Il 15 giugno 1961, davanti alla stampa internazionale riunita a Berlino Est, il presidente del Consiglio di Stato della DDR Walter Ulbricht pronunciò una frase destinata a restare negli annali della storia tedesca: “nessuno ha intenzione di costruire un muro”. Due mesi più tardi, nelle prime ore del 13 agosto 1961, le forze del SED diedero avvio a un’operazione di isolamento di Berlino Ovest attraverso filo spinato e barricate improvvisate. Era l’inizio di un’operazione che avrebbe cambiato la storia della Germania e dell’Europa per molti decenni, forse per sempre: la costruzione del Muro di Berlino. Nel 2026 ricorre il 65° anniversario di quell’evento, e la città si prepara a ricordarlo con un programma diffuso in diversi punti di grande importanza storica.
La notte che isolò Berlino Ovest
Ancora troppi ignorano una fondamentale verità: il Muro non “divideva” l’est dall’ovest, ma racchiudeva l’enclave occidentale nel più vasto territorio della città e della circostante regione del Brandeburgo. Solo nel piccolo spazio che divenne noto come “Berlino Ovest” non valevano le regole della DDR e la dittatura della SED. L’operazione di chiusura del confine, condotta dal governo della DDR, aveva il principale scopo di interrompere la fuga di massa verso l’Ovest che stava svuotando il paese di forza lavoro e competenze. Il Muro rimase in piedi per oltre 28 anni, separando famiglie, amici e vicini di casa e diventando il simbolo tangibile della frattura politica, sociale ed economica tra i due blocchi, nonché della Guerra Fredda. Era il gemello reale e in pietra di quella che tutti chiamavano metaforicamente la “Cortina di Ferro”, ovvero la divisione del mondo in due sfere di influenza: da una parte l’Unione Sovietica e i suoi stati satelliti, dall’altra la NATO e l’influenza statunitense. A Berlino, tentare di oltrepassare il muro senza permesso poteva costare la vita. Le stime attribuiscono al regime di confine della DDR almeno 140 vittime lungo le strutture del Muro di Berlino. Interi quartieri videro le proprie condizioni di vita stravolte da un giorno all’altro, mentre percorsi quotidiani verso il lavoro, la scuola o le case di parenti si trasformarono improvvisamente in tragitti impraticabili.
Un ricco programma di eventi per il 65° anniversario della costruzione del Muro di Berlino
In occasione della ricorrenza, la Fondazione Muro di Berlino e Kulturprojekte Berlin hanno organizzato, attorno al 13 agosto 2026, un calendario di iniziative distribuite su più giorni e su diversi luoghi della città. Commemorazione, ricostruzione storica e riflessione sui valori della libertà e della democrazia costituiscono gli assi portanti del programma. La cerimonia commemorativa principale, promossa congiuntamente dal governo federale e da quello del Land di Berlino, si terrà il 13 agosto presso il Memoriale del Muro di Berlino, in Bernauer Straße.
Un’installazione e una mostra alla Porta di Brandeburgo
Dal 13 al 16 agosto 2026 (con riapertura straordinaria il 17 agosto, a causa della sospensione prevista per il 15 per la parata Rave The Planet), la Porta di Brandeburgo ospiterà un doppio appuntamento espositivo composto da diversi elementi.
Su Platz des 18. März, punto in cui un tempo passava il tracciato del Muro, è prevista un’installazione dell’artista Hubertus Hamm, ideato da art Next Level in collaborazione con Artikel 1 Initiative für Menschenwürde e.V. L’opera richiama la presenza fisica della barriera e pone chi la osserva di fronte alla durezza di un confine costruito dall’uomo. Il materiale utilizzato muta grado di trasparenza a seconda del punto di osservazione: in alcuni casi lo sguardo si apre verso un orizzonte più o meno nitido, in altri l’installazione lo restringe a un campo visivo circoscritto. Il risultato è un’esperienza in cui separazione e incontro si alternano, mettendo in discussione, quasi per gioco, la prospettiva di chi attraversa lo spazio pubblico.
Accanto all’installazione, la mostra all’aperto “Mauerblicke. Berlin 1961–1990“, curata dalla Fondazione Muro di Berlino, raccoglie fotografie storiche che documentano l’isolamento progressivo del confine tra i settori e l’edificazione della barriera. Gli scatti restituiscono l’entità del cambiamento imposto agli abitanti della città divisa e il modo in cui questi, nel corso dei decenni, hanno convissuto con la nuova realtà. Un filo conduttore attraversa il percorso espositivo: lo sguardo, che sia quello sbigottito dei berlinesi, quello turistico o giornalistico rivolto alla struttura, o ancora quello sorvegliante delle autorità della DDR, a cui si contrappone l’osservazione condotta dalle forze di sicurezza occidentali. Moduli visivi e testuali, insieme a elementi partecipativi, compongono la narrazione. Il programma gratuito prevede inoltre visite guidate, incontri con testimoni dell’epoca e contributi artistici.
Il Memoriale del Muro e i luoghi della memoria diffusa
Oltre al Memoriale di Bernauer Straße, il calendario coinvolge diversi luoghi simbolo della città, tra cui il Museo della Stasi, i Berliner Unterwelten e il Centro regionale di Berlino per l’educazione politica. Le iniziative in programma affrontano molteplici angolature sul tema del confine e della divisione, mantenendo un filo costante nelle storie e nelle biografie delle vittime del Muro di Berlino. Al Memoriale sono previste, oltre alla cerimonia del 13 agosto, visite guidate speciali, laboratori e una mostra dedicata alla fuga dalla DDR attraverso il Mar Baltico.
Le stazioni fantasma tra Porta di Brandeburgo e Memoriale
Un filo narrativo collega fisicamente i due poli principali del programma. Lungo la linea della S-Bahn che dalla Porta di Brandeburgo raggiunge la Oranienburger Straße e la Nordbahnhof, le cosiddette stazioni fantasma, un tempo dismesse per effetto della divisione, tornano al centro dell’attenzione grazie a cartelli di grande formato installati nelle stazioni stesse. Pannelli espositivi collocati presso la stazione di Friedrichstraße, storico punto di confine, e presso la Nordbahnhof raccontano da una prospettiva rinnovata la storia di questi luoghi. Il tragitto tra i siti commemorativi diventa così un invito a leggere in chiave storica percorsi che fanno parte della quotidianità di chi vive e si muove a Berlino.
Alcuni appuntamenti in programma
Tra le decine di iniziative distribuite nelle giornate del 7 e del 12-16 agosto 2026, alcune meritano una menzione specifica, a titolo di esempio della varietà di formati proposti.
Il 7 agosto, dalle 18:00 alle 20:00, il Landesarchiv Berlin aprirà le proprie sale con una proiezione di spezzoni filmati tratti dal fondo dedicato al Muro di Berlino, riconosciuto patrimonio documentario mondiale, accompagnata dalla presentazione di fotografie scattate dalla Volkspolizei, la Polizia del Popolo della DDR, lungo la linea di confine prima della costruzione della barriera.
La cerimonia commemorativa principale si svolgerà il 13 agosto alle 10:00 nella Kapelle der Versöhnung, in Bernauer Straße: un momento di raccoglimento a cui prende parte, fra gli altri, il testimone dell’epoca Jörg Hildebrandt, la cui famiglia officiò l’ultima funzione nella Versöhnungskirche, ovvero la Chiesa della Riconciliazione, prima che il Muro ne rendesse impossibile l’accesso e ne provocasse in seguito la demolizione. L’evento, su invito, sarà trasmesso in diretta streaming sul piazzale antistante la cappella. Seguirà la deposizione di corone al monumento del memoriale.
Alla Porta di Brandeburgo, tra il 13 e il 16 agosto, le guide della Fondazione Muro di Berlino condurranno visite della durata di mezz’ora attraverso la mostra “Mauerblicke”, in tedesco e, per uno degli appuntamenti giornalieri, in inglese; nelle stesse giornate, un servizio di live speaking a disposizione dei visitatori, offerto anche in spagnolo, italiano, francese e tedesco facilitato, per rispondere a domande sulla costruzione del Muro e sulla storia del luogo.
Il 13 agosto, tra le 12:00 e le 18:00, l’area della East Side Gallery ospiterà sessioni di yoga, un quiz sulla storia del Muro e un laboratorio creativo dedicato alla realizzazione di colombe della pace, promossi da The Wall Museum con ingresso a tariffa ridotta per l’intera giornata.
Sempre il 13 agosto, dalle 17:30, un incontro alla Porta di Brandeburgo raccoglierà le testimonianze dirette di Christine Bartels, che da giovane visse in un appartamento affacciato sulla striscia di confine e vi scattò fotografie di nascosto, e di Mahmoud Dabdoub, fotografo arrivato dal Libano nella DDR nel 1981, che poté attraversare la frontiera in qualità di studente straniero e fotografare il Muro da Berlino Ovest.
La sera del 13 agosto, dalle 20:30, il Lichtblick-Kino proporrà “Schallmauer“, una rassegna di videoclip musicali dell’Est e dell’Ovest, dagli anni Sessanta a oggi, girati in prossimità del Muro o ambientati nell’ex zona di confine.
Dal 13 al 17 agosto, il centro visitatori del Memoriale ospiterà la mostra “Wo Kolibris schwimmen” ovvero “Dove nuotano i colibrì”, dedicata dall’artista Marie Jeschke alla frontiera marittima della DDR sul Mar Baltico, dove almeno 135 persone persero la vita nel tentativo di fuga: dipinti realizzati direttamente nelle acque un tempo di confine si affiancano a oggetti storici, tra cui una radio, una bussola subacquea e una pagaia utilizzate da un cittadino della DDR nella sua fuga riuscita del 1963. L’esposizione prosegue, oltre il perimetro del programma anniversario, fino al 20 settembre 2026.
Questi appuntamenti costituiscono solo una selezione. Il calendario integrale, con orari, sedi e modalità di partecipazione di tutte le iniziative, è consultabile sul portale ufficiale di Kulturprojekte Berlin.
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Redazione Il Mitte
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