Roana e Velden celebrano cinquant’anni di amicizia | 7 Comuni Online


Cinquant’anni di incontri, scambi culturali, visite reciproche e amicizie personali. Da venerdì 10 a domenica 12 luglio, i primi tre giorni di Hoga Zait hanno accompagnato le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra Roana e Velden, nato ufficialmente nel 1976 dalle comuni radici linguistiche e culturali delle due comunità.

Tre giornate durante le quali il ricordo del cammino compiuto si è intrecciato con nuovi progetti, momenti di festa e segni destinati a rimanere sul territorio: il Bosco di Velden, con cinquanta alberi piantati in un’area colpita dalla tempesta Vaia, e la nuova via intitolata alla cittadina bavarese.

Alle iniziative hanno partecipato gli amministratori di Roana e Velden, i rappresentanti delle istituzioni culturali cimbre, la Regione del Veneto, le associazioni del territorio e numerosi cittadini italiani e bavaresi.

L’apertura di Hoga Zait tra lingua cimbra e convivialità

Le celebrazioni si sono aperte venerdì 10 luglio nel parco SelvArt di Mezzaselva, dove la tradizionale scampanata degli Schèllatragar ha inaugurato ufficialmente il festival.

A portare il saluto delle due amministrazioni sono state Marzia Rigoni, assessore al Turismo del Comune di Roana, e Melanie Nagy, vicesindaco di Velden.

«Ciò che rende speciale il legame tra le nostre popolazioni è il comune denominatore che ci unisce: la lingua cimbra», ha sottolineato Rigoni. «Una lingua antica e preziosa, che non è soltanto un patrimonio culturale da custodire, ma è soprattutto un ponte tra persone, storie e identità».

Il cinquantesimo anniversario ha trovato proprio in Hoga Zait la sua cornice naturale. «Il festival ci ricorda che la cultura rimane viva se viene condivisa, raccontata e tramandata e che la tradizione si rinnova attraverso l’incontro tra le persone», ha aggiunto l’assessore.

Nel suo intervento, Melanie Nagy ha richiamato la dimensione umana del rapporto tra le due comunità, diventato nel corso dei decenni molto più di un’intesa formale tra amministrazioni: un’amicizia alimentata dagli incontri, dalle esperienze condivise e dal tempo trascorso insieme.

La prima giornata si è conclusa con una cena dedicata ai piatti della tradizione cimbra, che ha affiancato agli appuntamenti ufficiali un momento conviviale nel quale riscoprire, anche attraverso la cucina, la cultura e la storia dell’Altopiano.

Cinquanta alberi per il Bosco di Velden

Sabato 11 luglio le celebrazioni sono proseguite in località Boscon di Cesuna con l’inaugurazione del Bosco di Velden.

Cinquanta nuovi alberi, uno per ogni anno di amicizia, sono stati messi a dimora in un’area ancora segnata dal passaggio della tempesta Vaia. I primi due sono stati piantati simbolicamente da Roberta Bonato, assessore del Comune di Roana al Patrimonio, Commercio e Polizia locale, e da Melanie Nagy. I presenti sono stati poi invitati a contribuire alla piantumazione delle altre piante.

«Questa zona ha subito danni molto rilevanti con il passaggio della tempesta Vaia e ancora oggi sul territorio se ne vedono chiaramente i segni», ha spiegato Bonato. «Con questa iniziativa contribuiamo al ripristino del bosco e rinnoviamo la collaborazione con Velden e l’amicizia che ci unisce da cinquant’anni. Ogni volta che passeremo di qui, questi alberi ci ricorderanno il rapporto tra le nostre comunità e questa giornata».

Il Bosco di Velden rappresenta anche un impegno rivolto alle nuove generazioni. «Un albero non viene piantato soltanto per l’oggi, ma per il futuro», ha osservato Nagy. «Ha bisogno di radici solide, di tempo e di cura per poter crescere, proprio come l’amicizia tra i nostri Comuni».

Cinquant’anni di storia e un nuovo protocollo per il futuro

La giornata di sabato è proseguita con la cerimonia ufficiale in Comune dedicata al cinquantesimo anniversario, alla presenza di Luigi Martello, sindaco di Roana; del vicesindaco di Velden Melanie Nagy; di Marco Zecchinato, assessore della Regione del Veneto; di Maurizio Zovi, presidente dell’Istituto di Cultura Cimbra di Roana; di Jakob Ossner, presidente del Curatorium Cimbricum Bavarense, e di Vito Massalongo, presidente del Curatorium Cimbricum Veronense.

«Mezzo secolo non è semplicemente un traguardo temporale», ha dichiarato Martello. «Cinquant’anni rappresentano una storia condivisa, una prova tangibile che le distanze geografiche e i confini nazionali si annullano quando alla base ci sono il rispetto, la stima e un’amicizia sincera».

Il sindaco ha ricordato l’accordo sottoscritto nel 1976, con il quale Roana e Velden, unite da antiche tradizioni comuni di lingua e civiltà, affermavano la volontà di collaborare sul piano culturale, economico e civile, «come segno di amicizia tra le popolazioni del Veneto e della Baviera, come contributo all’unità dell’Europa, come augurio di pace nel mondo».

Alla prospettiva della comunità di Roana si è affiancata quella di Melanie Nagy, che ha posto al centro del proprio intervento le persone che hanno costruito e continuano ad alimentare il rapporto tra i due territori.

«Come si misura l’amicizia? In chilometri? Tra Velden e Roana ce ne sono circa 450. In anni? Oggi celebriamo cinquant’anni insieme. Oppure si misura negli incontri, nelle conversazioni che si prolungano fino a tarda sera, nelle risate condivise, nelle porte sempre aperte e nel sentirsi benvenuti?».

Per Nagy, il risultato più importante sarà raggiunto quando le nuove generazioni non si interrogheranno più sulle ragioni di questo legame, ma considereranno del tutto naturale avere degli amici a Roana o a Velden.

La dimensione europea della collaborazione è stata evidenziata da Marco Zecchinato, assessore regionale alla Cooperazione interregionale e agli Enti locali.

«Questi cinquant’anni dimostrano che è realmente possibile costruire un’Europa dei popoli. Un’Europa nella quale ci sentiamo uniti e collaboriamo attraverso una cooperazione capace di superare i confini comunali, regionali e nazionali».

Zecchinato ha inoltre ribadito l’impegno della Regione del Veneto nella tutela e nella promozione delle specificità linguistiche, tra cui quella cimbra, riconosciute come patrimonio culturale e identitario e come valore aggiunto per il territorio.

Maurizio Zovi, presidente dell’Istituto di Cultura Cimbra di Roana, ha ripercorso le origini culturali del rapporto tra le comunità cimbre italiane e bavaresi, ricostruendo le principali tappe che avrebbero condotto alla nascita e al consolidamento del legame tra Roana e Velden.

Nel dicembre 1969 si riunì a Monaco di Baviera il comitato per la conservazione e lo sviluppo della lingua cimbra, promosso da Hugo Resch. L’anno seguente una delegazione di Roana, guidata dall’allora presidente della Pro Loco Rino Frigo, fece visita in Baviera, dando avvio a incontri e scambi culturali sempre più frequenti. Nel 1973 nacquero l’Istituto di Cultura Cimbra di Roana, il Curatorium Cimbricum Bavarense e il Curatorium Cimbricum Veronense, le tre istituzioni che avrebbero accompagnato e sostenuto i rapporti tra le diverse comunità negli anni successivi.

Tra i protagonisti di quella stagione, ricordati anche dal sindaco Luigi Martello nel suo intervento, figurano Hans-Georg Rittner, Sergio Bonato e Rino Azzolini.

Da quel percorso prese forma una nuova concezione del cimbro: una lingua locale che, dopo essere stata a lungo associata all’emarginazione e alla povertà, diventava uno strumento di apertura e di collegamento con l’Europa, all’interno di una prospettiva moderna e plurilinguistica.

Sul ruolo delle istituzioni culturali e sul valore internazionale dell’intesa è intervenuto anche Jakob Ossner. Il presidente del Curatorium Cimbricum Bavarense ha ricordato gli scambi giovanili, i progetti scolastici, i viaggi culturali e le iniziative comuni che hanno trasformato l’accordo ufficiale in un legame vivo tra il Veneto e la Baviera.

Ossner ha inoltre richiamato il valore della pace, particolarmente significativo per un territorio segnato dalla memoria della Grande Guerra e in un’Europa nuovamente attraversata dai conflitti: «Non esiste una strada verso la pace: la pace è la strada. Ogni guerra rappresenta una sconfitta dello spirito umano». Una riflessione condivisa anche da Vito Massalongo del Curatorium Cimbricum Veronense.

Nel corso della cerimonia è stato presentato anche il nuovo Protocollo di cooperazione 2026-2029, destinato a definire la collaborazione tra Roana e Velden nei prossimi anni.

Partendo dall’accordo del 1976, le due amministrazioni hanno individuato nuovi obiettivi nei settori della cultura, degli scambi giovanili e scolastici, del turismo e dell’economia, prevedendo anche la partecipazione congiunta a progetti e opportunità di finanziamento regionali ed europei.

«Il primo ambito resta quello culturale, fondato sulla comune radice linguistica che unisce le montagne dei Sette Comuni alla Baviera, ma grande attenzione sarà riservata anche ai giovani», ha spiegato Alessio Fabris, assessore alla Cultura del Comune di Roana. «Promuovere gli scambi scolastici, far conoscere il nostro territorio in Baviera e quello bavarese a Roana e progettare insieme iniziative di carattere europeo può rappresentare un’opportunità per entrambe le comunità».

Durante la cerimonia, il Comune di Roana ha consegnato una targa commemorativa per il cinquantesimo anniversario al Comune di Velden, rappresentato da Melanie Nagy; alla Regione del Veneto, nella persona di Marco Zecchinato; all’Istituto di Cultura Cimbra di Roana, rappresentato da Maurizio Zovi; e al Curatorium Cimbricum Bavarense, con Jakob Ossner.

A seguire, Melanie Nagy ha donato al Comune di Roana una scultura realizzata da un artista bavarese. L’opera resterà come testimonianza dell’amicizia costruita dalle due comunità in mezzo secolo di incontri e collaborazioni.

La Volksfest, dono degli amici di Velden

La giornata di sabato è proseguita con la Volksfest, che ha portato a Hoga Zait l’atmosfera, la musica e i sapori della tradizione bavarese.

I prodotti serviti durante la festa provenivano direttamente dalla Baviera ed erano stati offerti dagli amici di Velden come dono alla comunità di Roana, trasformando l’appuntamento in un momento concreto di condivisione tra le due popolazioni.

L’organizzazione è stata curata dalla Pro Loco di Canove, che con il proprio impegno ha accolto la delegazione bavarese e il pubblico della manifestazione. La musica è stata affidata al Duo Vellar e a un duo bavarese, che hanno accompagnato la serata alternando repertori delle rispettive tradizioni.

Via Velden, un nome destinato a rimanere

Le iniziative per il cinquantesimo anniversario si sono concluse domenica 12 luglio con l’inaugurazione di via Velden, alla presenza di Melanie Nagy e Alessio Fabris.

La nuova intitolazione riguarda una laterale di via Romeo Sartori, nei pressi della sede dell’Istituto di Cultura Cimbra e del monumento dedicato a Hugo Resch, tra i promotori del rapporto tra Roana e Velden.

«Questa strada, che fino a oggi non aveva un proprio nome, sembrava quasi attendere di essere intitolata a Velden in occasione del cinquantesimo anniversario», ha osservato Fabris. «È proprio qui che per cinquant’anni gli amici di Velden hanno incontrato quelli di Roana: nella sede dell’Istituto di Cultura Cimbra e davanti al monumento che ricorda uno dei fondatori di questa amicizia».

Nei giorni successivi Hoga Zait proseguirà con altri appuntamenti dedicati alla cultura cimbra: mercoledì 15 luglio il Cinema Teatro Palladio di Cesuna ospiterà la proiezione di “Lunana – Il villaggio alla fine del mondo”, vincitore della Lessinia d’Oro al 26° Film Festival della Lessinia e candidato al premio Oscar nel 2022; giovedì 16 luglio l’Istituto di Cultura Cimbra propone il laboratorio linguistico per bambini “De zìmbrische zunga vor de khindar” e, in serata, l’incontro con il professor Luca Panieri dell’Università IULM di Milano, dedicato alla lingua cimbra di Roana, Luserna e Giazza.

Cinquant’anni dopo la firma del primo accordo, il rapporto tra Roana e Velden continua così a rappresentare non soltanto una pagina della storia delle due comunità, ma una relazione viva, costruita giorno dopo giorno dalle persone e rinnovata attraverso la cultura, la cooperazione e l’amicizia.

c.s

Roana, inaugurata la nuova via Velden nel segno del 50° del gemellaggio

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