NIENTE CHIOSCHI E BAGNI, PAVIMENTAZIONE DA RIFARE”


Il Movimento 5 Stelle: “Un progetto ambizioso trasformato in un’opera al ribasso e inaugurato troppo frettolosamente”

Parco Falcone e Borsellino: un’inaugurazione troppo frettolosa. Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Latina chiede chiarezza e responsabilità.

“La gatta frettolosa fa i figli ciechi”. Un proverbio che sembra descrivere bene quanto accaduto con il Parco Falcone e Borsellino, inaugurato il 25 luglio 2026. A pochi giorni dall’apertura sono emerse numerose criticità che interessano diversi aspetti dell’opera: dai ritardi nei lavori alla sicurezza delle attrezzature – dove già al primissimo utilizzo due bulloni della giostra a forma di dinosauro sono caduti a terra – fino a problemi di accessibilità e alla mancata comunicazione ai cittadini riguardo interventi ancora da completare.

Le verifiche tecniche evidenziano inoltre criticità sulla pavimentazione in Levostab 99. I lavori risultano formalmente conclusi, ma sono in corso contestazioni tra il Comune e l’impresa esecutrice e alcuni interventi dovranno essere ripetuti quando le temperature lo consentiranno, presumibilmente a partire da settembre.

A ciò si aggiunge la vicenda dei tombini di fondazione storici, di cui ne sono stati ripristinati solo due. Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Latina ritiene doveroso fare piena chiarezza sulla loro sorte e sulle motivazioni del mancato riposizionamento.

La pavimentazione richiede inoltre una manutenzione costante nel tempo. Chiediamo pertanto che il Comune renda pubblica la documentazione attestante la permeabilità del materiale utilizzato e il piano di manutenzione previsto, con la relativa programmazione degli interventi. Restano inoltre da completare la sistemazione della pozzolana da rendere fertile per farvi crescere il prato e la sistemazione dei chiusini in cemento, che non risultano perfettamente aderenti alla loro sede, con possibili ricadute sulla sicurezza.
Permangono inoltre dubbi sulla reale carrabilità della pavimentazione da parte dei mezzi di servizio e dei mezzi più pesanti. Se tali mezzi non possono transitare, come si intende garantire nel tempo la pulizia e la manutenzione ordinaria del parco?

Anche sul fronte dell’accessibilità permangono criticità. Durante il sopralluogo il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Latina ha riscontrato che alcune panchine risultano difficilmente raggiungibili da persone in carrozzina, a causa dei cordoli e del fondo in brecciolino che ne ostacola la manovra. L’area giochi è raggiungibile senza particolari barriere architettoniche, ma non sono stati riscontrati giochi realmente fruibili dai bambini che utilizzano una carrozzina: l’unico elemento con caratteristiche inclusive è un altalena a nido, che non può sostituire un gioco specificamente progettato per bambini con disabilità motoria.

Prima dell’apertura era stata certificata la sicurezza delle infrastrutture del parco, mentre era già in corso un’interlocuzione tra Comune e impresa su diverse criticità dell’opera. Dopo circa mille giorni di lavori e una spesa di circa sei milioni di euro, era davvero necessario inaugurare il parco prima del completamento di tutti gli interventi?

A nostro avviso è mancata la necessaria trasparenza nei confronti dei cittadini, che avrebbero dovuto essere informati con chiarezza che l’opera era ancora interessata da lavorazioni e interventi correttivi.
I chioschi previsti dal progetto che non ci sono.

Nel progetto originario di riqualificazione del Parco Falcone e Borsellino era prevista la realizzazione di cinque basamenti destinati ad altrettanti chioschi, pensati per cambiare realmente il volto del parco, restituendogli nuova vita e creando nuovi spazi di inclusione, fruibilità e aggregazione. Tra questi era previsto anche un bistrot con caratteristiche innovative e fortemente integrate con il contesto naturale, sul modello di una serra. Di tutto questo, però, non è stato realizzato nulla.

Dopo tre anni di lavori, l’Amministrazione non è stata in grado di risolvere le problematiche preliminari che impedivano la realizzazione dei basamenti e, di conseguenza, dei chioschi. In particolare, la questione relativa alla rimozione di un vincolo boschivo presente all’interno del parco, necessaria per procedere alla variante finalizzata alla realizzazione dei basamenti. È legittimo chiedersi come sia possibile che, in tre anni, il Comune non sia riuscito ad avviare, completare e definire una procedura necessaria per rendere concretamente attuabile una parte qualificante del progetto.

Per questo la consigliera Maria Grazia Ciolfi ha presentato un’apposita richiesta di accesso agli atti, con l’obiettivo di ricostruire l’intero iter procedurale, capire dove si sia effettivamente bloccato, per quali ragioni si siano accumulati i ritardi e se vi siano ulteriori motivazioni che abbiano impedito la realizzazione dei chioschi previsti dal progetto originario.

Il risultato è che, invece di realizzare le strutture permanenti progettate per dare al parco nuovi servizi e nuove possibilità di aggregazione, si è arrivati a un bando che consente il mero posizionamento di ristori mobili, una soluzione evidentemente diversa per qualità, funzionalità e capacità di incidere sulla fruibilità complessiva dell’area rispetto ai chioschi previsti nel progetto di riqualificazione. E i bagni pubblici?

Altra domanda che sorge spontanea riguarda l’assenza di bagni pubblici. Come è possibile che un intervento di riqualificazione del valore di circa sei milioni di euro non abbia previsto adeguati servizi igienici pubblici, lasciando ora aperta la possibilità di ricorrere a convenzioni con il Tennis presente all’interno del parco, come riferito dall’assessore in Commissione?

È davvero questa la soluzione che l’Amministrazione ritiene adeguata per un parco pubblico di queste dimensioni e dopo un investimento di tale portata? Anche questa vicenda racconta, dunque, la stessa dinamica che abbiamo riscontrato in altri interventi di questa Amministrazione: un progetto ambizioso sulla carta che, dopo anni di lavoro e risorse impegnate, viene progressivamente ridimensionato fino a trasformarsi in una versione al ribasso di ciò che era stato promesso ai cittadini.

Per questo il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Latina chiede all’Amministrazione di riferire pubblicamente sullo stato dell’opera, sul cronoprogramma degli interventi ancora da eseguire, sulle ragioni dell’inaugurazione anticipata e sui tempi previsti per il superamento delle criticità riscontrate.
A margine, ma non da meno, riteniamo opportuno rivedere gli orari di apertura del parco. Nel periodo compreso almeno tra il 1° maggio e il 30 settembre, l’apertura dovrebbe avvenire non oltre le ore 6.30 e la chiusura non prima delle ore 00.30, così da consentire una maggiore fruizione durante i mesi estivi e permettere anche a chi lavora di utilizzare il parco nelle prime ore del mattino o in tarda serata, soprattutto dopo aver verificato nel corso della commissione trasparenza che sarebbe possibile garantire l’estensione dell’orario di apertura a fronte solo di una minima spesa di circa 6000 euro.

Gli orari dovrebbero inoltre essere chiaramente esposti in corrispondenza di tutti gli ingressi.
Il rispetto dei cittadini passa attraverso la trasparenza, la sicurezza, l’accessibilità e la corretta gestione delle risorse pubbliche. Continueremo a vigilare affinché un investimento di tale portata risponda pienamente all’interesse della collettività”.

Così, in una nota, il gruppo territoriale del Movimenti Cinque Stelle Latina.




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 Comunicato Stampa

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