Trattenere i giovani qualificati in Puglia e attirare nuovi investimenti, creando contemporaneamente occupazione più stabile e ad alto valore aggiunto: è la strategia illustrata dalla Regione Puglia alla Fiera del Levante 2026, durante la settima giornata dell’iniziativa “Tutta la Puglia, abbiamo un programma da realizzare insieme”. L’appuntamento, dedicato a “Hub Puglia – Trattenere i talenti, attrarre gli investimenti”, ha riunito imprese, università, centri di ricerca, associazioni di categoria, Camere di commercio, operatori della formazione e incubatori. Tra le misure prospettate figurano uno sportello unico regionale per gli investitori, la revisione della formazione professionale e nuove strategie di internazionalizzazione. Sul fronte del lavoro, Arpal ha inoltre comunicato che nel 2025 il bacino raggiunto dai Centri per l’impiego ha generato 12.548 assunzioni a tempo indeterminato, comprese 3.653 in apprendistato.
I numeri dell’economia pugliese
Il progetto regionale parte da un quadro economico caratterizzato da diversi indicatori in crescita. Nel 2024 il prodotto interno lordo della Puglia ha raggiunto 83,169 miliardi di euro, con un incremento del 9,3% rispetto al 2015. Per il 2025 la previsione della Banca d’Italia indicava invece una crescita dello 0,4%.
Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni sono aumentate del 15,2%, dato che colloca la Puglia al terzo posto nella graduatoria nazionale riportata durante l’incontro. Anche il mercato del lavoro ha mostrato un’espansione: nel secondo trimestre del 2026 il tasso di occupazione è risultato pari al 52,5%, con 16mila occupati in più rispetto allo stesso trimestre del 2025 e 36mila in più rispetto ai primi tre mesi del 2026.
Nel 2024 è aumentata inoltre del 12,9% la spesa per ricerca e sviluppo, con la Puglia indicata al terzo posto dopo Bolzano ed Emilia-Romagna.
Decaro: investimenti e talenti sono collegati
Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha sottolineato la necessità di consolidare questi risultati, evidenziando nello stesso tempo alcune criticità del mercato occupazionale.
«La Puglia ha tutte le caratteristiche per diventare un hub dell’innovazione che sostiene la crescita, l’occupazione e anche la competitività, ma bisogna attrarre investimenti e talenti. Sono due facce della stessa medaglia e normalmente le risorse umane seguono le risorse economiche. Noi dobbiamo trattenere i nostri talenti offrendo delle opportunità», ha dichiarato Decaro.
Il presidente ha invitato anche a leggere i dati «in chiaroscuro», collegando una parte dei risultati al ciclo degli investimenti del PNRR e dei fondi di coesione e richiamando il problema di un’occupazione ancora intermittente e presente anche in comparti non ad alto valore aggiunto.
Oltre 2,1 miliardi di investimenti ammessi
Sul versante degli incentivi, Decaro ha riferito che da marzo sono state valutate 1.012 pratiche, corrispondenti a investimenti ammessi per complessivi 2,133 miliardi di euro e agevolazioni pari a 1,206 miliardi.
Per Pia e Mini Pia JTF risultano invece esaminate 26 domande, con progetti ammessi per 56 milioni di euro e agevolazioni per 35,4 milioni.
Prosegue parallelamente Puglia Moltiplica. Dei sette strumenti previsti, risultano operativi Minibond ed Equity. Per i Minibond sono già pervenute 17 domande per quasi 120 milioni di euro. Secondo il programma illustrato, entro ottobre dovrebbe diventare operativo anche il Microcredito JTF Taranto, mentre il Microcredito Puglia è previsto entro la fine del 2026. Gli altri tre strumenti sono ancora in fase di definizione procedurale.
Uno sportello unico per chi vuole investire in Puglia
Tra le principali novità annunciate c’è la creazione di una struttura dedicata all’attrazione degli investimenti, destinata a diventare il riferimento organizzativo regionale e, contemporaneamente, un “one stop shop” per le imprese interessate al territorio.
L’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro Eugenio Di Sciascio ha spiegato che l’obiettivo è accompagnare gli investitori lungo l’intero percorso di insediamento, riducendo passaggi burocratici e tempi di attesa.
«Vogliamo che le giovani e i giovani formati nelle università pugliesi possano costruire qui il proprio futuro professionale. Allo stesso tempo, vogliamo continuare ad attrarre investimenti capaci di generare sviluppo, innovazione e nuove opportunità di lavoro», ha affermato Di Sciascio.
La Regione intende inoltre costituire un gruppo di lavoro incaricato di raggiungere importanti destinazioni economiche e produttive internazionali per presentare il sistema pugliese a potenziali investitori. Non è prevista la costituzione di nuove agenzie: il progetto dovrebbe utilizzare strutture esistenti e professionalità già disponibili.
Formazione professionale legata ai territori
Un altro asse della strategia riguarda la riforma della formazione professionale. Tra i progetti allo studio figura l’accelerazione dell’aggiornamento del Repertorio delle figure professionali attraverso una procedura sperimentale.
L’impostazione prevista punta inoltre a differenziare l’offerta formativa sulla base delle caratteristiche economiche dei singoli territori, in modo da creare corsi collegati alle concrete opportunità di occupazione presenti nelle diverse aree.
Il nuovo percorso dovrebbe partire dalle province di Brindisi e Taranto. Per la formazione risultano stanziati 11 milioni di euro fino alla fine dell’anno. Dal 2027 è previsto inoltre un sistema di rating dei corsi, finalizzato a misurarne l’efficacia sulla base dell’occupazione prodotta.
Internazionalizzazione e riforma dei consorzi Asi
Tra gli interventi emersi durante l’incontro figura anche un progetto di riforma dei Consorzi Asi, responsabili della gestione delle aree destinate all’insediamento delle imprese, con l’obiettivo di favorirne un funzionamento maggiormente coordinato.
Sul piano internazionale, la Regione punta invece a superare la frammentazione delle iniziative e a integrare le competenze di Agricoltura, Sviluppo economico e Turismo, rafforzando il brand Puglia sui mercati esteri. Per questa strategia è indicata una dotazione già destinata di oltre 4,3 milioni di euro.
Arpal, oltre 12.500 contratti a tempo indeterminato
Nel corso della giornata sono stati presentati anche i dati di Arpal Puglia. Nel 2025 i Centri per l’impiego regionali hanno intercettato un bacino che ha generato 99.598 assunzioni complessive tra gli utenti dei servizi destinati a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Di queste, 12.548 sono state assunzioni a tempo indeterminato, comprese 3.653 attivazioni attraverso contratti di apprendistato.
Tra le 954 persone assunte mediante la piattaforma Lavoro del Portale LavoroXTe Puglia, 98 hanno ottenuto un contratto a tempo indeterminato. Secondo i dati presentati, il 67,3% dei nuovi assunti a tempo indeterminato e in apprendistato è costituito da donne. Le stabilizzazioni femminili hanno interessato, tra gli altri, i comparti socio-sanitario ed educativo, il terziario e management, i servizi e la ristorazione.
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