Redazione- Dai misteri della mente alle piccole storie dell’esistenza, un viaggio nella scrittura di un’autrice che ha fatto del racconto una lente per osservare il mondo. Tra le sue opere più recenti c’è anche Rabbia liquida, pubblicato il 31 gennaio 2026, un titolo che rappresenta una delle tappe più interessanti del suo percorso letterario.
Ci sono scrittori che raccontano storie e scrittori che, attraverso le storie, provano a raccontare gli esseri umani. Carola Cestari appartiene a questa seconda categoria. La sua scrittura attraversa il noir, il giallo, il thriller psicologico, il racconto breve, la narrativa sentimentale e la fantascienza, senza mai perdere di vista quella materia incandescente e imprevedibile che è l’animo umano.
Nata a Milano, Carola Cestari ha costruito negli anni un percorso letterario caratterizzato dalla curiosità e dalla versatilità. Una scrittrice capace di muoversi tra atmosfere oscure e improvvise accensioni di leggerezza, tra delitti e sentimenti, tra enigmi della mente e frammenti di vita quotidiana. Un percorso iniziato ufficialmente nel 2021, dopo una serie di riconoscimenti ottenuti in numerosi concorsi letterari, e proseguito con una produzione che oggi comprende romanzi, raccolte di racconti e opere nate dalla collaborazione con altri autori.
E allora, in questa estate fatta di valigie, partenze, treni, aerei, spiagge e qualche meritato momento di silenzio, perché non mettere in valigia anche un libro di Carola Cestari?
Perché leggere, soprattutto d’estate, significa concedersi un piccolo viaggio dentro altri viaggi. E le pagine di Cestari possono diventare una buona compagnia sotto l’ombrellone, in una stanza d’albergo, su una panchina, durante un viaggio o semplicemente in quelle sere in cui il mondo rallenta e un libro diventa il migliore degli interlocutori.
Tra le pubblicazioni più recenti troviamo Rabbia liquida, uscito il 31 gennaio 2026 per Nepturanus. Già dal titolo si percepisce una delle caratteristiche della scrittura dell’autrice: la capacità di trasformare una parola, un sentimento, una condizione dell’animo in un’immagine capace di evocare immediatamente qualcosa.
La rabbia, infatti, non è sempre solida. Può essere fluida, insinuarsi lentamente, cambiare forma, scorrere nelle relazioni, attraversare i pensieri, diventare silenzio oppure esplodere. Ed è proprio questa attenzione verso le zone meno prevedibili dell’essere umano a rappresentare uno dei tratti distintivi della narrativa di Cestari.
Il suo viaggio letterario aveva già trovato una prima importante tappa nel 2021 con Nero Catrame, pubblicato da Dragonfly Edizioni. È il romanzo che segna l’esordio ufficiale dell’autrice nel poliziesco e nel noir, generi nei quali la scrittrice dimostra immediatamente di sapersi muovere con attenzione per le atmosfere e per la costruzione della tensione.
Il noir, nelle sue mani, non è soltanto una successione di misteri da risolvere. È soprattutto uno strumento per entrare nelle contraddizioni dell’uomo, nei suoi lati meno luminosi, nelle scelte che spesso nascono proprio là dove la ragione incontra la paura, il desiderio, la colpa.
Nel 2022 arriva GiallOscuro, ancora per Dragonfly Edizioni, raccolta di racconti noir e polizieschi. Una parola che già nel titolo sembra giocare con le due anime della narrazione: quella del giallo, con i suoi enigmi e le sue domande, e quella dell’oscuro, che introduce il lettore in territori dove le certezze possono diventare improvvisamente fragili.
Molti dei racconti contenuti nella raccolta hanno inoltre ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi letterari nazionali. Un elemento che testimonia non soltanto la prolificità dell’autrice, ma anche la capacità dei suoi testi di incontrare il gusto e l’attenzione delle giurie letterarie.
Nel 2023 Cestari torna alla narrativa con OscuraMente, pubblicato da Dragonfly Edizioni, una raccolta di racconti nella quale la scrittrice torna a esplorare le inquietudini, i misteri e le molteplici sfumature della mente umana. E già qui il gioco delle parole diventa una dichiarazione poetica: la mente come luogo misterioso, labirinto, territorio nel quale nulla è necessariamente ciò che sembra.
Il thriller psicologico è, del resto, uno dei generi più affascinanti perché non ha bisogno soltanto di porte chiuse, ombre e misteri. Il vero labirinto può essere dentro di noi. E Cestari sembra conoscere bene questa geografia interiore, fatta di pensieri, paure, ossessioni, ricordi e zone d’ombra.
A completare questo segmento della sua produzione troviamo anche ImPuro sangue, opera che prosegue il percorso dell’autrice nelle atmosfere cupe e misteriose che hanno caratterizzato una parte significativa della sua narrativa.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi al noir.
Carola Cestari è infatti una scrittrice che ama cambiare registro, come un musicista che non vuole suonare sempre la stessa melodia. E così, accanto ai delitti, alle indagini e alle inquietudini della mente, arrivano i racconti, i sentimenti, l’ironia e la quotidianità.
Nel 2025 viene pubblicato Racconti al volo, per Nepturanus, una raccolta composta da trentacinque brevi storie e frammenti di vita quotidiana. Qui la scrittrice sembra cambiare obiettivo: dalla lente d’ingrandimento puntata sul mistero passa a quella capace di cogliere il dettaglio.
Trentacinque racconti che attraversano incontri casuali, vicende amorose, difficoltà personali e piccoli momenti dell’esistenza. Una scrittura asciutta e poetica, nella quale la brevità non significa superficialità, ma capacità di lasciare al lettore uno spazio nel quale continuare la storia.
Perché spesso la vita funziona proprio così: ci concede frammenti, non spiegazioni complete. Un incontro su un treno, una telefonata inattesa, uno sguardo, una separazione, una parola detta troppo tardi. Il racconto breve può allora diventare una fotografia dell’anima: pochi centimetri di carta per contenere un universo.
Nel percorso dell’autrice trova posto anche Enceladus, pubblicato da Tomolo Edizioni, un romanzo di fantascienza che amplia ulteriormente il ventaglio delle sue suggestioni letterarie e conferma la sua volontà di attraversare generi e territori narrativi differenti.
E poi c’è il cuore.
Quello che nel noir può battere sotto la paura e che nella narrativa sentimentale può invece diventare protagonista assoluto.
Con Cuore in apnea, pubblicato da Land Editore, Cestari si confronta con il genere chick lit comico, mostrando un’altra faccia della propria scrittura. Qui l’ironia diventa una chiave per raccontare sentimenti, situazioni e relazioni con uno sguardo più leggero e sorridente.
Ma il viaggio sentimentale iniziato con Cuore in apnea non si ferma lì. A seguirne le tracce è Cuore in viaggio, edito da Land Editore, sequel di Cuore in apnea. Un nuovo capitolo che permette alla scrittrice di proseguire il racconto dei suoi personaggi e di esplorare ancora una volta il territorio dei sentimenti, delle relazioni e delle emozioni, mantenendo quella vena ironica e leggera che caratterizza questa parte della sua produzione.
È una dimostrazione importante della versatilità dell’autrice: saper cambiare tono senza perdere la propria identità.
E forse è proprio questa la parola che meglio descrive il percorso di Carola Cestari: contaminazione.
Noir e sentimento. Mistero e quotidianità. Psicologia e ironia. Romanzo e racconto. Solitudine e collaborazione. Fantascienza e realtà.
Una scrittrice che non sembra voler abitare una sola stanza della letteratura, ma attraversare tutta la casa.
E forse è questo che rende interessante il suo percorso. La letteratura contemporanea, del resto, non ha più bisogno di recinti invalicabili. Il lettore può passare dal thriller alla commedia, dal racconto sentimentale al noir, dalla realtà alla fantascienza, proprio come nella vita passa dal sorriso alla malinconia, dalla paura alla speranza.
La bibliografia di Cestari racconta dunque una scrittrice in movimento. Una penna che non sembra avere paura di sperimentare, di cambiare prospettiva, di osservare la realtà da angolazioni differenti.
E mentre l’estate invita tutti a rallentare, i suoi libri possono diventare una piccola mappa per orientarsi tra emozioni e misteri.
Rabbia liquida, pubblicato nel gennaio 2026, rappresenta una delle tappe più recenti di questo viaggio letterario e può essere inserito idealmente nella valigia delle letture estive insieme agli altri titoli dell’autrice. Perché un buon libro da portare in vacanza non deve necessariamente essere leggero: deve essere capace di accompagnarci.
E quelli di Carola Cestari sembrano avere proprio questa ambizione.
Accompagnarci.
Nel mistero quando vogliamo perderci.
Nel sorriso quando abbiamo bisogno di leggerezza.
Nei sentimenti quando abbiamo voglia di riconoscerci.
Nelle inquietudini quando desideriamo guardare più a fondo.
Alla fine, forse, è questo il compito più bello della letteratura: non darci sempre risposte, ma regalarci domande migliori.
Carola Cestari lo fa attraversando generi diversi, costruendo storie e lasciando al lettore la libertà di scegliere quale porta aprire.
Quella del noir, magari, conduce in una stanza buia.
Quella dell’amore potrebbe essere illuminata da una luce diversa.
Quella del racconto breve potrebbe spalancarsi improvvisamente sulla vita quotidiana.
Quella della fantascienza potrebbe condurci lontano, oltre i confini conosciuti.
Ma dietro ogni porta c’è sempre la stessa grande protagonista: l’anima umana.
E allora, prima di chiudere la valigia per le vacanze, una cosa è certa: tra costume, occhiali da sole e crema solare, un po’ di spazio per un libro bisogna trovarlo.
Perché il sole abbronza la pelle.
Le buone storie, invece, continuano a illuminare la memoria anche quando l’estate è già finita.
CAROLA CESTARI: «SCRIVERE SIGNIFICA ENTRARE NELLE ZONE D’OMBRA DELL’ANIMA»
Lei ha attraversato il noir, il thriller psicologico, il racconto breve e persino la narrativa sentimentale. Che cosa cerca, prima di tutto, quando comincia a scrivere una nuova storia?
Cerco qualcosa che abbia ancora la capacità di interrogarmi. Non parto necessariamente da una trama, ma da un’emozione, da una domanda, da un personaggio che improvvisamente comincia a vivere dentro di me. La scrittura, per me, è innanzitutto ascolto. Osservo molto la realtà, le persone, i loro comportamenti, le contraddizioni. Anche un gesto apparentemente insignificante può diventare l’inizio di una storia. Credo che ogni scrittore, in fondo, sia un grande raccoglitore di frammenti di vita. Poi arriva la fantasia e quei frammenti trovano una forma.
Il noir e il thriller psicologico sembrano avere un posto importante nella Sua produzione. Che cosa La affascina maggiormente delle zone d’ombra dell’essere umano?
Mi affascina il fatto che nessuno sia completamente prevedibile. L’essere umano è molto più complesso di quanto voglia apparire. Dietro una persona apparentemente tranquilla possono nascondersi paure, desideri, ferite, rabbie e segreti. Il noir mi permette di entrare proprio lì, dove normalmente non guardiamo. Non mi interessa soltanto il mistero da risolvere: mi interessa capire perché una persona arriva a compiere determinate scelte. La parte più inquietante di una storia, spesso, non è il delitto in sé, ma la mente che lo ha concepito.
Il Suo libro “Rabbia liquida”, porta già nel titolo un’immagine molto potente. Che cosa rappresenta per Lei quella “rabbia liquida”?
La rabbia è un sentimento particolare perché può assumere forme diverse. Può esplodere, ma può anche sedimentare lentamente. Può scorrere dentro una persona senza che gli altri se ne accorgano, fino a quando trova una via d’uscita. L’aggettivo “liquida” mi è sembrato particolarmente evocativo proprio perché restituisce l’idea di qualcosa che non rimane fermo, che si muove, penetra, cambia forma. Credo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo dovuto fare i conti con una rabbia che non sapevamo bene dove collocare. La letteratura può servire anche a questo: dare un nome a emozioni che spesso non riusciamo a spiegare.
Lei ha scritto anche “Racconti al volo”, una raccolta di trentacinque storie e frammenti di vita quotidiana. Quanto è difficile raccontare tanto attraverso la brevità?
La brevità, secondo me, è una delle forme più difficili della scrittura. Quando si hanno poche pagine bisogna scegliere ogni parola con grande attenzione. Non si può dire tutto e forse proprio per questo bisogna imparare a suggerire. In “Racconti al volo” ho cercato di fermare piccoli momenti: incontri, sentimenti, difficoltà, situazioni che potrebbero sembrare insignificanti e che invece, osservate da vicino, raccontano molto di noi. Mi piace l’idea che il lettore possa riconoscersi in un frammento e poi continuare dentro di sé la storia.
Lei ha pubblicato diversi libri e ha ricevuto riconoscimenti in numerosi concorsi letterari. Guardando oggi al Suo percorso, che cosa significa per Lei essere una scrittrice?
Significa soprattutto avere la responsabilità delle parole. Quando scriviamo consegniamo qualcosa di nostro a persone che non conosciamo e che possono interpretarlo in maniera completamente diversa. È una forma bellissima di condivisione, ma anche una grande responsabilità. I premi e i riconoscimenti fanno piacere e rappresentano certamente una gratificazione, ma la soddisfazione più grande rimane sapere che una persona ha letto un mio libro e, dopo averlo chiuso, ha continuato a pensare a una storia, a un personaggio o a una frase. Se accade questo, credo che la scrittura abbia raggiunto il suo obiettivo più autentico.
Alla fine dell’intervista con Carola Cestari rimane una sensazione precisa: quella di aver “incontrato” una scrittrice che non utilizza la letteratura per fuggire dalla realtà, ma per guardarla più attentamente.
Il noir diventa così una lente puntata sulle fragilità umane, il thriller un viaggio dentro la mente, il racconto breve una fotografia dell’esistenza e persino la narrativa sentimentale un’altra occasione per interrogarsi sull’amore, sulle relazioni e sulle infinite contraddizioni del cuore.
La sua bibliografia è un viaggio attraverso generi differenti, ma con un unico filo conduttore: l’essere umano.
E forse è proprio qui che si trova la forza della sua scrittura. Nel ricordarci che dietro ogni mistero c’è una persona, dietro ogni rabbia una ferita, dietro ogni incontro una possibile storia.
In un’estate nella quale tutti cercano un libro da mettere in valigia, le opere di Carola Cestari sembrano avere una destinazione privilegiata: quella dell’anima.
Perché un buon libro non è soltanto quello che ci fa compagnia sotto l’ombrellone. È quello che, una volta tornati a casa, continua a camminare con noi.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Angela Kosta
Source link












