Rallenta la domanda di lavoro nelle province della Toscana Nord-Ovest


Rallenta la domanda di
lavoro nelle province della Toscana Nord-Ovest: a ottobre-dicembre 2026
previste 18.400 assunzioni

Cala la
domanda a Lucca (-5%) e Pisa (-6%), stabile Massa-Carrara (+1%). Industria e
turismo in flessione, crescono i servizi alle persone. Il mismatch resta
elevato ma si attenua a Massa-Carrara e Pisa.

Viareggio, 23 ottobre 2026. Nel trimestre ottobre-dicembre 2026 le imprese delle
province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa prevedono di assumere 18.400
lavoratori, il 5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025 (-890 unità).
Il dato d’area sintetizza però andamenti territoriali diversi: al calo di Pisa
(-6%) e di Lucca (-5%) si contrappone la sostanziale tenuta di Massa-Carrara
(+1%). Sul piano settoriale la flessione riguarda le costruzioni (-12%), il
manifatturiero (-6%) e il turismo (-11%), mentre i servizi alle persone sono
l’unico comparto in crescita (+9%). Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro
resta elevato: le posizioni di difficile reperimento sono il 49% a Lucca, il
47% a Pisa e il 51% a Massa-Carrara, dove però si registra un netto miglioramento
rispetto al 2025. Per il solo mese di ottobre le assunzioni programmate
ammontano a 7.250 unità, il 5% in meno rispetto a un anno fa. Questo, in
sintesi, è quanto emerge dai dati rilevati per il trimestre ottobre-dicembre
2026 su un campione di imprese con dipendenti delle province di Lucca,
Massa-Carrara e Pisa dal Sistema informativo Excelsior, indagine realizzata da
Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali e analizzati dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e
dall’Istituto Studi e Ricerche – ISR.

”Il rallentamento
della domanda di lavoro per l’ultimo trimestre dell’anno e un mismatch che
tocca quasi un’assunzione su due testimoniano come la vera sfida si stia
spostando dalla disponibilità quantitativa alla corrispondenza delle competenze
tecniche e trasversali richieste dalle imprese –
afferma il Presidente
della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini. Di
fronte a questa criticità rispondiamo con azioni tangibili per avvicinare aule
e sistema produttivo: dai laboratori esperienziali con robotica avanzata di
ISILAB alla certificazione camerale delle competenze tramite credenziali
digitali su blockchain, capaci di rendere le capacità dei giovani
immediatamente spendibili sul mercato. Continuare a investire su questa
alleanza nei settori strategici dell’area vasta – dalla meccatronica al turismo
e al Made in Italy, fino alla doppia transizione digitale ed ecologica – è la
nostra priorità per dare futuro ai ragazzi e sostenere la competitività del
territorio.”

La domanda di lavoro
delle imprese lucchesi nell’ultimo quarto del 2026 si attesta a 7.400
assunzioni: il 5% in meno rispetto a ottobre-dicembre 2025 (-420 unità). Il
calo interessa sia l’industria (-7%) sia i servizi (-3%), oltre al settore
primario. Nell’industria la contrazione più marcata riguarda le costruzioni
(-18%), mentre il manifatturiero si ferma ad un -2%; nei servizi cresce solo la
componente di quelli alle imprese (+3%), mentre,  dopo il forte incremento dell’anno precedente,
cala il turismo (-8%). Lucca è l’unica delle tre province in cui il mismatch
non arretra: la difficoltà di reperimento riguarda il 49% delle posizioni
ricercate, un punto percentuale in più rispetto al 2025, a segnalare una
criticità legata ai profili richiesti più che ai volumi di assunzione. La causa
principale resta la mancanza di candidati (29%, in calo di due punti), seguita
dalla preparazione inadeguata (14%). Sul piano dei requisiti, cala dal 48% al
45% la quota di assunzioni per cui è richiesta esperienza nel settore, mentre
sale dal 16% al 19% quella per cui è richiesta esperienza specifica nella
professione; la qualifica o il diploma professionale è il titolo più richiesto
(42%, +4 punti). Nel solo mese di ottobre le assunzioni previste sono 2.860, in
linea con un anno fa (-1%, -30 unità), con il 52% delle posizioni di difficile
reperimento.

Ammontano a 3.100 le
assunzioni previste in provincia di Massa-Carrara nel trimestre
ottobre-dicembre 2026, +1% rispetto allo stesso periodo del 2025 (+20 unità). Dietro
a questa stabilità si osservano andamenti molto differenziati: a trainare sono
i servizi alle persone (+36%, 150 entrate in più), affiancati dalle costruzioni
(+5%) e dal commercio (+3%), mentre risultano in flessione i servizi alle
imprese (-16%), il turismo (-12%) e il manifatturiero (-4%). Il dato più
significativo riguarda però il mismatch: la quota di posizioni di difficile
reperimento scende al 51%, otto punti percentuali in meno rispetto al 59% del
2025, per effetto del netto ridimensionamento della mancanza di candidati (dal
38% al 28%). Cresce invece la segnalazione di una preparazione inadeguata dei
candidati (20%, contro il 18%), a conferma che la criticità sembra spostarsi
dalla disponibilità di persone alla corrispondenza delle competenze. La
qualifica o il diploma professionale è il titolo più richiesto (38%), mentre la
quota di laureati sale al 9% dall’8% del 2025. Nel solo mese di ottobre le
assunzioni previste sono 1.220, il 2% in meno rispetto a un anno fa, con il 50%
delle posizioni di difficile reperimento (-13 punti percentuali).

In provincia di Pisa
le imprese prevedono di assumere 7.900 lavoratori nel trimestre finale
dell’anno, il 6% in meno rispetto al corrisspondene periodo del 2025 (-490
unità). La contrazione si concentra nell’industria (-13%, 340 unità in meno):
il manifatturiero e le public utilities, con 1.620 ingressi previsti, perdono
il 12% e le costruzioni il 15%. Nei servizi (-2%) pesa il turismo (-15%),
mentre crescono i servizi alle persone (+7%) e il commercio (+3%) e i servizi
alle imprese restano stabili. Pisa presenta il mismatch più contenuto
dell’area: le difficoltà di reperimento interessano il 47% delle posizioni
ricercate, due punti percentuali in meno rispetto al 2025, per effetto della
minore incidenza della mancanza di candidati (29%, in calo di quattro punti),
mentre sale al 15% la quota di candidati inadeguati. Pisa si distingue inoltre
per la domanda di laureati (13% delle assunzioni: la quota più alta delle tre
province), mentre la qualifica o il diploma professionale resta il titolo più
richiesto (37%). Nel solo mese di ottobre le assunzioni previste sono 3.170, il
9% in meno rispetto a un anno fa (-320 unità), con un calo che interessa
soprattutto l’industria (-18%).




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