POZZILLI. Ex Unilever Pozzilli, accordo al Mimit per salvare i fondi Invitalia. FIALC-CISAL: «Ora servono chiarezza e garanzie per i lavoratori»
Si spera che non sia l’ennesimo modo per guadagnare tempo sulla cassa integrazione o per aprire la strada a investimenti di tutt’altra natura. Il comunicato del Mimit, invece di fare chiarezza, finisce per alimentare ulteriori dubbi: molte certezze annunciate, poche spiegazioni offerte.
Una nuova tappa nella lunga e tormentata vicenda dell’ex stabilimento Unilever di Pozzilli riaccende qualche speranza sul futuro del sito produttivo. Speranza, però, è parola diversa da certezza e il sindacato invita a non confondere le due cose.
Nel corso dell’incontro svoltosi il 13 luglio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stata annunciata la firma dell’intesa che, secondo quanto emerso, consentirebbe di evitare la revoca del finanziamento Invitalia destinato al progetto di riconversione industriale. L’accordo arriva dopo la decisione di Unilever di uscire dalla partnership industriale con P2P (Seri Plast), lasciando al Gruppo Seri il controllo totale della società.
Per la FIALC-CISAL si tratta di un passaggio che offre una prospettiva ai 56 lavoratori e all’intero territorio, ma che deve essere valutato con estrema prudenza.
«Non possiamo dimenticare – osserva il sindacato – che il percorso arriva ben oltre i termini fissati da Invitalia. La scadenza del 21 maggio rappresentava il limite entro il quale avrebbe dovuto essere definita una profonda revisione del progetto industriale. Per questo motivo riteniamo indispensabile conoscere il contenuto degli accordi sottoscritti prima di esprimere qualsiasi valutazione definitiva.»
Il nodo del nuovo accordo commerciale
Il punto centrale della vertenza riguarda il nuovo accordo commerciale tra Unilever e P2P, documento destinato a sostituire integralmente quello sottoscritto nel 2021 alla presenza delle organizzazioni sindacali e che, ad oggi, non è stato ancora illustrato alla FIALC-CISAL.
L’uscita di Unilever dalla compagine societaria modifica profondamente l’impianto originario dell’operazione. Se il Gruppo Seri diventa l’unico proprietario dello stabilimento, resta da capire quali impegni commerciali Unilever assumerà nei confronti del nuovo assetto, soprattutto riguardo all’acquisto della plastica riciclata prodotta a Pozzilli.
Secondo la FIALC-CISAL, proprio questi contratti saranno uno degli elementi decisivi anche per le valutazioni che Invitalia dovrà compiere sulla sostenibilità economica dell’investimento. Restano inoltre diversi interrogativi tutt’altro che marginali: il piano da 109 milioni di euro rimarrà invariato? Sarà confermata la tecnologia per il riciclo della cosiddetta “plastica pulita” oppure cambierà? L’impianto conserverà le dimensioni previste inizialmente?
Le prossime tappe
In attesa degli atti ufficiali, la FIALC-CISAL ricostruisce il possibile percorso istituzionale delle prossime settimane.
Il primo passaggio dovrebbe riguardare Invitalia che, preso atto della nuova intesa e del mutato assetto societario, potrebbe emanare entro la fine di luglio la determina definitiva di concessione delle agevolazioni pubbliche, pari a circa 80,9 milioni di euro, dato comunque da confermare, evitando così la revoca del finanziamento.
La seconda priorità riguarda i lavoratori. Dopo mesi di attesa, i ministeri competenti dovrebbero firmare il decreto di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria richiesto nel gennaio 2026, consentendo finalmente all’INPS di liquidare gli arretrati spettanti ai 56 dipendenti. In questa fase, sottolinea la FIALC-CISAL, sarà fondamentale anche il ruolo della Regione Molise nel seguire l’iter amministrativo.
L’appuntamento decisivo arriverà però in autunno, quando Invitalia sarà chiamata a valutare il nuovo piano industriale senza la partecipazione azionaria di Unilever. L’ente dovrà verificare la capacità economica e patrimoniale del Gruppo Seri di sostenere autonomamente l’investimento e accertare che il nuovo accordo commerciale garantisca la sostenibilità del progetto nel lungo periodo. Parallelamente, la Regione Molise dovrà accelerare il rilascio delle autorizzazioni ambientali necessarie all’avvio delle attività.
«Il sindacato non può restare all’oscuro»
La FIALC-CISAL ribadisce che la tutela dell’occupazione resta il punto irrinunciabile della vertenza.
«Abbiamo il diritto di conoscere gli accordi modificati, la reale tipologia di riciclo che verrà realizzata, le dimensioni definitive dell’impianto e le nuove garanzie previste per il salario dei lavoratori. Sono elementi indispensabili per valutare la reale consistenza del progetto.»
Il sindacato accoglie quindi con favore l’eventuale firma dell’intesa, auspicando che non si tratti di una semplice bozza destinata a ulteriori conferme. La considera un passaggio utile per evitare la perdita dei finanziamenti pubblici, ma mantiene un atteggiamento di forte cautela.
«Non è accettabile – afferma la FIALC-CISAL – che riassetti societari di questa portata vengano definiti senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, modificando in maniera sostanziale quanto condiviso nel 2021. La piena conoscenza del nuovo accordo commerciale rappresenta oggi il vero spartiacque della vertenza.»
Per la sigla sindacale, il lungo percorso della riconversione dello stabilimento, costellato di rinvii, modifiche societarie e continui slittamenti, giustifica una diffida nei confronti di Unilever. Una diffida finalizzata a ottenere il pieno rispetto degli impegni assunti nel 2021, con particolare riferimento alle tutele salariali e alla definizione di una data certa per l’avvio delle attività produttive.
L’intesa raggiunta al Mimit rappresenta dunque un nuovo punto di partenza, non ancora il traguardo.
Per la FIALC-CISAL il futuro dello stabilimento passerà dalla trasparenza degli accordi, dalla sostenibilità del nuovo piano industriale e, soprattutto, dalle garanzie concrete offerte ai 56 lavoratori di Pozzilli.
La vigilanza del sindacato, conclude la FIALC-CISAL, proseguirà senza interruzioni fino a quando ogni impegno assunto non sarà tradotto in atti concreti.
Di tutt’altro tenore le dichiarazioni dell’ex assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Di Lucente, che continua a seguire la materia da consigliere regionale.
«Prosegue nel rispetto del cronoprogramma il percorso che porterà alla realizzazione del progetto industriale Packaging to Polymers nello stabilimento di Pozzilli. L’esito del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy conferma il progressivo consolidamento dell’iniziativa e rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la piena attuazione dell’investimento.»
Le speranze, inevitabilmente, vengono rinviate all’esito finale, che difficilmente arriverà in tempi brevi.
Nel frattempo resta qualche perplessità sul comunicato diffuso dal Mimit, apparso più incline ad annunciare che a spiegare.
Una maggiore chiarezza potrebbe arrivare dalla lettura del dispositivo concertativo sottoscritto, al momento non disponibile perché ancora in attesa della ratifica dei rispettivi consigli di amministrazione. Una spiegazione che, tuttavia, convince solo in parte.
Il Ministero presenta come acquisita la sottoscrizione dell’accordo commerciale richiesto da Invitalia. In realtà il percorso non può dirsi concluso: l’accordo dovrà essere approvato dai consigli di amministrazione delle società coinvolte e successivamente valutato da Invitalia.
Non è un dettaglio. Le società interessate sono quotate in Borsa e trasformare un percorso ancora in evoluzione in una certezza assoluta attraverso un comunicato stampa che dice molto senza chiarire quasi nulla rischia di essere una scelta quanto meno disinvolta. Lo stesso testo ministeriale parla di “agevolazioni” e non di “sovvenzioni” rapportate al progetto, alimentando ulteriori dubbi interpretativi.
Più che un esercizio di trasparenza, il comunicato sembra un trailer dal finale ancora da girare.
E quando in ballo ci sono decine di milioni di euro, lavoratori in attesa e mercati finanziari che osservano, forse servirebbe qualche pagina in meno di enfasi e qualcuna in più di chiarezza.
I lavoratori, i molisani e la stessa politica hanno bisogno di informazioni complete, non di comunicazioni frammentarie. Il rispetto delle regole non può essere considerato un dettaglio procedurale: deve tornare a occupare il centro della scena.
Anche perché la buona fede di chi governa il Molise merita di essere tutelata, pure quando il rischio è quello di uscirne con qualche livido politico.
L’auspicio resta uno soltanto: che ognuno torni a fare bene il proprio mestiere. L’imprenditore continui a fare impresa e non il “prenditore”; i sindacati difendano i lavoratori senza trasformarsi in strumenti della politica; la politica ritrovi coerenza e quella nobiltà che nasce dal perseguire l’interesse pubblico. Sarebbe già un buon punto di partenza. Perché, dopo tanti annunci, la vera notizia che tutti attendono è una sola: vedere finalmente lo stabilimento ripartire.
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Giuseppe de Filippo
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