ROMA – Una strategia comune, un’azione investigativa coordinata e una risposta europea sempre più integrata contro il crimine organizzato transnazionale. È questo il messaggio emerso dalla conferenza stampa svoltasi presso la Sala Conferenze del Ministero dell’Interno, appena conclutasi, dedicata alla presentazione dei risultati dell’attività della rete investigativa europea EMPACT per il biennio 2024-2025, nel quale l’Italia ha guidato la priorità “High Risk Criminal Networks”.
All’incontro hanno preso parte il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, il Direttore Esecutivo reggente di Europol, Jürgen Ebner, insieme ai vertici delle forze di polizia di Austria, Spagna, Irlanda e Belgio, a seguire il Comandante generale della Guardia di finanza A. De Gennaro ed il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri S. luongo, rappresentata da a testimonianza di una cooperazione che oggi rappresenta uno degli strumenti più efficaci nella lotta alle organizzazioni criminali che operano oltre i confini nazionali.
il Prefetto Vittorio Pisani saluta, ringrazia per le presenze e presenta la conferenza informando sui risultati, sulle priorità, sulla cooperazione, sui numeri ed i risultati che hanno soddisfatto gli obiettivi ed esiti attesi.
Direttore Generale di Publica Sicurezza dell’Austria Franz RUF ci informa – EMPACT dimostra che le reti criminali ad alto rischio possono essere contrastate solo attraverso la cooperazione internazionale e un approccio multidisciplinare. Le forze di polizia, diversi enti governativi dei paesi partecipanti, nonché le agenzie dell’UE e il mondo accademico hanno collaborato strettamente durante tutto il ciclo per identificare e smantellare le strutture criminali. I risultati confermano l’importanza di solide partnership per la sicurezza in Europa. L’Austria continuerà a contribuire attivamente a questi sforzi anche in futuro – .
Assistant Commissioner Organised & Serious Crime e Coordinatore Nazionale EMPACT per l’ Irlanda, Angela Willis – è di fondamentale importanza comprendere le reti criminali che operano e hanno un impatto sulle comunità dell’Unione europea, al fine di poter adottare un approccio coordinato per identificarne i collegamenti, il che porta a una collaborazione, una definizione delle priorità e una cooperazione efficaci per smantellare questi gruppi criminali. Questa è una priorità chiave per le forze dell’ordine ed è una priorità chiave per la presidenza irlandese dell’Unione europea. A livello operativo, la mappatura supporta le priorità e le attività di EMPACT, identificando obiettivi di alto valore per indagini congiunte e operazioni transfrontaliere. Aiuta gli Stati membri e le agenzie dell’UE a concentrare le risorse sulle reti criminali più pericolose – .
Il Direttore di Europol, Jürgen Ebner, ha rimarcato come le reti criminali contemporanee siano sempre più flessibili e capaci di operare simultaneamente in diversi settori illeciti.
«Non esistono più organizzazioni isolate. Oggi assistiamo a reti criminali che collaborano tra loro, condividono risorse, utilizzano tecnologie avanzate e sfruttano le differenze normative tra gli Stati. Solo un approccio europeo può contrastarle efficacemente», ha dichiarato.
Nel corso della conferenza è stato inoltre evidenziato come traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio di denaro, traffico di armi, tratta di esseri umani e criminalità economico-finanziaria costituiscano gli ambiti nei quali la cooperazione investigativa ha prodotto i risultati più significativi.
A conclusione dei lavori, il Ministro Piantedosi ha sottolineato come la criminalità organizzata abbia ormai assunto una dimensione pienamente globale.
«Le organizzazioni criminali non conoscono confini. Per questo anche la risposta dello Stato deve essere internazionale, condivisa e fondata sulla fiducia reciproca tra le forze di polizia europee. L’Italia ha messo a disposizione la propria esperienza maturata nel contrasto alle mafie, contribuendo a rafforzare l’intero sistema di sicurezza europeo», ha affermato.

Il discorso del nostro Ministro ha sintetizzato ciò che è emerso nel corso della conferenza con il Prefetto Vittorio Pisani ha quindi illustrato il lavoro svolto durante il coordinamento italiano della priorità EMPACT, evidenziando il ruolo dell’intelligence investigativa, dello scambio informativo in tempo reale e delle operazioni congiunte che hanno consentito di individuare i collegamenti tra gruppi criminali attivi in più Paesi.
Le domande del Corriere Nazionale
Nel corso dell’incontro abbiamo chiesto quali fossero i risultati concreti ottenuti dall’Italia alla guida della priorità EMPACT.
Il Prefetto Pisani ha spiegato che il valore aggiunto del coordinamento italiano è stato quello di mettere in rete competenze investigative differenti, accelerando lo scambio di informazioni e consentendo di individuare connessioni che, fino a pochi anni fa, sarebbero rimaste separate. Ha sottolineato che i risultati operativi saranno illustrati nel dettaglio attraverso i dati ufficiali delle operazioni concluse.
Alla domanda su quali siano oggi le principali minacce criminali per l’Europa, il Direttore di Europol ha evidenziato come le reti criminali siano diventate sempre più transnazionali e digitalizzate.
«Le organizzazioni criminali investono nelle nuove tecnologie, utilizzano piattaforme criptate e strumenti finanziari complessi. La cooperazione tra gli Stati membri è l’unico modo per anticiparne le mosse», ha osservato.
Infine, al Ministro Piantedosi abbiamo chiesto quale sarà il prossimo passo dopo la guida italiana della priorità europea.
Il titolare del Viminale ha ribadito che l’Italia continuerà a svolgere un ruolo centrale nella cooperazione internazionale, rafforzando gli strumenti investigativi comuni e sostenendo una sempre maggiore integrazione operativa tra le forze di polizia europee.
La conferenza si è conclusa con un messaggio condiviso da tutti i rappresentanti presenti: il contrasto alle organizzazioni criminali ad alto rischio non può più essere affrontato da un singolo Stato, ma richiede una risposta europea stabile, coordinata e fondata sulla condivisione delle informazioni investigative. In questo percorso, l’esperienza italiana nel contrasto alle mafie continua a rappresentare un punto di riferimento per le forze di polizia del continente.
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Redazione Corriere PL
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