Competenze, formazione, lavoro e volontariato: la nuova piattaforma mette in relazione il mondo accademico e le organizzazioni non profit. Un modello che punta a trasformare la conoscenza in uno strumento di partecipazione e inclusione sociale
Una società capace di crescere senza lasciare indietro nessuno ha bisogno di competenze, ma anche di luoghi e strumenti attraverso cui quelle competenze possano incontrare i bisogni reali delle persone e dei territori. È in questa prospettiva che assume particolare significato Action For Non Profit (A4NP), la nuova piattaforma del Politecnico di Milano dedicata alla collaborazione con il Terzo Settore.
Presentata il 25 settembre 2026, A4NP nasce per rendere più strutturato il rapporto tra l’Ateneo e le organizzazioni non profit, mettendo in rete quattro ambiti: didattica, formazione professionalizzante, tirocini e opportunità di lavoro, volontariato.
Non si tratta, quindi, soltanto di creare nuove occasioni per gli studenti o di offrire corsi alle organizzazioni: l’idea alla base del progetto è quella di costruire uno scambio di competenze e di esperienze, nel quale l’università mette a disposizione conoscenze altamente specialistiche e il Terzo Settore porta dentro il mondo accademico la conoscenza concreta dei bisogni sociali, delle fragilità e delle trasformazioni che attraversano i territori.
Quando la formazione incontra i bisogni della società
Il valore di un’iniziativa come A4NP può essere letto proprio nella possibilità di avvicinare due mondi che hanno competenze differenti ma complementari: da una parte l’università, con la sua capacità di produrre conoscenza, formare professionisti e sviluppare soluzioni attraverso la ricerca, l’ingegneria, l’architettura, il design e le competenze manageriali, dall’altra le organizzazioni del Terzo Settore, che operano quotidianamente a contatto con persone, famiglie e comunità e che spesso sperimentano sul campo risposte a bisogni sociali complessi. Il confronto tra queste realtà può contribuire a trasformare l’esperienza in conoscenza e la conoscenza in strumenti concreti.
È anche una concezione della formazione che va oltre la preparazione professionale in senso stretto: il Piano di Sostenibilità 2026-2028 del Politecnico sottolinea infatti l’obiettivo di formare professionisti capaci di unire competenze tecniche avanzate e consapevolezza etica, affrontando la complessità e dialogando con interlocutori diversi. In questo senso, il rapporto con il Terzo Settore può diventare anche una palestra di cittadinanza: permette a studenti e professionisti di confrontarsi con problemi reali e, nello stesso tempo, consente alle organizzazioni di accedere a conoscenze e professionalità che possono rafforzarne la capacità di progettare e innovare.
Quattro strade per costruire la collaborazione
A4NP raccoglie in un unico sistema diverse forme di collaborazione:
Formazione professionalizzante
Gli enti non profit possono accedere gratuitamente o a condizioni agevolate a corsi brevi, workshop, contenuti digitali e percorsi formativi più strutturati. Sono già 48 i corsi messi a disposizione da POLI.design, POLIMI Graduate School of Management, Poliedra e Cefriel, con temi che comprendono, tra gli altri, project management, linguaggi digitali, innovazione sociale e progettazione per lo sviluppo sostenibile.
L’obiettivo non è soltanto trasferire conoscenze, ma contribuire a rafforzare le competenze di organizzazioni che svolgono una funzione importante nella società e che devono confrontarsi con una crescente complessità gestionale, tecnologica e progettuale.
Tirocini e lavoro
Attraverso il Career Service, le organizzazioni possono incontrare studenti e laureati interessati a svolgere tirocini o a costruire un percorso professionale nel non profit.
I primi risultati della sperimentazione, avviata nell’ottobre 2025, mostrano 42 nuovi enti registrati, 26 offerte di tirocinio o lavoro pubblicate e 29 tirocini attivati tra dicembre 2025 e luglio 2026.
È un passaggio importante perché consente di creare un collegamento tra formazione e lavoro e, contemporaneamente, di avvicinare giovani professionalità a un settore nel quale competenze tecniche e attenzione alla dimensione sociale devono necessariamente dialogare.
Didattica e progettazione
La collaborazione entra anche nei percorsi universitari attraverso corsi, laboratori, project work e tesi di laurea. Alla Scuola del Design sono già stati individuati 29 corsi che collaborano con enti del Terzo Settore. Tra le esperienze figura il laboratorio COmeta, dedicato alla progettazione di prodotti in grado di migliorare la qualità della vita delle persone autistiche, realizzato insieme alla Fondazione Trentina per l’Autismo e ad altri enti.
Volontariato
La collaborazione non riguarda però soltanto formazione e lavoro: A4NP comprende anche una dimensione di partecipazione diretta attraverso il Desk Volontariato, sviluppato insieme a CSV Milano ETS. Sono già state raccolte oltre 40 opportunità di volontariato, promosse da quasi altrettanti enti, alle quali si aggiungono cinque iniziative sviluppate direttamente dal Politecnico.
In questo modo l’università non viene considerata soltanto come luogo nel quale acquisire conoscenze, ma anche come una comunità che può mettere a disposizione tempo, competenze ed energie a favore della collettività.
Una cittadinanza che mette in comune le competenze
È forse questo uno degli aspetti più interessanti del progetto: l’idea che l’inclusione e la coesione sociale non siano responsabilità affidate esclusivamente a chi opera professionalmente nel sociale. Una comunità che vuole crescere senza lasciare indietro le persone ha bisogno certamente di servizi e politiche pubbliche, ma anche di competenze diffuse e di collaborazione tra soggetti diversi.
Un ingegnere può mettere a disposizione le proprie conoscenze per affrontare un problema di accessibilità. Un designer può lavorare alla progettazione di strumenti più inclusivi. Un esperto di comunicazione può aiutare un’organizzazione a raggiungere meglio i propri destinatari. Uno studente può trasformare un’esperienza di volontariato in un’occasione di formazione. Un’associazione può, a sua volta, portare all’interno dell’università una conoscenza che difficilmente può essere acquisita soltanto sui libri: quella maturata ogni giorno nel rapporto con le persone e con i territori.
Il valore diquesta collaborazione sta nello scambio: l’Ateneo mette a disposizione conoscenze e giovani talenti, mentre gli enti portano sfide reali, competenze specialistiche ed esperienza dei territori.
Il Terzo Settore come luogo di conoscenza
La prospettiva assume particolare rilievo anche per il mondo della disabilità e dell’inclusione sociale. Le organizzazioni che lavorano quotidianamente con persone con disabilità, famiglie e caregiver possono intercettare bisogni che spesso non emergono con la stessa immediatezza nei contesti istituzionali o accademici. Il loro contributo può quindi diventare una risorsa anche per chi progetta tecnologie, servizi, spazi e strumenti.
La collaborazione con il Terzo Settore permette, in questa prospettiva, di portare la conoscenza dell’esperienza dentro i processi di formazione, ricerca e progettazione. Una progettazione realmente inclusiva, infatti, può beneficiare sia delle conoscenze tecniche sia dell’ascolto delle persone che utilizzeranno concretamente prodotti, servizi e ambienti.
L’obiettivo: almeno 500 organizzazioni entro il 2028
La piattaforma arriva al termine di una prima sperimentazione partita nell’ottobre 2025 e condotta su un perimetro di quasi 400 organizzazioni non profit già in relazione con il Politecnico. Ora l’obiettivo è ampliare e stabilizzare il progetto: il Piano strategico 2026-2028 dell’Ateneo indica infatti in 500 organizzazioni del Terzo Settore il traguardo da raggiungere attraverso A4NP.
Per accompagnare lo sviluppo della piattaforma è stato inoltre costituito un Advisory Board con funzioni di indirizzo, monitoraggio e supporto strategico, composto da rappresentanti di realtà del mondo sociale, culturale, sanitario e imprenditoriale.
Una rete che può rafforzare la capacità di una comunità di prendersi cura
L’esperienza del Politecnico mostra una direzione possibile: l’alta formazione non deve essere separata dalla società nella quale opera. Università, Terzo Settore, istituzioni, imprese e cittadini possiedono competenze diverse. Il punto non è renderle uguali, ma creare le condizioni perché possano incontrarsi e produrre risposte condivise.
In una società attraversata da disuguaglianze, fragilità e bisogni sempre più complessi, la capacità di mettere in comune conoscenze e responsabilità può diventare una risorsa decisiva. Non soltanto per aiutare chi è in una situazione di maggiore vulnerabilità, ma per costruire comunità nelle quali ciascuno possa contribuire con ciò che sa fare.
È una prospettiva nella quale formazione, innovazione e solidarietà non viaggiano su percorsi separati: diventano parti di una stessa rete. E proprio la capacità di creare queste connessioni può contribuire a costruire una cittadinanza più consapevole, competente e capace di sostenersi reciprocamente.
Redazione
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





