Il consigliere del Partito Socialista Italiano di Cori, Aristide Proietti, risponde in merito alle critiche sul Monumento Naturale di Giulianello
“La quantità di omissioni e autoassoluzioni contenute nelle repliche del PD e di FdI conferma un fatto semplice: il mio articolo del 4 agosto ha colpito nel punto esatto in cui il sistema di potere locale è più fragile ed inadeguato a rispondere alle quotidiane esigenze e necessità dei cittadini. Il PD e FdI confermano ciò che il PSI ha denunciato: la maggioranza è intervenuta nella nomina per la rappresentanza della minoranza
Il PD che non conosce oppure dimentica di conoscere i principi democratici che regolano l’attività amministrativa, e scrive che: “ha scelto di sostenere chi rappresenta, ad oggi, in modo chiaro, la minoranza”. FdI conferma che: “la Maggioranza ha lanciato un salvagente a FdI: gruppo maggioritario all’interno delle Minoranze”.
Queste frasi sono chiare e non hanno bisogno di commenti e interpretazioni. Sono ammissioni politicamente gravissime. La maggioranza, in violazione dei principi democratici, ha influito e deciso chi deve rappresentare la minoranza. FdI ha accettato che la maggioranza intervenisse per “salvarla”.
La maggioranza non può votare e scegliere i consiglieri della minoranza e non può entrare ed intervenire nelle dinamiche politiche della minoranza, influenzando, alterando e determinando le loro decisioni con i loro voti, altrimenti vengono violati i principi delle regole della democrazia, della trasparenza e del rispetto istituzionale, cosa che è avvenuta nel consiglio comunale del 30 luglio 2026.
Il risultato politico della elezione di un membro della minoranza votato dalla maggioranza è frutto di una errata forma di votazione dove la maggioranza votava i propri rappresentanti e la minoranza i propri.
Ciò doveva avvenire attraverso l’utilizzo nella votazione di due urne e non di una, dove i consiglieri di maggioranza votavano i propri rappresentanti mentre i consiglieri di minoranza votavano il proprio rappresentante, inserendo le loro schede nelle rispettive urne.
In realtà ciò non è avvenuto, perché vi è stata un’unica urna di votazione dove sono confluiti tutte le schede dei consiglieri comunali e nelle quali schede della maggioranza risulta votato anche il rappresentante della minoranza.
Tale sistema illogico e irregolare ha determinato la violazione dei principi della democrazia, della trasparenza e autodeterminazione della minoranza, poiché il PD non può influire in nessun modo nella scelta e determinazione del rappresentante della minoranza.
Non è compito del PD occuparsi delle dinamiche interne alle minoranze né influire sulle loro scelte, né effettuare opere di “salvataggio di minoranza”.
Questa non è politica ma è controllo delle minoranze. È la negazione del ruolo istituzionale della minoranza e rappresenta la certificazione di un rapporto di dipendenza che non dovrebbe esistere in democrazia”.
“Il PD parla di “inaffidabilità”: finalmente lo ammette. Il PD sostiene che io sia “inaffidabile”. Bene: è il primo punto su cui siamo d’accordo. Se per il PD l’affidabilità significa essere fedeli, silenziosi e servili, allora sì: sono inaffidabile.
Se l’inaffidabilità è aver denunciato anche quando ero in maggioranza: il caso Fassa Bortolo; il Borgo Protetto; Biogas: l’incompatibilità della ex Presidente del Consiglio; l’opificio trasformato in villa “Villa Dallas”; le criticità dell’Housing First; la sicurezza delle scuole; lo stato di inquinamento del territorio; l’abbandono dei luoghi di aggregazione; la sporcizia intorno e nel paese; allora sì: sono inaffidabile.
Se l’inaffidabilità è aver lasciato una maggioranza dove avrei avuto la posizione più comoda, per difendere la mia libertà politica e la mia onestà intellettuale, allora sì: sono inaffidabile.
Il PD confonde la fiducia e l’impegno politico con l’obbedienza e la sottomissione. Io ho chiesto nella gestione della cosa pubblica trasparenza, rispetto delle regole, verità nei confronti dei cittadini, cosa che non ho mai ricevuto dall’amministrazione. Evidentemente questi sono principi e concetti sconosciuti dall’attuale amministrazione comunale e che comunque la mettono a forte disagio nei confronti dei cittadini”.
“FdI costruisce una narrazione fantasiosa FdI sostiene che io abbia “lavorato alle spalle”, che abbia “organizzato un ribaltone”, che abbia “ambito alla poltrona”. La verità è molto più semplice: sono stato sempre corretto e leale con tutti, non ho mai chiesto niente per me stesso né a desta né a sinistra, per cui invito i miei detrattori ad indicare specificatamente fatti contrari dove io abbia chiesto qualcosa per me stesso. Se alcuni consiglieri della minoranza hanno scelto liberamente di votarmi, forse perché condividevano il mio impegno quotidiano e le mie idee e non quelle di altri”.
“Il PD e FdI attaccano il PSI, ma non rispondono alle domande che interessano alla cittadinanza. Le domande erano e sono chiare. Perché il PD ha sostenuto la candidata di FdI, che non aveva nemmeno avanzato la sua candidatura in Consiglio Comunale, intromettendosi nella scelta e nella sua elezione. Perché il PD si è intromesso nelle questioni della minoranza, che non gli appartengono istituzionalmente, e ha escluso il candidato del PSI? (forse era scomodo e non accondiscende). Quali equilibri si volevano proteggere?
Il tentativo di isolare il PSI è fallito: la verità è uscita allo scoperto. Il PD e FdI hanno costruito una narrazione per giustificare un’operazione di potere nata in pochi minuti, lontana da ogni principio di democrazia e trasparenza, che aveva solo lo scopo di escludere il PSI e il sottoscritto con le sue idee che risultano condivise dalla maggioranza dei cittadini. Hanno provato a trasformare un atto politico scorretto in una normalità istituzionale. Il PD e FdI hanno eletto in accordo un rappresentante per la minoranza che non è stato scelto solo dalla minoranza, ma nel farlo hanno ammesso: che la maggioranza è intervenuta nella minoranza determinandone le scelte e l’elezione anche del candidato della minoranza all’interno del Monumento Naturale; che FdI ha accettato l’ingerenza, perdendo, nella fattispecie, ogni forma di autonomia politica; che il PSI doveva essere escluso a prescindere dalle sue idee, che risultano condivise dalla maggioranza dei cittadini e non sono legate a posizioni di potere.
Il PSI continuerà a essere una voce libera, coerente e radicata nel territorio. Per cui continueremo a difendere e tutelare i cittadini in modo da far emergere la trasparenza e la verità dei fatti”.
Così, in una nota, il consigliere del Partito Socialista Italiano di Cori, Aristide Proietti.
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