Allerta Aifa sui contraccettivi: il legame con il rischio di tumore al cervello. Ecco i 7 sintomi da non ignorare


Roma – Ci sono notizie cliniche che, lette di sfuggita sullo schermo di uno smartphone, hanno il tremendo potere di far gelare istantaneamente il sangue nelle vene a milioni di donne. Soprattutto quando toccano farmaci di uso comunissimo e quotidiano, pillole che vengono assunte per anni con la massima fiducia per pianificare serenamente la propria vita familiare o per curare fastidiosi squilibri ormonali. Nelle ultime ore, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha diramato una Nota Informativa Importante di Sicurezza che sta rimbalzando freneticamente su tutti i social network, seminando una comprensibile ondata di ansia e preoccupazione. L’allerta ufficiale è chiara e diretta: alcuni specifici e diffusi contraccettivi ormonali, se assunti per lunghi periodi di tempo, aumenterebbero il rischio di sviluppare un meningioma, ovvero un tumore che colpisce le membrane del cervello e del midollo spinale. La parola “tumore” è uno spauracchio che spaventa a morte. Ma in questi casi delicatissimi, farsi prendere dal panico cieco è l’errore più grave che si possa commettere. È doveroso, invece, fermarsi un attimo, respirare e analizzare a fondo la situazione con grande lucidità, per capire esattamente quali farmaci sono coinvolti, chi rischia davvero e quali sono i sintomi fisici a cui prestare la massima attenzione.

Pillole, anelli e impianti: quali sono esattamente i farmaci nel mirino dell’Aifa

Il primo, fondamentale passo per non cadere inutilmente nell’isteria collettiva è circoscrivere con precisione il campo medico. L’allerta diramata a livello europeo non riguarda affatto tutte le pillole anticoncezionali presenti in farmacia, ma punta severamente il dito in modo esclusivo contro i medicinali che contengono due specifici principi attivi: il desogestrel e l’etonogestrel. Si tratta di progestinici di sintesi ampiamente utilizzati non solo nelle classiche e diffuse pillole anticoncezionali, ma anche in molti anelli vaginali e nei comodissimi impianti sottocutanei che rilasciano ormoni gradualmente nel sangue. Milioni di donne, in Italia e nel mondo intero, si affidano quotidianamente a queste soluzioni mediche. Sapere improvvisamente che la propria routine contraccettiva è finita sotto la rigida lente d’ingrandimento delle autorità sanitarie è indubbiamente uno shock emotivo, ma è proprio grazie a questi continui, incessanti e severi monitoraggi su vasta scala che la nostra salute collettiva viene tutelata e difesa giorno dopo giorno.

Il rischio meningioma: di cosa parliamo veramente e chi deve fare maggiore attenzione

Ma cos’è esattamente, a livello clinico, un meningioma? Si tratta di un tumore che interessa le meningi (le sottilissime membrane che avvolgono e proteggono il cervello e il midollo spinale). La buona notizia, che deve assolutamente tranquillizzare gli animi, è che nella stragrande maggioranza dei casi parliamo di una neoformazione benigna, che cresce molto lentamente nel tempo. Secondo i rigorosi dati diffusi dall’Aifa, l’aumento del rischio non scatta per incanto con una pillola occasionale, ma riguarda quasi esclusivamente le donne che assumono questi specifici contraccettivi ininterrottamente da almeno un anno. La probabilità, inoltre, cresce man mano che si allunga il tempo di trattamento e risulta statisticamente più alta per chi, in passato, ha già fatto uso di altri progestinici noti per essere associati a questo rischio (come il ciproterone, il nomegestrolo o il clormadinone). Attenzione però a leggere correttamente i numeri, perché sono fondamentali per non generare un panico ingiustificato: le autorità sanitarie ribadiscono a gran voce che stiamo parlando di un evento avverso estremamente raro. Le stime ufficiali indicano circa un singolo caso aggiuntivo di meningioma ogni ben 67.300 donne trattate. Un rischio clinico reale e scientificamente provato, certamente, ma statisticamente molto, molto basso.

Lo studio epidemiologico francese: il lato rassicurante che non devi ignorare

A far scattare questa importantissima allerta a livello europeo è stato un mastodontico studio epidemiologico condotto recentemente in Francia, analizzando a fondo gli enormi database del rigorosissimo Sistema sanitario nazionale d’Oltralpe. I ricercatori transalpini hanno esaminato minuziosamente le cartelle cliniche di oltre 8.300 donne operate chirurgicamente per meningioma, mettendole scientificamente a confronto con un campione di controllo di quasi 84.000 soggetti del tutto sani. Ed è esattamente qui che è emerso, dati alla mano, il lieve ma sensibile incremento del rischio per chi usava il desogestrel da oltre dodici mesi (con un picco evidente per chi lo assumeva da 7 anni o più). Ma lo stesso poderoso studio porta con sé una notizia incredibilmente rassicurante e liberatoria dal punto di vista psicologico: il rischio non è affatto permanente o irreversibile. Entro un solo anno dalla totale sospensione del trattamento ormonale, le probabilità di sviluppare il tumore tornano precipitosamente e magicamente ai livelli normali di base di qualsiasi altra donna che non ha mai preso la pillola. Il corpo umano, se ascoltato e rispettato, sa perfettamente come ripararsi da solo.

I sette sintomi campanello d’allarme: ascolta attentamente i segnali del tuo corpo

La prevenzione quotidiana è, e resterà sempre, la nostra arma più potente ed efficace. L’Aifa ha opportunamente stilato un elenco chiaro, semplice e preciso di sintomi sospetti che nessuna donna, in cura prolungata con questi specifici farmaci, dovrebbe mai sottovalutare o liquidare frettolosamente con un semplice “sarà lo stress”. Il meningioma, crescendo lentamente all’interno della ristretta scatola cranica, comprime inevitabilmente i delicati tessuti nervosi. Ecco i campanelli d’allarme fisici a cui prestare la massima e immediata attenzione: 1) improvvise e immotivate alterazioni della vista; 2) inspiegabile e progressiva perdita dell’udito o comparsa di forti acufeni (fischi costanti nelle orecchie); 3) perdita improvvisa del senso dell’olfatto; 4) mal di testa progressivamente più forti, costanti e ingravescenti, che non passano in alcun modo con i normali analgesici; 5) vuoti di memoria anomali e continui; 6) improvvise crisi epilettiche o svenimenti; 7) un senso di forte pesantezza e profonda debolezza muscolare localizzata stranamente agli arti. Se notate in voi stesse uno o più di questi insistenti segnali, non ignorateli per pigrizia o per paura.

Le nuove, ferree regole: niente panico e parlate subito con il vostro ginecologo

Cosa succederà ora a livello pratico? Nei prossimi giorni, i famosi foglietti illustrativi (i cosiddetti bugiardini) di tutti i farmaci contenenti desogestrel ed etonogestrel verranno tempestivamente e obbligatoriamente aggiornati in tutta Europa per includere formalmente il meningioma tra gli “effetti indesiderati rari” a frequenza non nota. I medici, dal canto loro, non potranno più prescrivere in alcun caso questi contraccettivi alle pazienti che hanno già un meningioma in corso o che ne hanno avuto fortunatamente uno in passato. E per le migliaia di donne che li stanno assumendo tranquillamente proprio adesso? La regola d’oro, sacrosanta, inviolabile e categorica, è una sola: non sospendete mai e poi mai l’assunzione del farmaco di vostra sponte in preda a un attacco di ansia. Alzate semplicemente il telefono, prendete un appuntamento con il vostro ginecologo di fiducia o con il medico curante e valutate insieme a lui, con la massima serenità e con i vostri esami del sangue alla mano, se è il caso clinico di continuare o se è preferibile passare a un contraccettivo diverso. La medicina moderna ci offre oggi decine di alternative sicure, efficaci e prive di questo rischio specifico. La salute è e resterà sempre il nostro bene umano più prezioso: proteggiamola scrupolosamente con l’informazione corretta, leggendo le fonti ufficiali, ma senza mai cedere terreno alla paura irrazionale.


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