PALERMO – Gli aumenti del prezzo del gasolio innescano le prime proteste in Sicilia. Autotrasportatori e agricoltori sono le due categorie tornate sul piede di guerra con nuove mobilitazioni rispettivamente annunciate e già messe in atto sulle strade dell’Isola.
Caro-carburante, la protesta degli autotrasportatori
Per il mondo dei tir sono gli iscritti al Comitato autotrasporto siciliano, che rappresentano circa l’80% del mercato in Sicilia con quasi settemila semirimorchi, ad avere rotto gli indugi. Proclamato uno sciopero che scatterà venerdì 16 ottobre e si concluderà alla mezzanotte del martedì successivo. Nessun blocco per le strade ma tir fermi nei piazzali.
Caro-carburante, gli aiuti della Regione
Gli autotrasportatori, dopo l’intesa raggiunta con il governo regionale sul decreto che sblocca aiuti per 15 milioni di euro, puntano al bersaglio grosso: Roma. Il comitato non ritiene sufficiente l’accordo sul decreto interassessoriale che in Sicilia dà attuazione alle misure contro il caro-carburante previste dalla legge regionale 13 del 2026.
L’intervento punta a sostenere il comparto compensando parte dell’incremento della spesa sostenuta per il gasolio. Un decreto in tandem degli assessorati alle Infrastrutture e all’Economia, con la firma di Alessandro Aricò e Alessandro Dagnino, che individua i beneficiari, i criteri di accesso e le modalità di determinazione dell’agevolazione.
Il contributo sarà pari al 70 per cento della spesa aggiuntiva ammissibile, calcolata sulla differenza tra il prezzo effettivamente pagato e il prezzo medio nazionale del gasolio per autotrazione rilevato nel febbraio 2026. Potranno essere considerate le spese sostenute per gli acquisti effettuati dall’1 marzo al 31 dicembre 2026.
Una prima quota, fino a 50mila euro, potrà essere riconosciuta nell’ambito del regime del ‘super de minimis’. Per la parte ulteriore, fino alla copertura complessiva del 70 per cento dell’incremento dei costi, la Regione chiederà alla Commissione europea l’autorizzazione alla deroga.
Il ‘Sea Modal Shift’, che cos’è e come funziona
Su quest’ultimo passaggio si innesta l’insoddisfazione degli autotrasportatori, che pur ringraziando il governo regionale alzando il livello della protesta e contestando al Mit i mancati pagamenti del ‘Sea Modal Shift’. Si tratta di un sistema di incentivi finanziari pubblici promossi dal ministero per sostenere il trasporto intermodale marittimo.
L’obiettivo principale della misura è incoraggiare le imprese di autotrasporto a spostare il traffico pesante dalla strada al mare (il cosiddetto ‘modal shift’ o ‘cambio di modalità di trasporto’), impiegando le ‘autostrade del mare’ invece di percorrere l’intera rete autostradale su gomma.
I motivi dello sciopero degli autotrasportatori siciliani
“Avevamo chiesto un intervento del governo sul caro-carburante e notizie sui pagamenti del ‘Sea Modal Shift’ ma nulla è accaduto – ha spiegato il presidente del Comitato Salvatore Bella -. Attueremo lo sciopero lasciando fermi i semirimorchi nei porti della Sicilia e rimanendo fermi con i nostri camion nei piazzali fino a quando il governo non ci darà delle risposte”.
Gli autotrasportatori snocciolano i numeri di una crisi che si trascina da tempo e che è arrivata all’epilogo. Un litro di gasolio costa due euro e quaranta centesimi e in tir con serbatoi da mille litri il conto è presto fatto: un pieno arriva a costare 2.400 euro. “Le perdite per le aziende vanno dai 700 ai 900 euro al giorno per ogni camion – dice Bella illustrando le motivazioni dello sciopero -. I 15 milioni della Regione andranno velocemente ai piccoli imprenditori che hanno da uno a cinque camion e non hanno sforato il plafond del ‘de minimis’. Ma per le grandi aziende che consumano più di 500mila litri di gasolio al mese la misura potrà esplicitare qualche beneficio solo in futuro”.
L’assessorato alle Infrastrutture, infatti, trasmetterà la misura alla Commissione europea per ottenere una deroga ai vincoli. “Senza l’autorizzazione di Bruxelles le grandi aziende potranno usufruire solo della quota parte di ‘de minimis’ non utilizzato e di un ‘super de minimis’ di appena 50mila euro a fronte di un maggior costo di gasolio, per una grande flotta, di 120mila euro al mese – conclude Bella -. Questo significa che in un solo mese già hanno consumato il contributo spettante”.
La Cna Fita Sicilia: “Impossibile andare avanti”
Ma la crisi tocca anche le piccole realtà. A quelle si riferisce Giorgio Stracquadanio, responsabile regionale Cna Fita. “I piccoli imprenditori non hanno più la liquidità necessaria per andare avanti. È necessario equiparare il diesel per il trasporto merci ai generi alimentari, con l’Iva al 4%”. Secondo Stracquadanio “una riforma strutturale seria non è più rinviabile”.
Caro-carburante, agricoltori già in strada: 2 proteste
E se gli autotrasportatori hanno annunciato la mobilitazione, gli agricoltori sono già passati alle vie di fatto con due proteste. La prima ha visto protagonisti i trattori di Gela, Niscemi e Butera, in provincia di Caltanissetta, con un sit-in a Ponte Olivo, su un tratto della Statale 117 bis Gela-Catania. Mezzi fermi per protestare contro l’aumento del carburante e dei costi di produzione. “Siamo stanchi, non ce la facciamo più – è stato il grido d’allarme di alcuni produttori che hanno aderito alla protesta -, servono misure concrete. Sindaci e politici ci devono mettere la faccia. Non riusciamo più ad andare avanti, non vogliamo morire di fame”.
Il M5s: “No mance, i fondi servano contro i rincari del carburante”
I manifestanti hanno ricevuto la visita di alcuni esponenti del Movimento 5 stelle, come il coordiantore regionale Nuccio Di Paola e il senatore Pietro Lorefice. “Servono risposte immediate da parte del governo Schifani”, ha affermato Di Paola lanciando una proposta: “Diciamo ‘no’ ai fondi messi a disposizione nelle variazioni di bilancio per le cosiddette ‘mance’. Quelle risorse vadano ai siciliani che fanno i conti con l’emergenza caro carburante”.

Agricoltori in protesta sulla Palermo-Agrigento
La seconda manifestazione è andata in scena sulla statale Palermo-Agrigento, all’altezza di Bolognetta, nel Palermitano. Protagonista l’associazione Agrisat. I manifestanti hanno bloccato il traffico a singhiozzo, per poi trasformare la protesta in un presidio permanente.
Agrisat guida la potesta degli agricoltori
L’agricoltura gode di un prezzo scontato per il carburante ma il settore ritiene questa misura ormai insufficiente. “In un trattore per arare e coltivare ci vogliono 300 euro di gasolio ogni mattina, quindi un abbattimento di 15 centesimi è nulla”, ha osservato Franco Calderone, presidente di Agrisat- “Questo problema interessa ovviamente tutti perché comporta l’aumento del prodotto finale. Se il pomodorino è a 7 o 8 euro è anche per questo motivo”.
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Eni e Ip fissano un tetto al prezzo del carburante
Autotrasportatori e agricoltori guidano così il fronte della protesta nell’autunno caldo della Sicilia. Tutto questo mentre anche Socar-Ip, dopo Eni, fissa un limite massimo al prezzo del carburante. File di auto e un primo calo dei prezzi anche a livello nazionale hanno segnato il primo giorno del tetto ai carburanti nelle stazioni di servizio Eni ed Enilive.

‘Price cap’, governo in pressing su Q8
Dalle aziende ai sindacati, si moltiplicano gli appelli ad estendere il raffreddamento dei prezzi alle vendite all’ingrosso in modo da garantire condizioni eque anche alle altre imprese. Il governo intanto verifica la disponibilità da parte di Q8 di aderire al ‘price cap’ e parla di segnali positivi dal Kuwait.
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