Agroecologia e borghi siciliani: un nuovo modello per le aree rurali


Ecco i temi al centro del percorso avviato nelle Madonie e le prospettive di un modello che mette insieme agricoltura, ambiente, comunità e sviluppo locale.

Un territorio non rinasce soltanto costruendo nuove infrastrutture. A volte può ripartire anche da ciò che già possiede: la terra, le competenze, le comunità e un patrimonio rurale che attende di essere nuovamente messo in relazione. È da questa prospettiva che l’agroecologia entra nel dibattito sul futuro dei piccoli borghi siciliani.

Agroecologia, una strada per rigenerare i territori

L'agroecologia come strada per rigenerare piccoli borghi e territori abbandonati

A Petralia Soprana, nel cuore delle Madonie, amministratori, sindaci, cittadini e rappresentanti del mondo agricolo e scientifico si sono confrontati sul rapporto tra agroecologia e rigenerazione dei borghi rurali siciliani.

I Borghi più belli d'Italia

L’incontro, promosso dalla rete siciliana de I Borghi più belli d’Italia e dal Coordinamento Agroecologia Sicilia, ha messo al centro una domanda concreta: come trasformare i piccoli centri dell’entroterra in luoghi capaci di affrontare la transizione ecologica creando, allo stesso tempo, nuove occasioni di lavoro e di vita?

Coordinamento Agroecologia Sicilia

L’idea è quella di considerare l’agroecologia non soltanto come un insieme di tecniche agricole, ma come uno strumento per ripensare il rapporto tra territorio, agricoltura e comunità. In questa prospettiva, la cura della terra può diventare parte di una strategia più ampia contro l’abbandono dei territori rurali.

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Dai terreni abbandonati una nuova possibilità

La campagna dell'area interna siciliana

Uno dei temi affrontati riguarda il recupero dei terreni agricoli abbandonati. Rimettere a coltura queste aree, però, non significa semplicemente tornare a produrre: l’approccio agroecologico punta a farlo attraverso criteri scientifici capaci di tenere insieme produttività, tutela della biodiversità e caratteristiche specifiche dei territori.

L'importanza  del recupero dei terreni agricoli abbandonati...

È un passaggio importante, soprattutto in quelle aree interne dove l’abbandono progressivo delle campagne ha accompagnato il ridimensionamento delle comunità rurali.

L'approccio agroecologico punta a rimettere a coltura i terreni abbandonati, attraverso criteri scientifici capaci di tenere insieme produttività, tutela della biodiversità e caratteristiche specifiche dei territori.

Per questo il progetto prevede anche strumenti di assistenza tecnica e formazione specialistica, insieme a momenti di progettazione partecipata. Cittadini, amministratori e soggetti del territorio possono così contribuire a individuare bisogni e risorse, costruendo interventi che partano dalle caratteristiche reali delle singole comunità.

La forza della rete parte da Troina

Troina, uno dei Borghi più belli della Sicilia e dell'Italia, al tramonto

Alla base del percorso c’è il Protocollo d’Intesa di Troina, sottoscritto dall’Associazione I Borghi più belli d’Italia in Sicilia e dal Coordinamento Agroecologia Sicilia. L’intesa nasce dalla necessità di affrontare in modo strutturale una delle principali difficoltà dei piccoli centri: l’isolamento. L’obiettivo è creare una rete capace di accompagnare i borghi attraverso assistenza tecnica, formazione e progettazione, mettendo in relazione competenze diverse.

Panorama dal palazzo municipale di Troina - Foto di giomodica, CC BY 3.0
Panorama dal palazzo municipale di Troina – Foto di giomodica, CC BY 3.0

Il modello sperimentato in Sicilia viene considerato anche in una prospettiva più ampia. La presenza di una legge regionale sull’agroecologia e il percorso avviato attraverso il protocollo rappresentano, secondo i promotori, una base sulla quale costruire un’esperienza replicabile anche al di fuori dell’Isola, in sintonia con le sfide della transizione ecologica europea e con gli obiettivi del Green Deal.

Le Madonie come laboratorio

Le Madonie

È proprio nelle Madonie che questa impostazione trova un terreno particolarmente interessante. Petralia Soprana, borgo ospitante dell’incontro, diventa infatti il punto di partenza di un progetto che guarda all’intero comprensorio.

Petralia Soprana fa parte della rete de I Borghi più belli d'Italia

L’obiettivo indicato dall’amministrazione locale è allargare progressivamente la collaborazione con il Coordinamento Agroecologia Sicilia a tutti i comuni dell’area, coinvolgendo anche realtà che non appartengono alla rete de I Borghi più belli d’Italia.

Il Museo del Sale di Petralia Soprana

La presenza all’incontro di numerosi sindaci del comprensorio segnala, in questo senso, una volontà di confronto che supera i confini delle singole amministrazioni. Il territorio viene considerato come un sistema nel quale le esperienze possono essere condivise e le soluzioni costruite insieme.

Piazza Duomo, Petralia Soprana

È un cambio di prospettiva significativo: invece di affrontare separatamente problemi come l’abbandono delle campagne, la perdita di servizi e lo spopolamento, si prova a metterli in relazione e a cercare una risposta comune.

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Contro lo spopolamento serve una nuova idea di territorio

Contro lo spopolamento serve una nuova idea di territorio

Il tema dello spopolamento attraversa inevitabilmente questo percorso. Per i piccoli borghi, infatti, perdere abitanti significa spesso perdere anche attività economiche, servizi, competenze e presidio del territorio.

Per i piccoli borghi perdere abitanti significa spesso perdere anche attività economiche, servizi, competenze e presidio del territorio...

Ma leggere il fenomeno soltanto attraverso i numeri rischia di non coglierne tutte le sfumature. Nel confronto di Petralia Soprana è emersa così l’idea di osservare anche i cambiamenti nelle esigenze e negli stili di vita, considerando la qualità dell’ambiente, la dimensione delle comunità e il rapporto con il territorio come possibili elementi di attrazione.

La rigenerazione dei piccoli borghi, non è soltanto una questione economica o amministrativa, coinvolge anche la dimensione sociale e culturale...

La rigenerazione, in questa prospettiva, non è quindi soltanto una questione economica o amministrativa. Coinvolge anche la dimensione sociale e culturale: significa ricostruire relazioni, valorizzare conoscenze locali e restituire una funzione a luoghi che rischiano di essere marginalizzati.

Agricoltura, biodiversità e comunità

Il punto più interessante del modello agroecologico applicato ai borghi è quello che considera la terra non come una risorsa isolata, ma come parte di un ecosistema più ampio.

È forse questo il punto più interessante del modello agroecologico applicato ai borghi: la terra non viene considerata come una risorsa isolata, ma come parte di un ecosistema più ampio.

Rimettere in produzione un terreno può significare tutelare la biodiversità, recuperare saperi agricoli, creare attività economiche e rafforzare il legame tra gli abitanti e il territorio

Rimettere in produzione un terreno può significare tutelare la biodiversità, recuperare saperi agricoli, creare attività economiche e rafforzare il legame tra gli abitanti e il territorio. Allo stesso tempo, una comunità più attiva può rendere possibile una gestione più consapevole delle risorse locali.

In questo intreccio si trova la possibilità di trasformare l'agroecologia da tema prevalentemente agricolo in una vera strategia territoriale...

In questo intreccio si trova la possibilità di trasformare l’agroecologia da tema prevalentemente agricolo in una vera strategia territoriale. Non una soluzione valida indistintamente per ogni borgo, ma un metodo da adattare alle caratteristiche ambientali, economiche e sociali di ciascun luogo.

Un modello che guarda oltre le Madonie

Il mare visto dalle Madonie

Al percorso hanno contribuito, tra gli altri, Guido Bissanti, presidente del Coordinamento Agroecologia Sicilia, Giuseppe Iacono, presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Sicilia, Giuseppe Dino dell’Associazione Fondiaria Petralie e Rosalba Sorice dell’Università di Catania, insieme ai sindaci del comprensorio madonita.

L'Etna e il borgo di Gangi, sulle Madonie, visti da Petralia Soprana

Il lavoro scientifico è stato accompagnato dal Comitato Tecnico Scientifico guidato dalla professoressa Marisa Meli, a conferma di un’impostazione che punta a mettere in dialogo amministrazioni, ricerca, agricoltura e comunità locali.

Le isole Eolie viste dalle Madonie - ph www.cefalumadoniehimera.it
Ph. www.cefalumadoniehimera.it

La prospettiva, dunque, non riguarda soltanto Petralia Soprana o le Madonie. L’esperienza siciliana viene pensata come possibile laboratorio per affrontare una questione che accomuna molti piccoli centri italiani: come restare luoghi vivi quando le attività agricole diminuiscono, i giovani partono e i servizi si concentrano altrove?

La risposta dell'agroecologia parte dalla terra, ma non si ferma alla terra...

La risposta dell’agroecologia parte dalla terra, ma non si ferma alla terra. Il suo vero campo di applicazione è il territorio nel suo insieme: paesaggio, produzione, ambiente, economia e persone.

Dai borghi una nuova idea di sviluppo

Petralia Soprana, chiesa della Madonna del Loreto al tramonto

La rete de I Borghi più belli d’Italia in Sicilia riunisce 25 piccoli comuni di pregio storico, artistico e paesaggistico e opera sui temi della tutela del patrimonio, dello sviluppo locale, del turismo sostenibile e del contrasto allo spopolamento.

Geraci Siculo, sulle Madonie, fa anche parte dellla rete dei Borghi più belli d'Italia

Il percorso con il Coordinamento Agroecologia Sicilia aggiunge a questa rete una prospettiva legata alla gestione delle risorse rurali e alla capacità dei territori di tornare a produrre valore.

Cefalù, altro Borgo più bello d'Italia, è inserito nel Geoparco delle Madonie

È una sfida che riguarda il presente, ma soprattutto il futuro. Perché un borgo non è soltanto un insieme di edifici da conservare: è un organismo fatto di persone, attività, paesaggio e relazioni. E quando questi elementi tornano a dialogare, anche una terra considerata marginale può diventare un laboratorio di nuove possibilità.

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