Il consigliere comunale del Partito Democratico, Alessandro Carta, interviene sulla situazione amministrativa e ambientale della città di Formia: “La mia particolare attenzione alle politiche ambientali, alla gestione degli spazi pubblici, alla qualità della vita e alla visione di sviluppo futuro della città”
“Ogni città racconta le scelte di chi la governa. Racconta le priorità, la capacità di programmare e la visione del futuro. Guardando la Formia di oggi emerge con chiarezza ciò che in questi anni è mancato: una strategia capace di coniugare ambiente, qualità della vita e sviluppo.Dopo anni di amministrazione Taddeo la domanda è semplice: quale idea di città è stata davvero realizzata? Io vedo una Formia che ha perso ambizione, che ha smesso di programmare il proprio futuro e che continua ad affrontare le emergenze senza una vera visione.
La questione ambientale è il simbolo più evidente di questa mancanza. Oggi parlare di ambiente significa parlare di salute, turismo, economia e qualità della vita.L’amministrazione continua a rivendicare il conseguimento della Bandiera Blu come se fosse la dimostrazione che tutto funzioni. Ma amministrare non significa esibire un riconoscimento. Significa affrontare i problemi. E i problemi restano.Nei giorni scorsi il Sindaco ha ricondotto quanto sta accadendo in mare a un fenomeno naturale favorito dalle alte temperature.Ma le estese chiazze di schiuma densa, bianca, gialla e marrone, accompagnate da un intenso cattivo odore, comparse in questi giorni lungo il nostro litorale non possono essere archiviate come un semplice fenomeno naturale. Anche quando un fenomeno ha un’origine naturale, chi amministra ha il dovere di chiedersi se vi siano fattori che ne abbiano favorito o aggravato gli effetti.Il fenomeno è infatti riconducibile a processi di eutrofizzazione, cioè all’eccesso di nutrienti, in particolare azoto e fosforo, presenti nelle acque.
Questi nutrienti possono provenire da scarichi urbani non adeguatamente trattati, dall’uso di fertilizzanti in agricoltura e dalle attività di itticoltura.Da anni restano irrisolte questioni decisive per il futuro del nostro mare: le gabbie dell’itticoltura ancora all’interno dell’area sensibile del Golfo, i depuratori privi del terzo stadio di trattamento, l’assenza della condotta sottomarina di Gaeta per allontanare i reflui dallo sbocco sotto costa, all’altezza del suo porto e il mancato monitoraggio adeguato degli apporti provenienti dal Garigliano, dal Rio Capodacqua-Santa Croce.
Il problema non è negare che le alghe siano un fenomeno naturale. Il problema è capire se sia stato fatto tutto il possibile per ridurre le condizioni che favoriscono questi fenomeni.E la risposta, purtroppo, è no.Ma la mancanza di una vera politica ambientale si è manifestata anche davanti a un’altra vicenda che ha riguardato il nostro territorio.Nelle scorse settimane, infatti, il Comune di Formia non ha detto una sola parola su quanto accaduto al porto commerciale di Gaeta in merito alla movimentazione del petcoke e alle preoccupazioni sollevate sul piano ambientale e sanitario.Così come è rimasto assente il dibattito sul problema, ormai strutturale, dei migliaia di camion che ogni giorno attraversano la nostra città, incidendo sulla qualità dell’aria, sulla sicurezza stradale e sulla vivibilità dei quartieri attraversati.Ma l’assenza di una visione ambientale non riguarda soltanto la tutela del mare e le grandi questioni territoriali.Riguarda anche la qualità della vita quotidiana dei cittadini, il decoro dei quartieri e la capacità di prendersi cura degli spazi urbani.Basta guardare alla situazione del Torrente Rio Fresco.
Da troppo tempo i residenti convivono con cattivi odori causati dagli scarichi fognari, con la presenza di topi e con uno stato di degrado che incide sulla qualità della vita.Nelle scorse settimane ho presentato un’interrogazione, discussa in Consiglio comunale, per chiedere quali interventi concreti l’Amministrazione intendesse adottare. In quella sede il Sindaco aveva assicurato che il problema era in fase di risoluzione.Oggi, però, la realtà racconta altro: i cattivi odori persistono, il degrado continua e i cittadini aspettano ancora risposte. Anche in questo caso agli annunci non sono seguiti risultati concreti.Una città moderna non può limitarsi a celebrare riconoscimenti mentre lascia aperte criticità che riguardano salute, ambiente e decoro urbano.La mancanza di una visione emerge anche nella gestione degli spazi pubblici.Si continuano ad abbattere alberi senza un serio progetto di riforestazione urbana.Si realizzano interventi dove il cemento prevale sul verde, come accaduto in via Tullia, nel parcheggio davanti alla Chiesa della Madonna di Ponza e in altre zone della città.
Ogni volta ci viene detto che si tratta di riqualificazione.Ma una vera riqualificazione non può prescindere dagli alberi, dall’ombra, dagli spazi verdi e dalla qualità ambientale.Perché una città più moderna non è una città con più cemento.È una città con più natura.Anche sulla mobilità sostenibile si è scelta la strada delle opere simboliche.Ben venga una pista ciclabile, ma è difficile presentarla come una svolta quando si tratta di appena due chilometri di percorso realizzati sul marciapiede del lungomare, eliminando i posti auto che costeggiavano la passeggiata.Una scelta che ha ridotto gli spazi di sosta senza inserirsi in un vero progetto di mobilità sostenibile.La mobilità sostenibile non è un’opera isolata realizzata per soddisfare un requisito della Bandiera Blu.Io immagino un lungomare completamente diverso: alberato, vivibile, fresco durante l’estate, con panchine, spazi di incontro ed essenze mediterranee.Le città che guardano al futuro investono nel verde, nella rigenerazione urbana e nella qualità degli spazi pubblici.A Formia, invece, troppo spesso si continua a considerare gli alberi un ostacolo e il cemento una soluzione.È una scelta politica.È una scelta culturale.
Per questo la prossima sfida amministrativa non sarà soltanto un cambio di maggioranza.Sarà il confronto tra due idee diverse di città. Da una parte quella che abbiamo conosciuto in questi anni: interventi isolati senza una vera strategia ambientale. Dall’altra quella che vogliamo costruire con l’alleanza progressista e civica: una Formia che metta al centro il mare, il verde pubblico, la sostenibilità, la rigenerazione urbana, la qualità degli spazi pubblici e la salute dei cittadini.Il vero progresso non si misura dalla quantità di cemento che riusciamo a stendere. Si misura dalla capacità di lasciare ai nostri figli una città più verde, più sana e più bella di quella che abbiamo ricevuto. Questa è la sfida. Ed è la sfida per la quale continuerò a battermi”.
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