San Camillo de Lellis”, con al suo interno rilievi che raffigurano la vita di san Camillo De Lellis. Mentre all’ingresso del cimitero di Manfredonia, un’altra statua in bronzo dello scultore locale Matteo Vairo, ricorda i suoi trascorsi a Manfredonia nell’antico convento dei Cappuccini, dove aveva lavorato in giovane età, come uomo di fatica alla costruzione di quel convento, edificato fuori le mura della Città.
Le reliquie del corpo di San Camillo de Lellis, da giovedì 31 gennaio a martedì 5 febbraio 2013, transitarono per Manfredonia e San Giovanni Rotondo per i luoghi della Conversione del Santo, con una serie di manifestazioni civili e funzioni religiose che videro la partecipazione dell’amato arcivescovo Michele Castoro, del Superiore Dirigente dei Camilliani, padre Renato Salvatore, del provinciale dei Camilliani, padre Rosario Messina, dei padri della Comunità Camilliana di Macchia e di don Giovanni d’Arienzo, parroco della chiesa Madre di S.Leonardo Abate di San Giovanni Rotondo. Tra le autorità intervenute, i sindaci di Manfredonia, di S.Giovanni Rotondo e di Bucchianico: Angelo Riccardi, Luigi Pompilio e Mario di Paolo. Tra le iniziative e convegni in programma in quei giorni, organizzati a Manfredonia e a San Giovanni Rotondo, il pellegrinaggio dei fedeli nella Valle dell’Inferno, che si tenne sabato 2 febbraio 2013, luogo della Conversione di San Camillo, per la commemorazione del Santo.
Va evidenziato, infine, la collaborazione per la riuscita delle manifestazioni, dell’Associazione “San Camillo” di S.Giovanni Rotondo. Martedì mattina 5 febbraio 2013, dopo la celebrazione della Santa Messa, le sacre spoglie di San Camillo de Lellis furono traslate da San Giovanni Rotondo a Roma, nella sua antica dimora. Alle manifestazioni, in ricordo della celebrazione di San Camillo, parteciparono, inoltre, devoti provenienti da ogni parte d’Italia, associazioni civili e di volontariato, autorità civili, militari e religiose, personale medico e paramedico delle due Città. San Camillo de Lellis venne beatificato nel 1742 e proclamato Santo quattro anni dopo, da Papa Benedetto XIV. Il grande messaggio che ci ha lasciato San Camillo de Lellis, gigante della Carità, apostolo dei malati, rapportato ai nostri tempi, è il modello di vita, finalizzato alla solidarietà e all’altruismo verso i poveri e gli infermi.
**La foto “Valle dell’infermo” è stata tratta da “Pastorale Giovanile Camilliani –Roma.
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Franco Rinaldi
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