Giustizia, il procuratore di Foggia: «Serve un secondo tribunale sul Gargano o nell’Alto Tavoliere»
Enrico Infante, ascoltato dalla Commissione Giustizia della Camera, boccia l’ipotesi di una riapertura generalizzata delle sezioni distaccate: «In un territorio così vasto e difficile da percorrere occorre un nuovo ufficio giudiziario, dotato di personale e risorse adeguate».
Un secondo tribunale, pienamente autonomo e adeguatamente strutturato, da istituire sul Gargano o nell’Alto Tavoliere. È la proposta avanzata dal procuratore della Repubblica di Foggia, Enrico Infante, nel corso dell’audizione tenuta martedì 21 luglio davanti alla Commissione Giustizia della Camera dei deputati, nell’ambito del confronto sulla riforma della geografia giudiziaria.
La posizione del magistrato è netta: per una provincia vasta e complessa come quella di Foggia, la semplice riapertura delle sezioni distaccate non sarebbe sufficiente. Al contrario, potrebbe persino compromettere l’efficienza del sistema.
«Le sezioni distaccate rischiano di essere controproducenti»
Rispondendo alle domande dei deputati Giandonato La Salandra, di Fratelli d’Italia, e Carla Giuliano, del Movimento 5 Stelle, Infante ha evidenziato le criticità legate alla proliferazione di piccoli uffici giudiziari.
La riapertura di numerose sezioni distaccate, ha spiegato, «rischia di essere più controproducente che produttiva di un incremento dell’efficienza del servizio giustizia». La produttività di questi uffici, secondo il procuratore, è generalmente inferiore a quella delle sedi centrali, soprattutto per le difficoltà nel reperire personale amministrativo e magistrati e per i problemi legati alle sostituzioni in caso di assenze, impedimenti o incompatibilità.
Ciò non significa, tuttavia, che l’attuale organizzazione territoriale sia adeguata. La riforma del 2013, che ha determinato la soppressione di numerosi tribunali e sezioni distaccate, ha lasciato alcune aree del Paese a grande distanza dai presìdi giudiziari, rendendo più difficile l’accesso alla giustizia per cittadini, avvocati e testimoni.
Una sola sede per un territorio vastissimo
La provincia di Foggia è la terza d’Italia per estensione e conta oltre 600mila abitanti. Il circondario del tribunale comprende inoltre San Ferdinando di Puglia, Margherita di Savoia e Trinitapoli, comuni appartenenti alla provincia di Barletta-Andria-Trani.
Si tratta di un territorio caratterizzato da una conformazione geografica particolarmente complessa: dal Gargano ai Monti Dauni, dal Tavoliere alle località costiere. A rendere più difficili gli spostamenti contribuisce una rete viaria che, in molte zone, non garantisce collegamenti rapidi con il capoluogo.
«Da Peschici o da Serracapriola per raggiungere Foggia ci vuole almeno un’ora e mezza, se non di più», ha sottolineato Infante.
Il procuratore ha riportato anche un episodio avvenuto poche ore prima dell’audizione. Durante un incontro con i rappresentanti dell’avvocatura per la definizione di un protocollo, i legali avevano chiesto che le udienze non si protraessero oltre le 17, proprio per consentire ad avvocati e testimoni di rientrare in località lontane come Peschici, Vieste o nei comuni più meridionali del circondario.
Il confronto con la Basilicata
Per descrivere lo squilibrio esistente, Infante ha paragonato la Capitanata alla Basilicata. I due territori hanno un numero di abitanti simile e condividono caratteristiche geografiche e infrastrutturali complesse. La Basilicata, però, dispone di tre tribunali e di una Corte d’Appello, mentre l’intera provincia di Foggia può contare su un solo tribunale.
«Per territori molto estesi, con un’orografia complessa e una viabilità non ottimale, avere un solo tribunale e non averne due rappresenta un problema», ha osservato il procuratore.
Da qui la proposta di dividere l’attuale circondario e istituire un secondo tribunale nelle aree maggiormente penalizzate dalle distanze: il Gargano o, in alternativa, l’Alto Tavoliere.
Lucera, Rodi Garganico e il contrasto alla criminalità
Nel corso dell’audizione, il deputato La Salandra ha chiesto se la riapertura del tribunale di Lucera, chiuso nel 2013, possa contribuire a ridurre il carico di lavoro della Procura di Foggia e a rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata.
Infante ha ricordato che la chiusura degli uffici lucerini non fu accompagnata dalla creazione, a Foggia, di nuovi spazi destinati ad accogliere personale e archivi. Una parte della documentazione dell’ex Procura di Lucera è ancora custodita in immobili privati, per i quali il ministero della Giustizia sostiene i relativi costi.
«In Procura non abbiamo più spazio neppure per inserire uno spillo», ha affermato.
Sul fronte della criminalità organizzata, il procuratore ha precisato che il Subappennino Dauno, storicamente legato al tribunale di Lucera, presenta una minore intensità criminale e una più limitata infiltrazione mafiosa rispetto ad altre aree della provincia.
Gli scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose hanno interessato soprattutto il capoluogo e alcuni centri del Gargano. Anche per questa ragione, secondo Infante, sarebbe più opportuno collocare il nuovo presidio giudiziario nelle aree garganiche o settentrionali.
La riapertura di Lucera, eventualmente affiancata da una sezione a Rodi Garganico, produrrebbe comunque un miglioramento rispetto alla situazione attuale. Ma non rappresenterebbe, da sola, la soluzione più efficace.
«Non deve essere un tribunale contentino»
Per il procuratore, il nuovo ufficio non dovrà avere dimensioni ridotte né essere istituito soltanto per rispondere alle rivendicazioni territoriali.
Alla vigilia della chiusura, la Procura di Lucera disponeva di circa cinque sostituti procuratori, mentre il tribunale contava una ventina di giudici. Numeri che, secondo Infante, non sarebbero sufficienti a garantire la piena operatività di una nuova sede.
«La Procura dovrebbe avere almeno una decina di sostituti e il tribunale tra i 25 e i 30 giudici», ha spiegato. Sarebbero queste le condizioni minime per creare un ufficio capace di migliorare concretamente l’amministrazione della giustizia.
Un tribunale troppo piccolo, infatti, finirebbe per riprodurre gli stessi problemi delle sezioni distaccate: difficoltà nelle sostituzioni, carenze di personale, incompatibilità e rallentamenti provocati da malattie, maternità o altre assenze.
Le risorse, secondo il procuratore, potrebbero essere redistribuite tra il tribunale di Foggia, il cui circondario verrebbe ridimensionato, e il nuovo ufficio.
L’obiettivo non è quindi moltiplicare sedi e strutture, ma costruire un secondo presidio giudiziario realmente autonomo ed efficiente, in grado di garantire una giustizia più vicina ai cittadini e una risposta più adeguata alle esigenze di uno dei territori più vasti e complessi del Paese.
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Giuseppe de Filippo
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