LAGO FILM FEST INVITA KEVIN BACON: IL FESTIVAL ITALIANO CHE SFIDA LA TEORIA DEI SEI GRADI DI SEPARAZIONE



Hanno scritto una lettera a Kevin Bacon. L’hanno pubblicata, condivisa e affidata alla rete di amici, artisti, festival e perfetti sconosciuti. Non per inseguire una celebrità, ma per trasformare la teoria dei sei gradi di separazione in un esperimento collettivo.

È da questa provocazione che nasce la XXII edizione di Lago Film Fest, in programma dal 18 al 25 luglio 2026 a Revine Lago (Treviso), uno dei principali festival italiani dedicati al cinema indipendente.

L’idea è semplice quanto apparentemente impossibile: riuscire a far arrivare Kevin Bacon sulle rive del lago.

Non perché serva una star. Ma perché ogni grande progetto nasce da un sogno condiviso.

Come racconta Viviana Carlet, direttrice generale e fondatrice del festival: “È da questo spirito che è nata l’idea di invitare Kevin Bacon. Non perché ci servisse una star. Non perché pensassimo che un nome famoso potesse risolvere qualcosa. Ma perché avevamo bisogno di un sogno sufficientemente grande da raccogliere ancora una volta una comunità attorno a un’idea”.

Quando il catalogo è andato in stampa Kevin Bacon non aveva ancora risposto. Ma la comunità sì.

Sono arrivati messaggi, suggerimenti, contatti improbabili, tentativi di ogni genere. Festival internazionali, artisti, giornalisti, amici di amici e perfetti sconosciuti hanno deciso di partecipare all’impresa.

“Hanno risposto centinaia di persone – prosegue Viviana Carlet – Tutti avevano capito la stessa cosa. Che il punto non è Kevin Bacon. Il punto è provarci”

È questa la filosofia che attraversa l’intera edizione 2026: dimostrare che anche un piccolo paese può diventare il centro del mondo quando decide di costruire relazioni.

Aggiunge Carlo Migotto – che co-dirige con Carlet il festival e ha ideato la campagna – “Manca ormai pochissimo. Siamo riusciti ad arrivare fino a due gradi di separazione da Kevin Bacon e continuiamo a esplorare nuove strade. Per ora non possiamo svelare nulla, ma una cosa è certa: fino al 25 luglio, ultimo giorno di Lago Film Fest, la partita è ancora aperta. E noi continueremo a provarci. Sempre.”

Ventidue anni dopo, il patrimonio più grande sono le persone

Nato nel 2005 sulle rive del Lago di Revine, Lago Film Fest celebra la sua ventiduesima edizione confermando una storia costruita grazie al tempo, al volontariato e alla partecipazione di migliaia di persone.

Per la fondatrice Viviana Carlet il vero patrimonio del festival non sono i numeri ma la comunità: “Lago Film Fest è nato dall’investimento più prezioso: quello del tempo. Se oggi esiste, è perché migliaia di persone hanno deciso di regalarne un pezzetto. Il patrimonio più grande che abbiamo costruito non sono i numeri. Sono le persone”.

Ed è proprio questa convinzione ad aver ispirato la campagna di comunicazione dedicata ai sei gradi di separazione, nata per raccontare come la distanza tra le persone sia soprattutto culturale e non geografica.

“Abbiamo cercato di dimostrare che il centro del mondo può essere ovunque ci siano persone disposte a incontrarsi”.

Il cinema contemporaneo racconta il presente

Federica Pugliese, direttrice artistica del festival, dice: “Il programma di quest’anno riflette profondamente ciò che Lago Film Fest è da sempre: uno spazio in cui il cinema diventa occasione di incontro e costruzione collettiva. Abbiamo privilegiato la dimensione collettiva rispetto al peso dei singoli nomi, sottolineando l’importanza del fare comunità in molti modi: nella campagna dedicata ai sei gradi di separazione, nei film selezionati, che raccontano relazioni, identità e trasformazioni condivise, e nei focus fuori concorso, che esplorano pratiche collaborative, nuove forme di immaginazione e dialogo tra discipline diverse. È un programma che parla di cinema attraverso film straordinari, ma soprattutto del modo in cui il cinema riesce a mettere in relazione le persone.”

L’edizione 2026 propone una selezione che restituisce l’immagine di un cinema contemporaneo capace di attraversare i granditemi del nostro tempo.

I film in concorso parlano di identità, migrazioni, appartenenza, memoria, corpo, relazioni, ambiente, conflitti e trasformazioni sociali, alternando documentario, fiction, animazione, cinema sperimentale, videoarte e linguaggi ibridi. Molte opere utilizzano archivi familiari e materiali storici per interrogare il presente; altre esplorano il fantastico, il sogno e il mito come strumenti per raccontare paure, desideri e cambiamenti. Il paesaggio – dalle montagne alle lagune, dalle isole ai piccoli villaggi – diventa protagonista delle narrazioni, così come il corpo, osservato nella sua dimensione politica, affettiva e identitaria.

La selezione comprende opere provenienti da 33 Paesi distribuiti su cinque continenti, confermando la vocazione internazionale del festival. Oltre l’82% dei film arriva a Lago Film Fest in forma di première, con un’importante presenza di Italian Première, World Première, International Première ed European Première.

Non solo concorsi: il festival si espande

Accanto alle competizioni, Lago Film Fest continua a costruire un festival diffuso che mette in dialogo cinema, musica, arti performative, formazione e comunità.

Tra le principali sezioni fuori concorso trovano spazio Donna, Reporter, Testimone, focus dedicato alla reporter libanese Jocelyne Saab; Storie di Fantasmi per Adulti, un focus sul lavoro di Diego Marcon, uno dei più importanti artisti contemporanei in Italia; Doppelgängers³ di Nelly Ben Hayoun, artista visionaria e innovatrice di fama internazionale, nota per le sue collaborazioni con la NASA e altre istituzioni globali d’eccellenza; Nuova Pelle, dedicata alle nuove voci del Sud-est asiatico; La Rivoluzione Balla e Moving Bodies, dove il corpo e la danza diventano linguaggi di resistenza; un focussulle pratiche collaborative del collettivo Faire-Part ; Princìpî Italiani, La terra dei cachi e le Proiezioni Speciali, che ampliano ulteriormente lo sguardo del festival.

Il programma si completa con concerti, performance, videomapping, installazioni immersive, masterclass, Listening Room, Lago Live Music, il progetto Lago Original Soundtrack, gli incontri con autori, i Barefoot Industry Days, dedicati al futuro del cinema indipendente, e un ricco programma educativo. Per la prima volta debutta anche la Lago Cine Summer School, pensata per bambini e ragazzi, confermando la volontà del festival di investire sulle nuove generazioni di spettatori e cineasti.

Una comunità che continua a immaginare

Il 2026 coincide anche con i cinquant’anni della Pro Loco di Revine Lago, la comunità che ha accompagnato la nascita e la crescita del festival.

In un presente attraversato da guerre, crisi e profonde trasformazioni, Lago Film Fest rinnova così il proprio ruolo: non offrire risposte semplici, ma creare occasioni di incontro, ascolto e confronto attraverso il cinema.

Come conclude Viviana Carlet: “Questa, più che la storia di un festival, è la storia di una comunità che ha creduto che i sogni, quando vengono condivisi, possano diventare luoghi reali”.




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