Con il Demo Day organizzato l’8 ottobre a Sassari, nell’ambito del festival Connessioni Future 2026, si è conclusa la terza e ultima edizione di Frontech, il programma della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital dedicato alle tecnologie di frontiera. Le otto startup selezionate per il 2026 hanno presentato a investitori, aziende e partner industriali i risultati ottenuti durante i sei mesi di accelerazione, insieme ai prodotti sviluppati e ai progetti pilota realizzati.
Avviato nel 2024, Frontech ha ricevuto complessivamente oltre 300 candidature, portando 60 startup alle fasi finali di selezione e scegliendone 24 per i tre cicli di accelerazione. Le aziende partecipanti ai primi due batch hanno generato oltre 1,5 milioni di euro di ricavi nel 2025 e raccolto più di 5 milioni di euro attraverso successivi round di finanziamento. Sono stati inoltre realizzati oltre dieci Proof of Concept (PoC) in collaborazione con i partner industriali.
Il programma è gestito da Factory Plus, precedentemente nota come Cariplo Factory, e GELLIFY, con il contributo della Fondazione di Sardegna e del suo hub per l’innovazione Innois. Fra i partner tecnici figurano Algorand e Microsoft, attraverso il programma AI L.A.B., mentre BPER, Banco di Sardegna e FPZ partecipano come corporate partner.
Le otto startup dell’ultimo batch di Frontech: prevale l’interesse per l’IA generativa
Per l’edizione 2026 sono state esaminate 397 startup, dalle quali sono arrivate 112 candidature qualificate. Il 95% proveniva dall’Italia, mentre il restante 5% dall’estero.
La distribuzione delle candidature conferma il peso raggiunto dall’intelligenza artificiale generativa nell’ecosistema delle startup tecnologiche: il 70% dei progetti presentati riguarda proprio questo ambito. Seguono le tecnologie di realtà virtuale e aumentata, con il 9%, la blockchain con l’8% e la cybersecurity applicata all’IA con il 5%.
La selezione ha preso in considerazione il livello di innovazione tecnologica, le prospettive commerciali, la scalabilità del modello di business e le possibilità di applicazione nei settori di riferimento. Alle attività di scouting e valutazione ha partecipato anche FNDX, società specializzata in M&A e consulenza strategica.
Le otto startup selezionate operano in settori differenti, dall’industria manifatturiera alla gestione dei consumi energetici, fino alla produzione audiovisiva e alla sicurezza delle identità digitali.
Bollette Republic ha sviluppato un servizio per utenti domestici e piccole imprese che monitora consumi energetici e tariffe di luce e gas, individuando opportunità di risparmio sulle bollette.
Micro-Id-Gym (Aletheia) si occupa invece di cybersecurity. Il suo prodotto, Otto, utilizza l’intelligenza artificiale per automatizzare i test di sicurezza e conformità delle identità digitali, comprese quelle utilizzate dagli agenti IA. La soluzione si rivolge alle organizzazioni che devono verificare la sicurezza delle identità impiegate nelle applicazioni web e mobile e la conformità alle normative europee.
Monetunes sviluppa strumenti per la gestione dei diritti musicali. La piattaforma automatizza le attività di raccolta, verifica e distribuzione delle royalty, rivolgendosi ad artisti e operatori del settore musicale.
OOVIE Studios lavora sulla produzione di contenuti audiovisivi. La tecnologia sviluppata permette di trasformare le esibizioni musicali dal vivo in contenuti video in tempo reale, con funzionalità interattive destinate a musicisti, organizzatori di eventi e brand.
Più orientata al settore industriale è Pluma, che utilizza l’IA per estrarre informazioni strutturate dai disegni tecnici. La piattaforma è pensata per le aziende manifatturiere e consente di trasformare la documentazione tecnica in dati utilizzabili nei processi operativi. L’elaborazione avviene senza trasferire i disegni all’esterno dell’azienda. Fra le possibili applicazioni rientra l’automazione di alcune attività degli uffici tecnici, con particolare riferimento alla preparazione delle offerte e alla valutazione delle commesse.
Storia si rivolge all’industria editoriale e audiovisiva. La sua piattaforma combina intelligenza artificiale e dati di mercato per supportare editori, produttori e servizi di streaming nella selezione, nello sviluppo e nella valorizzazione commerciale di libri, film e serie televisive. Il sistema analizza anche le tendenze narrative e l’evoluzione delle preferenze del pubblico.
Tuurbo AI propone una piattaforma di marketing automation che utilizza l’IA per analizzare e ottimizzare le prestazioni di e-commerce, siti web e portali editoriali. Le funzionalità comprendono interventi finalizzati a migliorare la visibilità online, il traffico e le conversioni.
Infine, Vertalis sviluppa una piattaforma di integrazione dei dati per le aziende manifatturiere. La soluzione si collega ai sistemi informativi già presenti in azienda, senza richiederne la sostituzione, e permette di utilizzare anche le informazioni conservate in fogli Excel per alimentare attività e decisioni operative.
Le otto startup hanno seguito un percorso di accelerazione di sei mesi, che comprende formazione specialistica, mentoring, sviluppo del prodotto, validazione del modello di business e preparazione alla raccolta di capitali. Ciascuna ha beneficiato di un investimento pre-seed di 150.000 euro, per un totale di 1,2 milioni di euro destinati al terzo batch.
Il programma prevede inoltre la possibilità di sviluppare Proof of Concept con le aziende partner, così da verificare le soluzioni in contesti applicativi e valutarne le prospettive commerciali.
“Frontech è diventato negli anni un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica in Italia, supportando lo sviluppo di soluzioni digitali che hanno trasformato e stanno continuando a trasformare il modo in cui viviamo e lavoriamo”, afferma Stefano Molino, Responsabile del Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital. “Sin dalla sua nascita, il programma ha avuto l’obiettivo di rendere accessibili le tecnologie di frontiera, integrandole nel tessuto industriale nazionale: direi che i risultati raggiunti sono stati più che soddisfacenti. Siamo molto orgogliosi delle realtà selezionate in questa terza edizione, convinti che abbiano il potenziale per contribuire alla crescita di un’economia digitale solida, sostenibile e competitiva a livello globale”.
“In questi tre anni, Frontech ha dimostrato come la collaborazione tra startup, corporate, investitori e partner territoriali possa generare innovazione concreta e nuove opportunità di crescita, soprattutto all’interno di un ecosistema dinamico come quello della Sardegna. Come Factory Plus abbiamo accompagnato lo sviluppo del programma lavorando ogni giorno per mettere in connessione startup, imprese, competenze e risorse, creando le condizioni affinché le tecnologie di frontiera possano trasformarsi in soluzioni capaci di rispondere davvero alle sfide del mercato. Il percorso compiuto dalle startup e i risultati raggiunti confermano il valore di questo approccio e l’importanza di continuare a investire nella crescita dell’ecosistema dell’innovazione”, commenta Carlo Mango, Consigliere con Deleghe di Factory Plus.
“In questi tre anni abbiamo visto un ecosistema crescere sempre più capace di far incontrare corporate e startup, e ogni batch di Frontech ne è stata la conferma. Abbiamo affiancato ventiquattro startup e abbiamo visto da vicino cosa fa la differenza per chi ce la fa: la rapidità con cui sanno convertire un primo interesse in un cliente. Quando quel momento arriva, si legge sul volto dei fondatori che la loro idea ha trovato il suo mercato, ed è la soddisfazione più grande del nostro lavoro. In Frontech ci siamo messi accanto a ogni team per farli arrivare lì prima“, dichiara Vincenzo Mura, Innovation & Venturing Lead di GELLIFY.
“Frontech rappresenta un’esperienza importante nel percorso con cui la Fondazione sostiene l’innovazione e rafforza il collegamento della Sardegna con reti nazionali di competenze, imprese e investitori. In questi tre anni il programma ha dimostrato il valore di un modello fondato sulla collaborazione tra soggetti diversi e sulla capacità di accompagnare idee e tecnologie verso applicazioni concrete e il mercato. Per la Fondazione partecipare a iniziative di questa dimensione significa contribuire alla crescita dell’ecosistema dell’innovazione e, allo stesso tempo, portare sul territorio relazioni, esperienze e strumenti utili a generare nuove opportunità di sviluppo“, dice Carlo Mannoni, Direttore generale della Fondazione di Sardegna.
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