I sindaci dell’Altopiano e della Pedemontana lanciano il manifesto per il Tribunale: “Giustizia più vicina ai cittadini” | 7 Comuni Online


Il dibattito sull’istituzione del Tribunale della Pedemontana entra in una fase decisiva e i sindaci dell’Altopiano dei Sette Comuni e della Pedemontana scelgono di intervenire con un manifesto congiunto, rivolto alle istituzioni nazionali, alla Regione del Veneto, ai parlamentari, agli ordini professionali e agli amministratori locali.

Al centro del documento firmato da tutti i 7 sindaci altopianesi, c’è la volontà di riportare il confronto su un piano costruttivo, superando quella che viene definita una contrapposizione tra territori. Secondo i primi cittadini firmatari, il nuovo tribunale non rappresenterebbe la semplice ricostituzione di un presidio del passato, ma la creazione di un servizio moderno e più vicino ai cittadini, alle imprese e ai professionisti di un’area che oggi conta oltre 550 mila abitanti, 72 Comuni e un tessuto economico tra i più dinamici del Veneto.

Nel manifesto viene sottolineata anche la presenza della Cittadella della Giustizia, struttura già esistente a Bassano del Grappa, costata quasi venti milioni di euro, che secondo i sindaci potrebbe rappresentare una base concreta per l’istituzione dell’ottavo tribunale veneto. L’appello è a non dividere Bassano, Vicenza, Treviso e Padova, ma a costruire una proposta condivisa che rafforzi l’intero sistema della giustizia regionale.

Di seguito il testo integrale del manifesto.

“In queste settimane il dibattito sull’istituzione del Tribunale della Pedemontana ha assunto toni che rischiano di trasformare una riflessione sull’organizzazione della giustizia in una contrapposizione tra territori. Come Sindaci del Bassanese e dell’Altopiano dei Sette Comuni sentiamo il dovere di riportare il confronto sul piano dei contenuti, dei dati e dell’interesse generale.

La proposta del Tribunale della Pedemontana non riguarda la ricostituzione di un presidio giudiziario del passato. Riguarda la costruzione di un servizio nuovo, pensato per rispondere alle esigenze di un territorio profondamente cambiato negli ultimi anni: la Pedemontana Veneta.

Un territorio che oggi rappresenta uno dei principali motori economici del Veneto e dell’Italia, con oltre mezzo milione di abitanti, migliaia di imprese, distretti produttivi di eccellenza, una forte vocazione internazionale e una rete infrastrutturale profondamente trasformata grazie alla Superstrada Pedemontana Veneta. Un territorio che, pur essendo tra i più dinamici della Regione, continua a svilupparsi ai margini di tre province, Vicenza, Treviso e Padova, e che proprio per questa particolare collocazione sconta ancora oggi una cronica carenza di servizi pubblici di prossimità. La giustizia è uno di questi.

Garantire un presidio giudiziario moderno significa offrire ai cittadini, alle imprese, ai professionisti e alle amministrazioni un servizio più vicino, più efficiente e maggiormente in grado di accompagnare lo sviluppo di un’area che contribuisce in maniera determinante alla crescita economica del Veneto.

Comprendiamo le preoccupazioni espresse in questi giorni da amministratori, rappresentanti dell’avvocatura e operatori della giustizia riguardo alle difficoltà che interessano i tribunali esistenti. La carenza di personale e di risorse è un problema reale e riguarda l’intero sistema giudiziario italiano. Proprio per questo riteniamo che la risposta non possa essere quella di rinunciare a un servizio necessario per centinaia di migliaia di cittadini.

Sostenere che il Tribunale della Pedemontana indebolirebbe quelli di Vicenza, Treviso o Padova significa affrontare il problema da una prospettiva che non condividiamo. Il nuovo tribunale non nasce per sottrarre risorse ad altri territori, ma per cercare di rendere più efficiente l’intero sistema giudiziario veneto. Riducendo i rispettivi circondari, diminuirebbe proporzionalmente anche il carico di procedimenti oggi in capo ai tribunali di Vicenza, Treviso e Padova, contribuendo ad alleggerire uffici che tutti riconoscono essere in sofferenza.

La soluzione, dunque, non è mettere i territori gli uni contro gli altri, ma chiedere insieme allo Stato un investimento complessivo sulla giustizia, rafforzando gli organici e dotando tutti gli uffici delle risorse necessarie.

Anche l’idea che la digitalizzazione renda superflua la presenza di un presidio giudiziario sul territorio non tiene conto della realtà.

A parte il fatto che l’argomento potrebbe portare alla soppressione di più di qualche tribunale esistente, poiché se la qualità del servizio fosse solo proporzionata alle dimensioni del Tribunale, allora perché non ridurre gli attuali sette tribunali veneti a tre grossi tribunali, tre è il numero minimo per avere la Corte d’Appello?

La verità è che la giustizia non è fatta soltanto di processo telematico. Esistono le udienze penali, alcune tipologie di udienze civili, ad esempio in materia di lavoro, di famiglia, di volontaria giurisdizione, le cancellerie, gli uffici del giudice di pace, le attività di front office e tutti quei servizi che richiedono una presenza fisica e un rapporto diretto con cittadini, professionisti e imprese. Il principio della prossimità continua ad essere un valore fondamentale per garantire un accesso equo ed efficiente alla giustizia.

La Pedemontana Veneta oggi non è più soltanto un’area geografica. È un territorio riconosciuto, con una propria identità economica, sociale e infrastrutturale, capace di integrare comunità appartenenti a tre diverse province e di rappresentare una delle aree più competitive del Paese.

Continuare a ragionare esclusivamente secondo i tradizionali confini provinciali significa non cogliere l’evoluzione che questo territorio ha vissuto negli ultimi anni. Anche lo Stato deve saper accompagnare questa trasformazione, adeguando la propria presenza attraverso servizi moderni, efficienti e vicini ai cittadini.

L’istituzione del Tribunale della Pedemontana rappresenterebbe un passo in questa direzione. Non sarebbe un vantaggio per un solo territorio, ma un’opportunità per migliorare l’organizzazione della giustizia dell’intero Veneto, riequilibrando i carichi di lavoro, aumentando l’accessibilità dei servizi e offrendo una risposta concreta alle esigenze di cittadini e imprese.

Per questo rivolgiamo un appello alle istituzioni nazionali, ai parlamentari del territorio, alla Regione del Veneto, agli Ordini professionali e a tutti gli amministratori locali.

Abbassiamo i toni. Superiamo le logiche di appartenenza territoriale. Sediamoci allo stesso tavolo per costruire una soluzione condivisa che rafforzi il sistema della giustizia senza penalizzare nessuno.

Il Veneto deve dimostrare la capacità di fare squadra per ottenere nuovi servizi, infrastrutture e investimenti.

Perché il Tribunale della Pedemontana non è una rivendicazione campanilistica. È una proposta che guarda al futuro. Una proposta che nasce dall’evoluzione di un territorio e dalla volontà di offrire ai cittadini servizi adeguati alla sua crescita.

I numeri, del resto, parlano con chiarezza. Il bacino individuato per il Tribunale della Pedemontana supera i 550.000 abitanti, ben superiore allo standard ministeriale minimo pari a 300.000 abitanti, comprende 72 Comuni distribuiti tra le province di Vicenza, Treviso e Padova e rappresenta uno dei sistemi economici più dinamici d’Italia, con decine di migliaia di imprese, una forte propensione all’export e alcuni tra i più importanti distretti manifatturieri del Paese.

Si tratta di un territorio che, per popolazione, estensione e consistenza economica, risulta pienamente comparabile, e in molti casi superiore, ai bacini di utenza di numerosi tribunali italiani già operativi, anche in Veneto, e per i quali nessuno si sogna di chiedere la soppressione.

Di fronte alle critiche, noi rilanciamo con volontà di dialogo. La struttura dell’ottavo tribunale Veneto esiste già, si chiama “Cittadella della Giustizia”, ha un’estensione di 11.000 metri quadri ed è costata ai cittadini quasi venti milioni, per cui non vi sarebbero ulteriori costi per la sua realizzazione. Anzi, non utilizzarla sarebbe l’ennesimo spreco a carico dei cittadini, soprattutto sapendo dei problemi di spazio che ci sono a Vicenza, Treviso e a Padova, dopo la riforma della geografia giudiziaria, che ha comportato non solo la soppressione del Tribunale di Bassano del Grappa, ma anche la soppressione di tutte le Sezioni staccate di tribunale, comprese quelle di Schio, Cittadella, Asolo e Castelfranco.

Bisognerebbe ricordare che i cittadini di questi Comuni hanno già perso un servizio sul proprio territorio e, anche per questo, ha senso dare loro un servizio più vicino, attraverso l’istituzione del nuovo Tribunale della Pedemontana.

Creare l’ottavo tribunale del Veneto, poi, darebbe maggiori possibilità per la realizzazione di una seconda Corte d’Appello, magari con sede a Verona. Chi potrebbe seriamente sostenere che questa prospettiva, ancorché non immediata, non avvantaggerebbe l’efficienza della giustizia in tutta la nostra Regione, non solo per i comuni della Pedemontana e dell’Altopiano?

Naturalmente, per fare tutto questo servirà più personale, più magistrati. Su questo ci troverete sempre dalla stessa parte, quella del miglioramento della qualità, della prossimità, dell’efficienza e dei tempi della giustizia in Veneto.

Non vogliamo togliere a Vicenza, Padova e Treviso il personale che servirebbe loro anche dopo la revisione della geografia giudiziaria che proponiamo e siamo anche disposti a formalizzare questo intendimento con atti di indirizzo dei nostri Consigli comunali, ove servisse.

Non vogliamo fare sterili polemiche, ma ragionare in modo collaborativo e costruttivo. Per questo chiediamo che il confronto prosegua partendo dai numeri, dalle esigenze reali di cittadini e imprese e da una visione moderna dell’organizzazione dello Stato.

Se continueremo a dividerci tra Bassano, Vicenza, Treviso e Padova, il rischio è uno soltanto: non ottenere né il rafforzamento dei tribunali esistenti né il nuovo Tribunale della Pedemontana, né tantomeno una seconda Corte d’Appello.

Sarebbe una sconfitta per tutti.

I cittadini e le imprese non ci chiedono di difendere confini amministrativi o appartenenze provinciali. Ci chiedono istituzioni capaci di fare squadra quando è in gioco l’interesse generale.

È con questo spirito che i Sindaci della Pedemontana e dell’Altopiano dei Sette Comuni continueranno a sostenere con convinzione il progetto del Tribunale della Pedemontana, nella certezza che rafforzare questo presidio significhi contribuire a rendere più forte, più moderna e più competitiva l’intera Regione Veneto. “

 

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