Erano stati fermati in auto con un chilo di cocaina a Campoverde: giudizio immediato per Yuri Spinelli e Giovanni Furno
Inizierà il prossimo 7 ottobre, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, il processo nei confronti del ventunenne Yuri Spinelli, difeso dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti, e del 56enne Giovanni Furno, assistito dall’avvocato Moreno Gullì, accusati di spaccio di sostanze stupefecanti, in quanto, lo scorso 7 novembre, furono fermati dalla Polizia con un carico di cocaina.
L’attività investigativa, eseguita dalla Squadra Volante del Commissariato di Aprilia, si era sviluppata quando i poliziotti della Volante “Aprilia 1”, mentre transitavano in direzione di Latina, avevano notato un’autovettura di piccole dimensioni procedere a forte velocità nei pressi dello svincolo di Campoverde. Insospettiti dalla condotta di guida, i poliziotti avevano deciso di procedere al controllo del veicolo.
A bordo dell’auto si trovavano i due uomini che, sin dai primi momenti, avevano mostrato un evidente stato di agitazione. L’attento esame del veicolo aveva permesso agli agenti di notare alcune anomalie, tra cui il nottolino di accensione divelto e la presenza, sul pianale posteriore, di una busta nera contenente un involucro sospetto.
Grazie al tempestivo intervento di una seconda pattuglia di supporto, gli agenti avevano proceduto alla perquisizione del mezzo e delle persone. All’interno della busta era stato rinvenuto un panetto, accuratamente confezionato, contenente una sostanza solida biancastra che, a seguito di narco-test eseguito presso il Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica di Latina, era risultata essere cocaina per un peso complessivo di oltre un chilogrammo.
Nel corso delle operazioni, gli operatori avevano rinvenuto anche circa 2.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, nonché due telefoni cellulari, sottoposti a sequestro per i successivi approfondimenti investigativi.
I due uomini a bordo del veicolo, già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici in materia di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale — uno dei quali, per l’appunto, Yuri Spinelli, fratello di Mattia Spinelli, precentemente arrestato dalla Squadra Mobile di Latina per reati di estorsione di maltrattamenti e stalking, mentre l’altro, Giovanni Furno, è il padre di Simone Mario Furno, 27 anni, arrestato sempre dalla Squadra Mobile, abitante nelle case Arlecchino, per detenzione di un’arma clandestina — erano stati arrestati e condotti in carcere con divieto di incontro tra loro, in attesa della convalida. L’arresto era stato disposto dal pubblico ministero Giuseppe Miliano che ha chiesto per Furno e Spinelli il giudizio immediato. L’autovettura, risultata appartenente a una società di noleggio e non oggetto di furto, è stata sottoposta a sequestro penale.
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SPACCIO DI DROGA ALLE “ARLECCHINO”: ARRESTATO ANCHE L’ALTRO GEMELLO
A seguito dei fatti emersi, gli investigatori della Squadra Mobile di Latina, diretti dal dirigente Giuseppe Lodeserto, avevano attivato ulteriori accertamenti presso le abitazioni dei due arrestati. Nell’ambito di tali verifiche, un terzo individuo, per l’appunto il fratello dei gemelli Spinelli, era stato trovato in possesso di una quantità di sostanza stupefacente, in particolare circa 80 dosi già confezionate e pronte per essere vendute al dettaglio. Per tale episodio, Alessio Spinelli è stato condannato a 1 ano e 4 mesi.
In particolare, gli arresti di Yuri Spinell, considerato il leader dello spaccio alle case Arlecchino di Latina, insieme al gemello Mattia Spinelli, e Giovanni Furno diedero importanti conferme al quadro investigativo degli ultimi mesi, nel quali l’attenzione delle forze dell’ordine e della Procura di Latina si era concentrata sul mercato della droga impiantato alle case popolari tra Via Guida Rossa, via Bachelet e Via Galvaligi. L’imposizione di alcune tariffe sulla droga, l’immissione rilevante nel mercato di crack e alcuni metodi violenti, oltreché alle modalità dello spaccio con le auto a noleggio in modo da confondere chi indaga, aveva scatenato peraltro anche una faida tra gruppi criminali con almeno diversi attentati a colpi di bombe avvenuti lo scorso autunno. Per tali attentati sono stati arrestati entrambi i gemelli Spinelli insieme ad altri due sodali lo scorso 8 gennaio. Senza contare anche gli avvertimenti di fuoco e molotov dei pusher delle Arlecchino ai residenti della zona che avevano osato alzare la testa e denunciare il degrado e lo smercio di droga nella zona.
Ad ogni modo, Furno, interrogato dal Gip Cario, aveva spiegato che avrebbe affittato l’auto a noleggio – una Fiat 500 -, senza sapere che qualcuno gli avrebbe messo della droga all’interno. Furno avrebbe affittato il mezzo, lasciato aperto in un posto e ripreso con la sostanza inserita all’intero a sua insaputa. Seconda la sua versione, l’uomo si era recato ad Aprilia per finire un lavoro. Yuri Spinelli, invece, aveva dichiarato di non avere nulla a che fare né con il noleggio dell’auto né con la droga trovata dai poliziotti: avrebbe solo accompagnato Furno a Campoverde per fare alcune compere di vestiti. Insomma, una serie di contraddizioni dei due soggetti che ha determinato la scelte del giudice per le indagini preliminari.
Anche il terzo arrestato, il fratello maggiore dei gemelli Spinelli, aveva negato le accuse, dichiarando di non avere nulla a che fare con la droga rinvenuta a casa in una traversa di Via del Lido, nel corso della perquisizione dei poliziotti della Squadra Mobile. All’interno della busta trovata nella sua disponibilità, i poliziotti avevano trovato circa 35 grammi di cocaina divisa in oltre 80 dosi.
Al termine degli interrogatori, il Gip Cario aveva convalidato gli arresti e disposto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti e tre i coinvolti nell’operazione anti-droga. Anche per il terzo fratello degli Spinelli, la versione fornita non era stata apprezzata come credibile dal giudice, ritenendo che avesse saputo del contenuto illecito della busta lasciata tra la vegetazione di fronte all’abitazione monitorata dalla Polizia.
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Bernardo Bassoli
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