Lavoro, il ruolo degli stranieri in Toscana


Toscana

Oltre 207mila rapporti di lavoro attivati nel 2024. Dall’agricoltura all’edilizia, fino all’assistenza domestica, il contributo dei lavoratori stranieri è fondamentale, ma restano criticità legate a sfruttamento, irregolarità e sicurezza

Non più un fenomeno, ma una presenza stabile e radicata nel territorio. Sono oltre 433mila le persone con cittadinanza straniera residenti in Toscana: l’11,8% della popolazione regionale. Il dato è passato dalle 21.498 presenze del 1991 alle 433.381 del 2025, facendo della Toscana la terza regione italiana per incidenza della popolazione straniera, dopo Emilia-Romagna e Lombardia.

Il Rapporto sull’immigrazione in Toscana 2026 fa luce su una presenza che pesa notevolmente sul mercato del lavoro regionale, poiché spesso sono proprio gli immigrati a svolgere mestieri essenziali che gli italiani non ritengono più attrattivi. Nel 2024 sono stati oltre 207mila i rapporti di lavoro attivati per lavoratrici e lavoratori stranieri, a fronte di circa 194mila cessazioni. «La popolazione straniera, in Toscana come in Italia, è essenziale per tutta una serie di cosiddetti lavori poveri, fragili, complicati e faticosi», commenta Silvia Russo, segretaria generale Cisl Toscana. «I flussi migratori sono fondamentali per la crescita del nostro Paese, anche nel settore manifatturiero. È importante far emergere il mondo del lavoro nero che, in questo caso, è per la maggior parte occupato soprattutto nelle situazioni di grande difficoltà dai lavoratori stranieri. Penso a tutta la parte del caporalato in agricoltura».

Guardando alle posizioni occupate, circa due lavoratori stranieri su tre in Toscana sono dipendenti del settore privato non agricolo; seguono lavoro domestico, lavoro autonomo e agricoltura.

Nel settore colf e badanti, spiega Alessandro Gualtieri, segretario generale Fisascat Cisl Toscana, la difficoltà maggiore è data dallo scoglio linguistico, che complica situazioni già delicate, data la natura di cura del lavoro di badante. «Nei corsi di formazione forniamo nozioni linguistiche, di sicurezza e conoscenze di primo soccorso», spiega Gualtieri, «tuttavia, per difficoltà legate all’orario di lavoro e alla distanza – le lavoratrici non si concentrano solo nelle grandi città -, la partecipazione non è sempre alta». La frequenza dei corsi permetterebbe inoltre di ottenere i contributi che la Regione Toscana dà alle badanti accreditate, ottenendo così un’agevolazione anche per le famiglie che le assumono. Il contratto, spiega ancora Gualtieri, oltre a 2-3 ore di riposo pomeridiano prevederebbe un numero massimo di 48 ore, che però viene spesso oltrepassato. Nonostante sia molto facile per queste donne, la maggioranza del settore badanti, trovare lavoro grazie al passaparola, «quando il datore di lavoro, spesso l’anziano, viene a mancare, rimangono prive di tutela per quanto riguarda l’abitazione» precisa Gualtieri. «Oltretutto difficilmente chi entra in quel sistema ne esce. In rari casi si passa al settore della ristorazione, comunque un lavoro di fatica».

Dei 56.000 dipendenti operai agricoli, circa il 44-45% dei lavoratori sono stranieri, la maggior parte dei quali proviene da Senegal, Marocco, Pakistan, ma anche Bangladesh e Tunisia, con distribuzione a macchia di leopardo sul territorio toscano e la provincia sud di Livorno e Grosseto come zone più endemiche. «Quasi il 90% sono operai stagionali» afferma Massimiliano Gori, segretario generale della Fai Cisl Toscana. «L’inquadramento contrattuale magari è anche giusto, ma tutto dipende dal datore e da quanti giorni di lavoro dichiara». Spesso però «il caporale» viene anche ben visto, «perché è una persona che ti dà lavoro, che ti fa conoscere quali sono i limiti delle poche tutele, quindi è anche difficilmente inquadrabile come figura. Quando riusciamo a contattare qualcuno che non ha mai avuto bisogno del sindacato, scopriamo che ha veramente poca conoscenza di quelli che sono i suoi diritti».

«Nell’edilizia lavorano più stranieri che italiani. In molte casse edili della Toscana il numero degli stranieri supera il 50% degli addetti, con punte del 60%, e questo riguarda anche i nostri iscritti: il 53% degli iscritti nel 2025 sono stranieri», dichiara Simona Riccio, segretaria generale Filca Cisl Toscana, che prosegue: «Grazie agli enti bilaterali, nelle nostre scuole edili vengono effettuati corsi di lingua italiana per una vera integrazione e perché troppo spesso la mancata conoscenza della nostra lingua è causa anche di infortuni nei cantieri. Il settore edile presenta alti rischi fisici e una formazione sulla sicurezza deve superare le barriere linguistiche».La presenza di personale straniero è massiccia nei settori delle costruzioni, del legno e del marmo. «Il sindacato è una vera palestra di vita per molti di loro: si iscrivono sempre più numerosi e in molti ricoprono ruoli davvero importanti nell’organizzazione, anche nel gruppo dirigente regionale». Sulle irregolarità relative a paghe e stipendi, Simona Riccio spiega che, nonostante la presenza di enti bilaterali che garantiscono regolarità contributiva e normativa nei contratti maggiormente rappresentativi, negli appalti privati si riscontrano ancora casi di lavoro irregolare e non sicuro.

Il tema della sicurezza riguarda però l’intero mercato del lavoro. «La situazione è veramente drammatica, nel senso che ogni giorno c’è uno stillicidio. Ogni giorno una persona ha un infortunio sul lavoro, di quelli mortali o gravissimi», sottolinea Russo. «Spesso ci soffermiamo su tutti gli infortuni mortali e magari dimentichiamo quelli gravissimi, che non solo mettono le persone in difficoltà, ma mettono in difficoltà le famiglie intere e anche le stesse strutture di supporto, perché i costi sono altissimi». Per la segretaria della Cisl Toscana, accanto alla formazione serve anche un rafforzamento dei controlli. «Occorre purtroppo mettere in campo un’azione maggiore di controllo. Non possiamo rischiare di perdere tutte queste persone ogni giorno e un motivo c’è senz’altro. Non può essere soltanto quello del caso. Purtroppo è un problema che va gestito in maniera diversa, anche con una maggiore accuratezza nei controlli che devono essere fatti».


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม