Un incidente stradale avvenuto a metà luglio potrebbe aver decretato la fine della carriera politica di Thomas Bareiß, deputato del Bundestag per la CDU. La Procura di Hechingen ha infatti aperto un’indagine a suo carico per una serie di reati stradali, fra cui lesioni personali colpose e guida sotto l’effetto di stupefacenti. Un esame del sangue avrebbe infatti rilevato che Thomas Bareiß si era messo alla guida dopo aver assunto droghe sintetiche. Questo fatto basterebbe da solo a mettere in imbarazzo qualsiasi parlamentare, ma è particolarmente grave nel caso del politico conservatore, che è stato da sempre uno dei più fieri oppositori della legalizzazione della cannabis e che delle posizioni inflessibili sul consumo di droghe ha fatto una bandiera politica per diversi anni. Dopo l’avvio delle indagini, Bareiß ha annunciato di voler sospendere temporaneamente tutti i propri impegni presso il partito.
La dinamica dell’incidente: droghe sintetiche rilevate nel sangue di Bareiß
Il 12 luglio due veicoli sono entrati in collisione sulla strada statale B27, nel tratto compreso tra Hechingen e Balingen, in Baden-Württemberg. Un uomo di 51 anni, alla guida della propria vettura sulla corsia sinistra, ha urtato un’auto che procedeva sulla corsia destra. Il mezzo del 51enne si è ribaltato e il conducente è stato soccorso in condizioni gravi e trasportato in ospedale con un elicottero. Anche gli occupanti dell’altra auto (il conducente, 50 anni, e due passeggere di 40 e 47 anni) hanno riportato ferite e sono stati ricoverati. La polizia non ha inizialmente confermato che il conducente cinquantunenne che ha causato l’incidente fosse Bareiß, ma lo stesso parlamentare ha in seguito parlato pubblicamente dell’accaduto.
Interpellato sulla dinamica dal quotidiano Schwäbische Zeitung, Bareiß ha affermato di non conservare alcun ricordo dell’incidente in sé, ma di ricordare soltanto l’immagine di un vigile del fuoco che lo estraeva dall’abitacolo, capovolto.
A seguito dell’incidente, la Procura ha avviato un procedimento a carico di Bareiß, la cui immunità parlamentare è stata nel frattempo revocata. Secondo un portavoce dell’autorità, il sospetto poggia soprattutto sull’esito di un esame del sangue: al momento dello scontro, il parlamentare sarebbe stato sotto l’effetto di una sostanza stupefacente sintetica, presente nell’organismo in quantità definita “rilevante”. Gli inquirenti non hanno reso noto di quale sostanza specifica si tratti, precisando però che rientra nel campo di applicazione della legge sugli stupefacenti e che non è riconducibile all’assunzione di alcun farmaco. Nel corso delle indagini, a Bareiß è stata ritirata la patente di guida.
La carriera politica di Thomas Bareiß e le campagne contro la legalizzazione della cannabis
La vicenda, come accennato all’inizio, assume un rilievo particolare alla luce delle posizioni pubbliche assunte in passato dal parlamentare. Bareiß si è sempre dichiarato contrario alla parziale legalizzazione della cannabis introdotta in Germania e, nell’aprile 2024, aveva anche fatto alcuni commenti pubblici sul pericolo che il consumo di sostanze comporta ai fini della sicurezza stradale.
Axel Müller, deputato CDU al Bundestag per la circoscrizione di Ravensburg, ha definito coerente la scelta del collega di ritirarsi temporaneamente dalla politica attiva, sottolineando però che, qualora il sospetto sull’uso di droghe venisse confermato, la situazione risulterebbe ancora più grave: Bareiß si era espresso pubblicamente contro ogni forma di consumo, e questo comporterebbe una perdita di credibilità politica. Müller non condivide tuttavia la richiesta, avanzata da altri esponenti del partito, che Bareiß rinunci anche al mandato parlamentare.
Posizione diversa è quella della Junge Union della circoscrizione elettorale di Zollernalb, l’organizzazione giovanile del partito nel collegio elettorale di Bareiß, che ha chiesto le sue dimissioni dal Bundestag, definendo tale gesto un segno di rispetto verso l’elettorato. In un comunicato, l’organizzazione si è detta profondamente delusa dalla mancata rinuncia al mandato, promettendo di ribadire la richiesta anche oltre il periodo di pausa annunciato dal parlamentare.
Il conservatore fra i conservatori
In una dichiarazione diffusa tramite il proprio avvocato, Bareiß ha scritto di aver preso, nell’ultimo periodo, decisioni di cui si pente profondamente. Ha espresso rammarico per le conseguenze subite dalle persone coinvolte nell’incidente, per l’impatto che il dibattito pubblico ha avuto sul proprio entourage e per aver deluso le aspettative riposte in lui, assicurando piena collaborazione con la Procura nella ricostruzione dei fatti.
Bareiß ha inoltre reso nota la sospensione dalla carica di presidente distrettuale della CDU del Württemberg-Hohenzollern e la rinuncia a ricandidarsi.
La carriera di Bareiß al Bundestag era iniziata nel 2005 e, tra il 2018 e il 2021, l’ha portato a ricoprire l’incarico di sottosegretario di Stato presso il Ministero dell’Economia, con delega a turismo e piccole e medie imprese, mentre nell’attuale legislatura è membro della commissione bilancio.
Nel corso della sua carriera si è distinto come esponente dell’ala destra del partito, anche negli anni della guida di Angela Merkel, e non sempre è riuscito a guadagnarsi le simpatie dei colleghi. È stato tra i fondatori del Berliner Kreis, corrente conservatrice da cui sarebbe poi nata la Werte Union. Si è opposto al matrimonio egualitario e, durante la crisi dei rifugiati del 2016, ha criticato apertamente la linea di Merkel. Ha invece sempre guardato con interesse a tutto ciò che era formalmente e sostanzialmente molto più a destra della CDU, arrivando a invitare un ministro del governo ungherese di Viktor Orbán come relatore a un congresso di circoscrizione. Greenpeace lo aveva definito, in quello stesso periodo, tra i principali freni alle politiche climatiche della Grande Coalizione.
Il suo caso è stato inevitabilmente accostato, nel dibattito pubblico, alle dimissioni di Jens Spahn: entrambi vengono descritti come esponenti dell’ala conservatrice del partito la cui condotta privata si sarebbe rivelata incompatibile con la linea politica da loro stessi sostenuta. Nello specifico, Jens Spahn era fra i politici della CDU che si erano espressi contro la gestazione per altri, salvo poi ricorrere proprio a questa tecnica per concepire un figlio insieme al marito.
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Redazione Il Mitte
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