il sindaco rinuncia alle prossime elezioni


A due mesi e mezzo dal voto per il Parlamento di Berlino, la CDU berlinese si trova senza il proprio candidato sindaco di punta: Kai Wegner, in carica dal 2023, ha comunicato che non si ricandiderà. Lo ha fatto sapere venerdì pomeriggio, in una conferenza stampa convocata con pochissimo preavviso, nella quale ha rinunciato alla guida della lista in vista delle elezioni del 20 settembre 2026 e anche al suo posto nel senato cittadino.

Le settimane del “Tennis-Gate”

La decisione di Wegner arriva dopo mesi di pressione legata alla gestione della crisi seguita all’attacco incendiario alla rete elettrica del 3 gennaio, che aveva lasciato senza corrente, in alcuni casi per giorni, decine di migliaia di residenti nella zona sud-occidentale della città. Nei primi resoconti sulla giornata dell’emergenza, Wegner aveva sostenuto di essere rimasto costantemente impegnato a seguire l’evolversi della crisi, ma si è poi scoperto che aveva invece giocato a tennis per circa un’ora, proprio all’inizio dell’emergenza. A scoprirlo è stata un’inchiesta dell’emittente pubblica della rbb, mentre Wegner aveva inizialmente taciuto questo dettaglio. Il sindaco si era poi detto dispiaciuto di non aver comunicato subito anche questo dettaglio, precisando di aver avuto semplicemente bisogno di un momento per staccare attraverso lo sport e di essere comunque rimasto reperibile anche durante l’ora trascorsa in campo. Le spiegazioni non erano bastate a placare le critiche, tornate di recente al centro del dibattito politico dopo un’ulteriore contestazione: quella di aver effettuato le telefonate risolutive della crisi più tardi di quanto dichiarato all’epoca dei fatti.

La richiesta di passo indietro dai giovani della CDU

A imprimere un’accelerazione decisiva alla vicenda è stata la presa di posizione di Harald Burkart, presidente della Junge Union di Berlino, l’organizzazione giovanile della CDU. Secondo quanto riportato dal portale “The Pioneer”, Burkart aveva chiesto pubblicamente a Wegner di rinunciare al ruolo di capolista, sostenendo che le sue dichiarazioni sulla gestione dell’emergenza ne avessero ormai compromesso la credibilità, con ricadute anche sull’immagine del partito.

La pressione esercitata dal leader dei giovani cristiano-democratici va letta anche alla luce di un rapporto già teso con Wegner, da tempo bersaglio delle critiche di Burkart. Lo stesso presidente della Junge Union berlinese porta con sé una vicenda politica non priva di attriti interni: eletto alla guida del movimento giovanile nel 2023, si era visto contestare la legittimità del proprio mandato dal comitato esecutivo federale del partito, arrivando a un contenzioso davanti al giudice. Il tribunale gli aveva infine dato ragione, confermandolo alla presidenza.

CDU in caduta nei sondaggi

La contestazione interna si è innestata su un quadro demoscopico già sfavorevole al partito e all’intera coalizione di governo. Secondo l’ultimo sondaggio “BerlinTrend”, realizzato da rbb24 Abendschau e rbb 88,8, a Berlino il primo partito risulta oggi Die Linke con il 20% delle preferenze, seguito dai Verdi al 19% e da AfD al 18%. La CDU si ferma al 17%, ben lontana dal 28,2% ottenuto alle elezioni del 2023, risultato che allora aveva comunque richiesto tre scrutini prima di portare Wegner alla carica di sindaco, come successore di Franziska Giffey (SPD). Anche l’SPD, partner minore della coalizione nero-rossa, arretra al 13%, in un quadro che lascia l’esecutivo senza una maggioranza numerica e restituisce un giudizio severo sull’operato della giunta guidata da Wegner.

L’annuncio della rinuncia

Wegner ha riferito che, nella stessa serata di venerdì, avrebbe informato i presidenti distrettuali della CDU della propria indisponibilità a correre come capolista. Il sindaco resterà comunque in carica fino al voto del 20 settembre, ma ha già escluso di ricoprire un ruolo da senatore nella prossima legislatura, così come di ripresentarsi alla presidenza regionale del partito berlinese: la sua intenzione, ha spiegato, è tornare a settembre come semplice deputato nel Parlamento regionale.

Wegner ha riconosciuto errori nella comunicazione legata al blackout, definendo la vicenda un passo falso e affermando di esserne profondamente infastidito. Ha però giudicato sproporzionate le dimensioni assunte dal dibattito pubblico attorno a questi errori. Tuttavia, ha ammesso, quando non si riesce più a portare avanti i temi ritenuti decisivi per i cittadini, diventa necessario trarne delle conseguenze. Berlino e il partito contano, ha aggiunto, più della sua persona. Sulla scelta del successore alla guida della lista elettorale, Wegner ha detto di non voler interferire, lasciando la decisione ad altri.

Chi sarà il candidato sindaco della CDU a Berlino alle elezioni di settembre?

Tra le ipotesi circolate per la successione spicca quella del senatore alle Finanze Stefan Evers, descritto da Wegner come una figura con cui collabora da anni in un rapporto di fiducia reciproca, oltre che come un amministratore molto capace. Il sindaco ha comunque ricordato come la CDU disponga di diversi altri profili di rilievo. Secondo una ricostruzione dell’agenzia Deutsche Presse-Agentur, Evers sarebbe il nome preferito dai presidenti di circoscrizione del partito.

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Stefan Evers.
Foto: Martin Rulsch, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il 46enne è un esponente di lunga data della CDU berlinese: siede nel Parlamento regionale dal 2011 e, oltre all’incarico di senatore alle Finanze nell’attuale governo cittadino, alla fine di aprile ha assunto anche la guida del dipartimento della Cultura, dopo le dimissioni di Sarah Wedl-Wilson coinvolta in uno scandalo legato ai finanziamenti. In precedenza era stato vicepresidente del gruppo parlamentare CDU a Berlino, incarico ricoperto fino al 2018, mentre dal 2016 riveste il ruolo di segretario generale del partito, mantenuto anche dopo l’elezione di Wegner alla presidenza regionale. In questa veste, Evers aveva contribuito in prima persona alla campagna elettorale della CDU per le elezioni regionali del 2023, vinte poi dal partito.

La scelta del nuovo capolista spetterà ora agli organi interni della CDU berlinese, in vista di una campagna elettorale che si preannuncia condizionata dall’eredità politica del blackout di gennaio.


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 Redazione Il Mitte

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