Premio alla carriera a Iolanda Lima. Premio Bruno Zevi per la diffusione della cultura architettonica a Farm Cultural Park
Su 96 opere candidate nelle due categorie del premio sono risultati vincitori i seguenti progetti.
PREMI INTERVENTI DI NUOVA COSTRUZIONE
Edificio residenziale a Catania Via del Rotolo – ing. Vincenzo Schilirò
Committente: Lungomare Rotolo S.r.l.
Progettista: Studio Associato Schilirò
Imprese: Zuccarello S.r.l.s., PAVI Costruzioni S.a.s., ELETTRA S.r.l., Riolo S.a.s. di Riolo Domenico e Tardo Salvatore
Motivazione Premio – Qualità del risultato, astrattezza volumetrica, organizzazione degli spazi comuni.
Edicola funeraria – Sciacca – COTTONE+INDELICATO
Committente: Carmela Tulone
Progettista: COTTONE+INDELICATO ARCHITETTI
Impresa: Inox Sciacca S.r.l.
Motivazione Premio – Qualità del risultato, sacralità percepita nello spazio, ruolo della luce, cura del dettaglio che rende il progetto un piccolo prezioso scrigno di memoria familiare.
Chiesa del Cuore Immacolato di Maria – Agrigento – AM3
Committente: Parrocchia Cuore Immacolato di Maria – Villaggio Mosè Agrigento
Progettista: AM3 Architetti Associati
Impresa: Eredi Geraci Salvatore S.r.l.
Motivazione Premio – Per la plasticità della facciata principale, per la sacralità evocata negli ambienti interni, per la capacità di equilibrio tra interno ed esterno.
MENZIONI
SMADES – Niscemi – Vincenzo Castellana
Committente: Diocesi di Piazza Armerina e Parroco Don Filippo Puzzo
Progettista: Vincenzo Castellana
Imprese: ATI Lavori in Genere S.o.c.l. e GFF Impianti S.r.l.
Motivazione Premio – Per la capacità del volume di esprimere solidità e rigore plastico, riscattando la presenza della costruzione rispetto all’anonimato del paesaggio urbano e per la capacità di portare il quartiere in un percorso di riscatto e di rigenerazione urbana determinando un nuovo rapporto nel sistema Chiesa/Città.
Al progetto Smades è stato anche conferito il PREMIO SPECIALE FEDERBETON con la seguente motivazione – In questa realizzazione, il calcestruzzo costruisce il carattere di un’architettura dove materia, luce e simbolo sono strettamente legati. Al volume compatto dell’aula si affiancano lo spazio d’ingresso e il campanile, realizzati in conglomerato colorato in pasta: il materiale determina la forza plastica e la riconoscibilità dell’insieme, assumendo ruoli diversi, dalla struttura alla superficie, fino al colore.
La scelta premia anche un passaggio significativo nella ricerca di Vincenzo Castellana, architetto e designer che nel proprio lavoro indaga con continuità il rapporto tra costruzione, materia e identità. Il calcestruzzo armato ricorre anche in altre sue opere, dalla residenza SCHECA al recupero di Macchitella Lab a Gela, principalmente come elemento strutturale; a Niscemi diventa invece protagonista dichiarato del linguaggio architettonico, utilizzato nelle sue potenzialità costruttive, plastiche e cromatiche.
Il complesso di Santa Maria della Speranza introduce un nuovo riferimento nella periferia di Niscemi e ridefinisce il rapporto tra chiesa e quartiere. La composizione rilegge gli elementi tradizionali dell’edificio religioso attraverso geometrie essenziali e un attento uso della luce. Alla solidità dei volumi si affiancano la luce che attraversa la parte alta dell’aula e la presenza di un giardino raccolto, con un grande ulivo, che fa da sfondo allo spazio battesimale. L’architettura diventa così occasione di rigenerazione urbana, restituendo al quartiere un luogo riconoscibile nel quale ritrovarsi come comunità.
Casa VCS – Modica – Giuseppe Gurrieri
Committente: Gianpaolo Cappello
Progettista: Giuseppe Gurrieri
Impresa: Urano costruzioni S.r.l.
Motivazione Premio – Per la capacità d’uso di un linguaggio contemporaneo in un’architettura sostenibile sospesa su un paesaggio tradizionale della Sicilia Orientale.
VILLA LG – Santa Venerina – SCAU Studio
Committente: Leonardo Grasso
Progettista: SCAU Studio
Impresa: Galatea Costruzioni Società Cooperativa
Motivazione Premio – Per la capacità di coniugare rigore geometrico e qualità sensoriale, essenzialità compositiva ed esperienza dello spazio.
Villa Nicoletta – Aci Castello – LineaT Studio
Committenti: Fabio Orazio e Francesco Franceschini
Progettista: lineaTstudio
Impresa: Recom S.r.l.
Motivazione Premio – Per la capacità di reinterpretare l’archetipo della casa rurale in Sicilia attraverso un linguaggio contemporaneo brutalista per la composizione materica.
Casa nella campagna di Menfi – Provenzano Architetti Associati
Committente: Privato
Progettista: Provenzano Architetti Associati
Impresa: GT costruzioni S.r.l.
Motivazione Premio – Per l’umiltà dell’ambiente domestico, progettato e costruito in una dimensione attorno ai suoi abitanti, in spazi che sono onesti, non lussuosi, nulla più di ciò che realmente serva.
PREMI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA
CTL – Casa tra terra e mare – Levanzo – ACA
Committenti: Massimo Maida e Muriel Tegoli
Progettista: ACA Amore Campione Architettura
Impresa: Edilevanzo S.r.l.
Motivazione Premio – Un’architettura che svela la rovina, aggiunge nuovi elementi minuziosamente progettati in maniera manifesta, cura l’ambiente interno come uno scavo nella terra, svelando anche qui una storia degli interni mai banale.
Orti e stalle di Villa Carcara – Ragusa – Sciveres Guarini Associati
Committente: Ignazio Assenza
Progettisti: Sciveres Guarini Associati e Alessio Bracchitta – BB Architettura del Paesaggio
Imprese: Renova Restauri S.r.l. e Edil P.M. S.r.l.s.
Motivazione Premio – Per il rapporto dell’architettura con il paesaggio, per la cura del disegno del giardino aromatico importante elemento della cultura siciliana, per l’opera di restauro di gande qualità, che rivela colori e tessiture murarie con umiltà del progettista che svela pagine della storia.
Castello di Lombardia a Enna – Andrea Caporali
Committente: Comune di Enna
Progettisti: OMPHALOS – Andrea Caporali con Roberta Andaloro e Adriano Furma
Impresa: Costruzioni Ambientali S.r.l.
Motivazione Premio – Per il progetto di uno spazio pubblico, capace di restituire continuità tra città, architettura e territorio, trasformando uno spazio residuale e frammentato — per lungo tempo percepito come semplice area di attraversamento carrabile — in una nuova infrastruttura pubblica dedicata alla percorrenza lenta, alla contemplazione e alla relazione collettiva. Il progetto ricerca una presenza misurata e silenziosa, capace di accompagnare il monumento senza sovrapporsi ad esso.
MENZIONI
Casa RU – Rileggere l’esistente – Noto – morana+rao architetti
Committenti: Remì Gilibert e Umberto Di Prisco
Progettista: morana+rao architetti
Impresa: Gambuzza S.r.l.
Motivazione Premio – Per la cura e la profonda attenzione ai temi della preesistenza, della luce e dello spazio abitato. Intervento sobrio ed elegante.
Corleone. Una dimora ritrovata – Li Bianchi Galvano Architetti
Committente: Dario Triolo
Progettista: Li Bianchi Galvano Architetti
Impresa: Gulotta Vito (Corleone)
Motivazione Premio – Per la volontà di non ricercare la semplice conservazione dell’esistente, bensì di costruire un dialogo equilibrato tra memoria e innovazione attraverso l’uso della luce naturale, la valorizzazione delle materie originarie e l’inserimento di elementi contemporanei capaci di reinterpretare gli spazi domestici.
C’era una volta … – Catania – studio PD’A
Committente: Sandra Persiani
Progettista: studio PD’A
Impresa: VLS Produzioni S.r.l.s. e Falesia Soc. Coop. Sociale
Motivazione Premio – Il progetto, anche attento alla sostenibilità e agli aspetti bioclimatici, si configura come un esercizio di equilibrio tra memoria e innovazione: da un lato il rispetto e la valorizzazione di un immobile storico, dall’altro la sperimentazione di un linguaggio architettonico capace di tradurre un’eredità costruttiva antica in chiave contemporanea.
Villa Mylae – Milazzo – NextBuild
Committente: Corrado Licciardello
Progettista: NextBuild Studio
Impresa: Opera Appalti S.r.l.
Motivazione Premio – Per la capacità dell’edificio di creare un landmark contemporaneo nel paesaggio urbano e per la forte attenzione alla mediterraneità per luci e ombre e alla sostenibilità ambientale nell’uso dei materiali.
Dimora Olivia – Noto – Nicholas Iraci
Committente: Livia Cassar Scalia
Progettisti: Elisabetta Fabroni e Nicholas Iraci
Impresa: Cavarra Vincenzo S.r.l.
Motivazione Premio – Per la capacità di restituire vita a una struttura in disuso, attraverso una ricerca contemporanea, in grado di evidenziare i volumi originali nella loro purezza ed essenzialità, eliminando il superfluo e valorizzando il rapporto con il paesaggio locale.
PREMIO ALLA CARRIERA SICILIA 2026
Maria Antonietta Iolanda Lima
Motivazione Premio – «Per una vita dedicata all’architettura come espressione di cultura, responsabilità civile e creatività umana; per l’eccellenza della sua attività di architetta, storica, docente e promotrice della qualità del paesaggio e dell’ambiente costruito; per il contributo determinante offerto come figura zeviana alla crescita della cultura architettonica in Sicilia e in Italia.»
Architetta, storica dell’architettura, docente universitaria e intellettuale di riferimento nel panorama nazionale, Maria Antonietta Iolanda Lima ha sviluppato nel corso di oltre sei decenni una visione dell’architettura come disciplina etica, umanistica e strumento di trasformazione della società. La sua attività si è distinta per la capacità di intrecciare progetto, ricerca storica, tutela del patrimonio, riflessione teorica e impegno culturale, superando le tradizionali separazioni tra saperi e promuovendo una concezione dell’architettura profondamente radicata nei valori della persona, del paesaggio e della comunità.
Attraverso una vasta produzione scientifica e editoriale, riconosciuta a livello nazionale e internazionale, ha contribuito in maniera determinante alla conoscenza dell’architettura siciliana, alla valorizzazione dei suoi patrimoni storici e alla diffusione di una cultura del progetto attenta alle relazioni tra ambiente, memoria, identità e innovazione. Le sue ricerche sui grandi protagonisti dell’architettura contemporanea, da Paolo Soleri a Giancarlo De Carlo e Bruno Zevi, hanno arricchito il dibattito disciplinare italiano, offrendo chiavi interpretative originali e prospettive ancora oggi attuali.
Come docente ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Università degli Studi di Palermo, ha formato generazioni di architetti, studiosi e professionisti, trasmettendo una visione dell’architettura fondata sulla responsabilità culturale, sulla libertà critica e sul dialogo tra le discipline. Il suo insegnamento ha lasciato un segno profondo nella scuola palermitana e nel panorama accademico nazionale.
La sua attività professionale e culturale è stata costantemente accompagnata dall’impegno civile e istituzionale, volto alla promozione della qualità dell’architettura e del paesaggio, alla tutela dei beni culturali e alla crescita della consapevolezza collettiva sul ruolo dell’architettura nella costruzione di una società più giusta, inclusiva e sostenibile. Il riconoscimento di interesse storico particolarmente importante attribuito al suo archivio professionale testimonia il valore e la rilevanza della sua opera per la memoria culturale del Paese.
PREMIO “BRUNO ZEVI” PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA ARCHITETTONICA 2026 | SICILIA
Motivazione – «Farm Cultural Park interpreta l’eredità culturale di Bruno Zevi perché rifiuta ogni visione statica, autoreferenziale o puramente formale dell’architettura e propone invece spazi aperti, inclusivi, partecipati e in continua evoluzione. Per l’impatto sociale, culturale e ambientale prodotto in oltre un decennio di attività, per la capacità di coniugare architettura, educazione, ecologia, diritti, innovazione e partecipazione, Farm Cultural Park si conferisce il Premio Bruno Zevi per la Sicilia».
Dal 2010 Farm Cultural Park ha avviato a Favara un significativo processo di rigenerazione urbana dal basso, trasformando un centro storico segnato dall’abbandono in un laboratorio internazionale di innovazione culturale, partecipazione, sperimentazione architettonica e produzione artistica contemporanea. Attraverso il riuso di edifici dismessi, la riattivazione dello spazio pubblico e la costruzione di nuove relazioni tra cittadini, artisti, progettisti e istituzioni, Farm ha dimostrato come l’architettura possa diventare motore di cambiamento sociale, sviluppo economico e rinascita territoriale.
La sua azione ha generato un ecosistema culturale permanente che ha restituito centralità alle persone, all’educazione, alla creatività e ai diritti di cittadinanza. In questo senso Farm Cultural Park rappresenta una delle più originali e influenti esperienze contemporanee di architettura come pratica civile.
Particolarmente significativo è il progetto della biennale delle città Countless Cities, che propone una riflessione sul presente e sul futuro delle città attraverso un dialogo internazionale tra architetti, urbanisti, artisti, ricercatori, attivisti e cittadini. Il museo interpreta la città come la più grande invenzione dell’umanità e costruisce un dispositivo culturale capace di indagare temi cruciali quali inclusione, diritti, migrazioni, sostenibilità ambientale, giustizia sociale e qualità dello spazio urbano. Il progetto rappresenta una concreta applicazione del pensiero critico, interdisciplinare e antiautoritario che ha caratterizzato l’opera di Bruno Zevi.
Ugualmente emblematico è Human Forest, progetto di forestazione urbana e rigenerazione ambientale realizzato all’interno di Palazzo Miccichè, dove natura e architettura dialogano in un’unica esperienza spaziale. La trasformazione di un edificio storico in una foresta urbana costituisce un gesto radicale e poetico che affronta le sfide contemporanee del cambiamento climatico, della biodiversità e del benessere collettivo, dimostrando come l’architettura possa tornare a essere infrastruttura ecologica e strumento di cura dei luoghi e delle persone.
Di grande rilevanza è il progetto educativo SOU – Scuola di Architettura per Bambini, esperienza pionieristica che ha ridefinito il rapporto tra educazione, progettazione e cittadinanza attiva. Attraverso l’insegnamento dell’architettura ai più piccoli come strumento per leggere, comprendere e migliorare la realtà, SOU contribuisce a formare nuove generazioni di cittadini consapevoli, creativi e responsabili, estendendo il significato stesso dell’architettura oltre i confini della disciplina.
La capacità di Farm di attivare processi trasformativi è testimoniata anche dalle iniziative sviluppate in altri contesti territoriali, tra cui il percorso di rigenerazione culturale avviato a Mazzarino e – più di recente a Palermo con il Museo delle Città del Mondo – iniziative nelle quali il modello sperimentato a Favara è stato reinterpretato per valorizzare il patrimonio locale, rafforzare il senso di comunità e promuovere nuove opportunità culturali e sociali. Queste esperienze dimostrano come Farm non rappresenti un progetto isolato, ma un metodo di innovazione territoriale fondato sulla partecipazione, sulla cultura e sulla qualità dello spazio.
Nel corso degli anni Farm Cultural Park ha inoltre promosso mostre, residenze artistiche, festival, programmi di ricerca, iniziative dedicate all’inclusione sociale, ai diritti umani, all’accoglienza, all’educazione civica e alla sostenibilità, consolidando un modello internazionale di produzione culturale capace di connettere architettura, arte, paesaggio, ambiente e comunità.
Pubblicato anche in Platform for change (LetteraVentidue), Farm Cultural Park interpreta l’eredità culturale di Bruno Zevi perché rifiuta ogni visione statica, autoreferenziale o puramente formale dell’architettura e propone invece spazi aperti, inclusivi, partecipati e in continua evoluzione. Il suo lavoro converge in una pratica concreta capace di generare nuovi immaginari, nuove opportunità e nuove forme di convivenza.
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