Fondo Perduto da 2.000 a 4.000€ per PMI


Se la tua impresa si trova nell’area metropolitana di Bologna e ha subito un calo di fatturato a causa dei lavori dei grandi cantieri in corso in città, c’è una misura concreta che puoi sfruttare: il bando ristori 2026 della Camera di Commercio di Bologna (CCIAA Bologna). Si tratta di contributi a fondo perduto da 2.000 a 4.000 euro, finanziati con un budget complessivo di 500.000 euro, pensati per sostenere la liquidità delle micro, piccole e medie imprese del territorio metropolitano bolognese.

Lo sportello è aperto dalle ore 11.00 del 16 settembre 2026 fino alle ore 13 del 15 ottobre 2026. In questa guida trovi tutto ciò che serve sapere: chi può fare domanda, come si calcola il ristoro, quali documenti preparare e come presentare la richiesta.

In sintesi: Ristori CCIAA Bologna 2026 in 30 secondi

  • Cosa è: Contributo a fondo perduto per compensare il calo di fatturato causato dai grandi cantieri nell’area metropolitana di Bologna.
  • Per chi: Micro, piccole e medie imprese con sede legale e/o unità locale operativa nell’area metropolitana di Bologna, iscritte al Registro Imprese/REA della CCIAA di Bologna. Sono fuori le imprese a cui sono stati assegnati i ristori degli anni 2024 e 2025 e il settore della pesca e dell’acquacoltura.
  • Quanto: 2.000 euro con un calo di fatturato oltre il 5% e fino al 10%, 3.000 euro oltre il 10% e fino al 20%, 4.000 euro oltre il 20%, su un budget totale di 500.000 euro. Gli importi sono lordi: l’erogazione avviene con la ritenuta d’acconto del 4%.
  • Il requisito che esclude più domande: la sede legale o l’unità locale attiva deve trovarsi entro 200 metri dal grande cantiere. Le domande si presentano solo sulla piattaforma Restart di Infocamere, con firma digitale del legale rappresentante.
  • Quando: Domande dalle ore 11.00 del 16 settembre 2026 alle ore 13 del 15 ottobre 2026.
  • Come: Solo dallo sportello on line della piattaforma Restart di Infocamere, con firma digitale del titolare o del legale rappresentante, dichiarando il fatturato del periodo 1 luglio 2025 – 30 giugno 2026 e quello dello stesso periodo dell’anno precedente.

500.000€Budget totale disponibile

4.000€Contributo massimo per impresa

15 ott 2026Scadenza domande

Cos’è il bando ristori CCIAA Bologna 2026 e come funziona

La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna ha scelto di dare continuità a una misura già adottata per gli anni 2024 e 2025, riconoscendo che i grandi cantieri presenti nell’area metropolitana bolognese continuano a generare disagi significativi per le imprese del territorio. Il bando 2026 assegna ristori a fondo perduto con lo scopo di ridurre le conseguenze economiche dirette di questi lavori.

Che cosa conti come grande cantiere lo definisce l’art. 1: cantieri di pubblica utilità che riguardano rilevanti infrastrutture, quindi cantieri stradali, edili e lavori ferroviari, oppure siti a impatto diffuso. Gli esempi citati nell’atto sono il Tram di Bologna, il Pontelungo, il nodo ferrostradale di Casalecchio, le strade provinciali interrotte e la messa in sicurezza della Torre Garisenda. Non sono grandi cantieri i cantieri privati e i lavori su singoli edifici o complessi residenziali, come il superbonus o il rifacimento delle facciate. La Camera non allega un elenco chiuso dei cantieri ammessi: è l’impresa a fornire la descrizione del cantiere con esatta ubicazione e distanza, e il cantiere deve essere stato presente in loco nel periodo del calo, senza che sia previsto un numero minimo di giornate di presenza.

Il meccanismo è semplice: il ristoro viene calcolato in funzione della percentuale di calo di fatturato registrata dalla tua impresa nel periodo di riferimento. Il confronto avviene tra due finestre temporali precise:

  • Periodo di riferimento (anno colpito): dal 1 luglio 2025 al 30 giugno 2026.
  • Periodo di confronto (anno precedente): dal 1 luglio 2024 al 30 giugno 2025.

Il calo deve essere rilevato specificamente presso la sede o unità locale per la quale si presenta domanda, non sull’insieme dell’impresa. Questo dettaglio è importante: se la tua azienda ha più sedi, dovrai riferire il calo di fatturato alla singola sede interessata dai cantieri.

Consiglio operativo. Raccogli subito le fatture emesse e i corrispettivi registrati per i due periodi indicati, disaggregati per sede o unità locale. La domanda però non si può preparare in anticipo sulla piattaforma: la Camera avverte che “non sarà possibile predisporre la domanda di contributo anticipatamente rispetto ai termini di apertura del bando”. E arrivare per primi non serve, perché il fondo non si assegna in ordine di arrivo.

Tabella riepilogativa del bando

Parametro Dettaglio
Ente erogatore Camera di Commercio di Bologna (CCIAA Bologna)
Regione Emilia-Romagna
Atto di riferimento Allegato A alla Deliberazione di Consiglio n. 2026000009 del 27 maggio 2026
Piattaforma Sportello on line Restart di Infocamere, con firma digitale del titolare o legale rappresentante
Distanza dal cantiere Non oltre 200 metri, misurati con Google Maps
Budget totale 500.000 euro
Contributo minimo 2.000 euro lordi (calo oltre il 5% e fino al 10%)
Contributo massimo 4.000 euro lordi (calo oltre il 20%)
Ritenuta 4% ai sensi dell’art. 28 comma 2 del DPR 600/1973, salvo i casi di esenzione
Forma di aiuto Contributo a fondo perduto
Apertura sportello 16 settembre 2026, ore 11.00
Chiusura sportello 15 ottobre 2026, ore 13
Dimensioni imprese ammesse Microimpresa, Piccola Impresa, Media Impresa
Settori ammessi Escluso il settore della pesca e dell’acquacoltura
Scopo Sostegno alla liquidità
Periodo di riferimento fatturato 1 luglio 2025 – 30 giugno 2026 vs 1 luglio 2024 – 30 giugno 2025

Chi può presentare domanda: i requisiti

Requisiti anagrafici e dimensionali

Possono accedere al bando le imprese classificate come microimprese, piccole imprese e medie imprese. L’atto non pone esclusioni per forma giuridica, quindi possono partecipare ditte individuali, società di persone, società di capitali e imprese artigiane, ma i requisiti dell’art. 2 vanno letti tutti e vanno posseduti in modo continuativo dalla domanda all’erogazione:

  • Diritto annuale alla CCIAA di Bologna in regola alla data di presentazione della domanda. In caso di irregolarità la regolarizzazione e la sua prova vanno trasmesse entro e non oltre 10 giorni di calendario dalla richiesta, a pena di non ammissibilità.
  • Nessuna procedura concorsuale o liquidazione giudiziale in corso e nessuna condizione di impresa in difficoltà ai sensi dell’art. 2 del Reg. (UE) 651/2014.
  • Non essere fornitori di beni e servizi alla Camera di commercio di Bologna, ai sensi dell’art. 4 comma 6 del DL 95/2012 convertito con L. 135/2012.
  • Regolarità su salute e sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
  • Nessuna delle preclusioni dell’art. 9 del D.Lgs. 184/2025, il Codice degli incentivi, richiamato espressamente dal regolamento. Fra queste c’è l’inadempimento dell’obbligo di stipula dei contratti assicurativi a copertura dei danni da calamità naturali ed eventi catastrofali previsto dall’art. 1 comma 101 della L. 213/2023, fatti salvi i casi di esenzione o proroga: nel modulo si dichiara la polizza con numero, decorrenza e scadenza, oppure l’assenza di copertura per esenzione o proroga con l’indicazione della normativa.

Requisiti territoriali

L’art. 2 del regolamento chiede sede legale e/o unità locale operativa nell’area metropolitana di Bologna, con iscrizione al Registro Imprese o al REA della Camera di Commercio di Bologna. La sede o unità locale per cui si presenta domanda deve risultare dalla visura camerale, essere attiva e trovarsi nel raggio di 200 metri dai luoghi in cui sono presenti grandi cantieri: per la verifica della distanza l’atto prescrive la misura calcolata con Google Maps. Gli ambulanti sono ammessi solo con concessione di posteggio fisso posizionato entro i 200 metri, assimilato a unità locale, e a condizione che l’impresa abbia sede legale nell’area metropolitana di Bologna e sia iscritta al Registro Imprese di Bologna.

Attenzione, qui i due documenti del bando non dicono la stessa cosa. L’art. 2 del regolamento ammette “sede legale e/o unità locale operativa” nell’area metropolitana. Il modulo delle dichiarazioni sostitutive, che è obbligatorio a pena di esclusione, al punto H fa invece dichiarare di essere una micro, piccola o media impresa “con sede legale nell’area metropolitana di Bologna, attiva, iscritta al Registro imprese/REA della Camera di Commercio di Bologna”. Il modulo è quindi più restrittivo del regolamento e noi non abbiamo elementi per stabilire quale delle due formulazioni prevalga. Se la tua impresa ha la sede legale fuori provincia e l’unità locale a Bologna, chiedi conferma scritta all’Ufficio Promozione della Camera ([email protected], tel. 051 6093442) prima di firmare.

Requisiti sull’attività

Il requisito B dell’art. 2 chiede di “non appartenere al settore escluso della pesca e dell’acquacoltura”. Fuori da questa esclusione valgono le limitazioni generali della normativa sugli aiuti di Stato, perché il ristoro è concesso in de minimis ai sensi del Reg. (UE) 2023/2831, con il massimale di 300.000 euro per impresa unica considerando il triennio precedente, inteso come tre periodi di 365 giorni, e con verifica sul Registro Nazionale Aiuti.

Attenzione. Il regolamento fissa una regola di rotazione: “le imprese a cui sono stati assegnati ristori a valere sui fondi stanziati per i RISTORI A FAVORE DELLE IMPRESE CHE HANNO SUBITO DISAGI A CAUSA DI GRANDI CANTIERI negli anni 2024 e 2025, da parte della Camera di commercio di Bologna, non possono presentare domanda di agevolazione ai sensi del presente Bando per l’annualità 2026”. La conseguenza è dichiarata nell’atto: la domanda viene considerata irricevibile, senza avviare l’analisi di merito. Il testo usa la congiunzione “e”: se hai ricevuto il ristoro in uno solo dei due anni, dal solo testo non è deducibile se sei escluso, quindi chiedi conferma alla Camera prima di avviare la pratica.

Quanto si ottiene: importi e criteri di assegnazione

Il ristoro è compreso tra un minimo di 2.000 euro e un massimo di 4.000 euro per impresa, su una scala a tre scaglioni fissata dall’art. 3:

  • calo oltre il 5% e fino al 10%: 2.000 euro;
  • calo oltre il 10% e fino al 20%: 3.000 euro;
  • calo oltre il 20%: 4.000 euro.

La soglia di accesso è quindi un calo superiore al 5%: con un calo pari o inferiore al 5% non si accede affatto. La percentuale si calcola come differenza fra il fatturato del periodo di confronto e quello del periodo colpito, rapportata al fatturato del periodo di confronto, e si arrotonda a due cifre decimali. Gli importi della scala sono lordi: il ristoro è erogato con la ritenuta d’acconto del 4% prevista dall’art. 28 comma 2 del DPR 600/1973, salvo i casi di esenzione, quindi 2.000 euro diventano 1.920, 3.000 diventano 2.880 e 4.000 diventano 3.840.

Il bando prevede un meccanismo di priorità nell’assegnazione che non opera a parità di condizioni: le imprese che possiedono almeno uno dei requisiti di priorità formano un primo blocco che assorbe il fondo, “riconoscendo il ristoro pieno a queste tipologie di imprese”. Le altre imprese sono soddisfatte solo “in presenza di disponibilità residue”. I requisiti di priorità sono:

  • Imprese femminili
  • Imprese giovanili
  • Imprese in possesso del rating di legalità
  • Imprese in possesso della certificazione di parità di genere

Dentro ciascuno dei due blocchi le domande sono ordinate in ordine decrescente di percentuale di calo di fatturato, e solo a parità di percentuale conta l’ordine cronologico di invio. All’impresa collocata nell’ultima posizione utile viene assegnata la quota di fondo residua, quindi un ristoro inferiore all’importo della sua fascia; esaurito il fondo la Camera non attiva l’istruttoria delle ulteriori domande presentate.

I requisiti di priorità vanno posseduti già al momento della domanda, almeno uno, e mantenuti fino all’erogazione. Impresa femminile e impresa giovanile sono definite dall’art. 5 comma 1 lettere l) e m) della L. 180/2011, il rating di legalità è quello attribuito dall’AGCM e la certificazione di parità di genere è quella conforme alla UNI/PdR 125:2022 rilasciata da organismi accreditati Accredia.

Consiglio operativo. Se la tua impresa è femminile, giovanile, ha il rating di legalità o la certificazione di parità di genere, assicurati di dichiararlo: entri nel blocco che viene servito per primo, e con un fondo da 500.000 euro è la differenza fra ottenere il ristoro pieno e contare sulle disponibilità residue. Dentro il blocco, invece, quello che pesa è la percentuale di calo di fatturato, non la data di invio.

Come presentare domanda: i passi da seguire

  1. Verifica i requisiti di accesso. Controlla di avere sede legale o unità locale nell’area metropolitana di Bologna, di essere iscritta al Registro Imprese/REA della CCIAA di Bologna e di non aver già ricevuto il ristoro nelle edizioni 2024 o 2025.
  2. Prepara la documentazione contabile. Raccogli i dati di fatturato per il periodo 1 luglio 2025 – 30 giugno 2026 e per il periodo 1 luglio 2024 – 30 giugno 2025, disaggregati per la sede o unità locale per cui presenti domanda.
  3. Verifica eventuali titoli di priorità. Se sei un’impresa femminile, giovanile, in possesso del rating di legalità o della certificazione di parità di genere, prepara la documentazione attestante lo status.
  4. Presenta domanda dalle ore 11.00 del 16 settembre 2026. Lo sportello chiude alle ore 13 del 15 ottobre 2026. La domanda si trasmette esclusivamente dallo sportello on line della piattaforma Restart di Infocamere: l’atto precisa che “non saranno considerate ammissibili altre modalità di trasmissione”. Ogni impresa può presentare una sola domanda di ristoro.
  5. Allega i due documenti obbligatori e firmali nel modo giusto. Servono il modello di richiesta di ristoro scaricato da Restart al termine della compilazione e il modulo delle dichiarazioni sostitutive, entrambi firmati digitalmente dal titolare o dal legale rappresentante: “i documenti non possono essere firmati da altri soggetti”. Se li firma un soggetto diverso la domanda è irricevibile e non è regolarizzabile in seguito, e l’intermediario può soltanto inviare la pratica. Indica anche una PEC di domicilio, perché in mancanza l’istanza viene considerata inammissibile.

Consiglio operativo. Il fondo da 500.000 euro non si assegna in ordine di arrivo, quindi correre il primo giorno non serve. Quello che conta è essere dentro il blocco prioritario e avere una percentuale di calo alta e documentata. Se la Camera chiede documentazione integrativa il termine è perentorio: 10 giorni dalla data della richiesta. La graduatoria viene approvata con determinazione dirigenziale entro 90 giorni dalla chiusura del bando, pubblicata in Amministrazione Trasparente e comunicata anche via PEC.

Cosa comporta il ristoro, se arriva

Il regolamento mette due adempimenti in capo agli assegnatari, e vanno messi in conto prima di presentare domanda:

  • La ritenuta del 4%. I ristori sono erogati con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4% prevista dall’art. 28 comma 2 del DPR 600/1973, salvo i casi di esenzione. L’importo che arriva in banca è quindi di 1.920, 2.880 o 3.840 euro.
  • Il cartello per 8 mesi. Gli assegnatari devono affiggere, per almeno 8 mesi dalla comunicazione di assegnazione, presso locali o spazi aziendali accessibili dall’esterno, un cartello che evidenzi il ristoro ricevuto, di dimensione non inferiore al formato A5 e sul testo fornito dalla Camera.

La Camera esegue controlli a campione ai sensi del DPR 445/2000, verifiche antimafia e DURC e può disporre accertamenti presso la sede o l’unità locale. In caso di revoca l’importo va restituito maggiorato degli interessi legali, con rinvio agli artt. 17 e 18 del D.Lgs. 184/2025.

Errori comuni da evitare

  1. Presentare domanda se si è già beneficiato del ristoro 2024 o 2025. L’esclusione è esplicita e automatica.
  2. Calcolare il calo di fatturato sull’intera impresa invece che sulla singola sede. Il confronto deve essere riferito alla sede o unità locale specifica per cui si chiede il ristoro.
  3. Non allegare la documentazione dei titoli di priorità. Essere un’impresa femminile o giovanile senza documentarlo equivale a rinunciare alla priorità in graduatoria.
  4. Credere che conti l’ordine di arrivo. Il fondo si distribuisce per percentuale di calo decrescente dentro i due blocchi, e la data di invio conta solo a parità di percentuale. Il termine finale resta però perentorio: le ore 13 del 15 ottobre 2026.
  5. Non verificare l’iscrizione aggiornata al Registro Imprese/REA di Bologna. L’iscrizione deve essere attiva al momento della presentazione della domanda.

Domande frequenti sul bando ristori CCIAA Bologna 2026

Posso presentare domanda se la mia sede legale è fuori Bologna ma ho un’unità locale nell’area metropolitana?

I due documenti del bando non dicono la stessa cosa, e va detto con chiarezza. L’art. 2 del regolamento ammette le imprese con sede legale e/o unità locale operativa nell’area metropolitana di Bologna. Il modulo delle dichiarazioni sostitutive, obbligatorio a pena di esclusione, al punto H fa però dichiarare di avere sede legale nell’area metropolitana di Bologna. Il modulo è più restrittivo del regolamento e noi non abbiamo elementi per stabilire quale delle due formulazioni prevalga: prima di firmare chiedi una conferma scritta all’Ufficio Promozione della Camera di commercio di Bologna ([email protected], tel. 051 6093442). Per gli ambulanti la sede legale nell’area metropolitana è comunque richiesta dall’art. 2 lettera C.

Ho ricevuto il ristoro nel 2025. Posso fare domanda per il 2026?

Il regolamento dice che non possono presentare domanda le imprese a cui sono stati assegnati i ristori sui grandi cantieri “negli anni 2024 e 2025”, con la congiunzione “e”, e che in caso di presentazione la domanda è irricevibile senza analisi di merito. Se hai preso il ristoro in uno solo dei due anni il solo testo non basta a dirlo: chiedi conferma all’Ufficio Promozione della Camera prima di presentare.

Come si dimostra il calo di fatturato?

Il calo deve essere documentato confrontando il fatturato del periodo 1 luglio 2025 – 30 giugno 2026 con quello del periodo 1 luglio 2024 – 30 giugno 2025, riferito alla sede o unità locale per cui si presenta domanda. I due importi e la percentuale, arrotondata a due cifre decimali, si dichiarano al punto C del modulo delle dichiarazioni sostitutive, che è una dichiarazione ai sensi del DPR 445/2000: la Camera esegue controlli a campione, verifiche antimafia e DURC e può disporre accertamenti presso la sede o l’unità locale.

Il contributo è cumulabile con altri aiuti ricevuti?

Sì, con un tetto. L’art. 3 ammette il cumulo, a fronte del medesimo calo di fatturato, con altri aiuti in de minimis e con aiuti in esenzione o autorizzati dalla Commissione, sempre che il cumulo sia ammesso anche dalle norme degli altri incentivi. Il limite è scritto nell’atto: “in ogni caso la sommatoria degli incentivi in questione non potrà essere superiore all’importo del calo di fatturato”. Controlla comunque il plafond de minimis residuo, perché il massimale è di 300.000 euro per impresa unica sul triennio precedente.

Il bando è accessibile anche alle imprese artigiane?

Sì. Il regolamento non pone esclusioni per forma giuridica e le imprese artigiane iscritte al Registro Imprese/REA della CCIAA di Bologna possono presentare domanda se rispettano gli altri requisiti. L’unica esclusione settoriale prevista dall’art. 2 riguarda la pesca e l’acquacoltura.

Fonte ufficiale: Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna, Allegato A alla Deliberazione di Consiglio n. 2026000009 del 27 maggio 2026, e modulo delle dichiarazioni sostitutive – Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Contenuto rielaborato a partire da fonte rilasciata in licenza CC-BY 3.0 IT.


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