Cala il sipario sulla II Commissione Bilancio. Si è chiusa la partita della manovrina. Il testo è stato votato dalla maggioranza, con l’astensione di Sud chiama Nord. Assenti le opposizioni, che hanno abbandonato i lavori durante la discussione dei Fit, il fondo da 50 milioni di euro destinato ai territoriali.
Come funzionano i Fit
I fondi, come si apprende dal testo approvato, saranno impiegati “per la realizzazione di investimenti di interesse territoriale nei settori economico, sociale, sociosanitario e socioassistenziale, infrastrutturale, sportivo, culturale, scolastico, della mobilità e della riqualificazione ambientale, nonché per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico“.
Le risorse del Fondo saranno ripartiti per una “quota non inferiore al 60 per cento e non superiore all’80 per cento, da computarsi per ciascuna provincia, è destinata al finanziamento per la realizzazione di investimenti degli enti pubblici“. Tale quota “sarà ripartita a favore degli enti pubblici che saranno individuati con apposito ordine del giorno approvato dall’Assemblea regionale siciliana, che sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana entro quindici giorni dalla sua approvazione“. Una quota non inferiore al 5% delle risorse “sarà ripartita tra gli enti locali che non risulteranno beneficiari di alcun contributo” a condizione che “gli stessi ne facciano istanza corredata dalla presentazione di progetti di investimento“. La restante quota “è destinata al finanziamento per la realizzazione di investimenti degli enti ecclesiastici relativi a beni localizzati nel territorio regionale“. Mentre “una quota non inferiore al 5 per cento delle risorse sarà ripartita tra gli enti ecclesiastici che non risulteranno beneficiari di alcun contributo“.
L’ordine del giorno dovrà essere approvato dall’Ars “entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio della Regione e, per l’esercizio finanziario 2026, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge” e individua “analiticamente gli enti beneficiari, gli investimenti oggetto di contributo e i relativi importi garantendo la più ampia diffusione territoriale, con priorità per gli interventi di messa in sicurezza, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio pubblico e religioso“. I contributi non potranno essere inferiori a 50mila euro, né superiori a un milione di euro.
Lo scontro sui Fit e le ultime norme approvate
A tutti gli emendamenti si aggiunge quello più attesto: il bacino da 50 milioni per i Fit, i tanto chiacchierati territoriali. L’articolato emendamento stabilisce criteri e metodi per l’individuazione e distribuzione delle risorse. L’obiettivo è quello di stabilire un modello da poter riproporre anche in futuro, già a partire dalla prossima Legge di Stabilità.
Lo schema avanzato dal governo è sato approvato, ma la votazione non si è rivelata semplici. Gli animi si sarebbero scaldati al punto da spingere le opposizioni, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Controcorrente, a lasciare i banchi della Commissione. Un messaggio chiaro e netto che delinea la posizione assunta e annunciata già alla vigilia: la minoranza non prenderà parte ai territoriali.
Le attività della Commissione non si sono fermate. Spazio anche per i forestali, per i quali sono stati stanziati 8 milioni di euro per incrementare le giornate di lavoro, 5 in più. Poi ancora 20mila euro per le consulte giovanili e femminili e 100mila euro per l’osservatorio permanente sull’intelligenza artificiale. Nelle tabelle hanno trovato spazio anche: 500mila euro per Gibellina capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026; 400mila euro per interventi riguardanti opere pubbliche; 500mila euro per la continuità territoriale; 60mila euro per la sicurezza stradale; 180mila euro per uno studio di fattibilità tecnico-economica di una rete di vertiporti, infrastrutture di mobilità aerea urbana dotate di stazioni di ricarica per velivoli ad alimentazione elettrica; 1,1 milione per il 2026 e 6,4 milioni per gli anni 2027 e 2028 per garantire l’autonomia amministrativa e contabile, per il funzionamento, per le spese correnti e per gli investimenti di Arpa; 2 milioni per la ristrutturazione dei teatri; 440mila euro per le manifestazioni turistiche.
Carrellata di norme: ok anche al caro carburante per la pesca
Termina l’attesa per il comparto della pesca. In Commissione è arrivato l’ok per i 5 milioni di euro dedicati al comparto per contrastare il caro carburante. L’emendamento era stato annunciato ieri dall’assessore al ramo Luca Sammartino. Una buona notizia per gli operatori del settore, tanto da sospendere momentaneamente le proteste, pronti però a riscendere in piazza nel momento in cui le promesse sarebbero state disattese (CLICCA QUI).
Ma non solo. Una carrellata di norme ha trovato il consenso in pochi minuti: 3 milioni per la bonifica dell’area di Pistunina, a Messina, dove lo scorso luglio è crollata una palazzina; un milione di euro in attuazione del Piano triennale di transizione digitale dell’Amministrazione regionale 2024-2026, 300mila euro per fronteggiare le esigenze derivanti dall’emergenza legata all’attività vulcanica dell’Etna e di garantire la continuità dei servizi di mobilità traposto; 250mila euro per il notiziario regionale sugli appalti e le concessioni; 4,6 milioni la valorizzazione della filiera corta e del km zero, un milione di euro per la prevenzione degli incendi boschivi; 6 milioni al programma “Campagne sicure”, per incrementare i livelli di sicurezza nelle aree rurali, spesso colpite da furti di attrezzature o prodotti e danneggiamento degli impianti; 500mila per acquisizione dell’autoporto di Vittoria da parte di Interporti; un milione di euro per la redazione dei piani regolatori dei porti; le disposizioni in materia di Commissioni provinciali espropri; 1,6 milioni per il completamento dei lavori di costruzione dei “Nuovi Uffici Giudiziari” a Catania; 5 milioni per il ripristino della navigabilità del specchio acqueo del porto rifugio di Gela; rimodulato il Fondo destinato al pagamento del trattamento di quiescenza e dell’indennità di buonuscita del personale regionale per il 2026,c he passa da 24 milioni a 59 milioni, prelevando le risorse, 35 milioni, dal fondo previsto per il 2027.
Scontro sugli scuolabus
Il passo spedito della Commissione Bilancio è stato intralciato da qualche screzio. Rallentamenti si sono verificati durante l’esame dell’emendamento governativo che mette sul piatto un contributo straordinario di 825mila euro per l’acquisto di scuolabus per i Comuni di Randazzo, Ribera, Giarre, Comiso, Caltagirone, Monreale, Ragusa, Alcamo, Bronte, Piazza Armerina e Pozzallo. L’intervento, in maniera trasversale, non avrebbe soddisfatto diversi deputati, dalla maggioranza all’opposizione. Motivo per il qualche sarebbero stati avanzati dei subemendamenti. Dopo un lungo tira e molla, e discussioni accese, il voto è stato rinviato. Sosta di circa un’ora, a causa della sovrapposizione dei lavori nella altre Commissioni, e poi ripartenza poco dopo le ore 13:30. L’intervento ha trovato alla fine il via libera insieme ad un ulteriore milione di euro ai Comuni non beneficiari di una norma già esistente (articolo 11, comma3, legge regionale 09/01/2025, n.1), ma in attesa dello scorrimento.
Pioggia di fondi dalle Asp all’Università
Non solo emendamenti tecnici. Ampio spazio è stato dedicato anche agli emendamenti depositati ieri dal governo regionale e a quelli anticipati durante il vertice di Forza Italia prima e concordati poi nel corso del vertice di maggioranza romano a fine settembre (CLICCA QUI).
Hanno così incassato l’ok della Commissione: 22 milioni destinati alle Asp per l’acquisto di attrezzature sanitarie; 600mila euro quali anticipazione di liquidità in favore della società Mercati Agro-Alimentari Sicilia; 4 milioni per la transizione tecnologica dei processi produttivi delle imprese siciliane attraverso l’adozione dell’intelligenza artificiale; 3 milioni per il reddito di merito rivolto agli studenti universitari; 5 milioni all’Ersu di Palermo per un’infrastruttura pubblica di intelligenza artificiale per incrementare l’efficienza e la qualità dei servizi rivolti agli studenti.
Emendamenti tecnici e i flop della Finanziaria
Una mattina all’insegna degli emendamenti tecnici del governo. Così possiamo riassumere le prime ore in Commissione Bilancio. E’ il caso degli incentivi a sostegno delle assunzioni connesse a progetti di investimento iniziale, previsti all’interno dell’ultima Finanziaria. Norma che si sarebbe rivelata un flop, con la presentazione di sole 3 domande. Per rendere più appetibile l’intervento sono state così aumentate le percentuali relative al contributo. Discorso non molto diverso anche per gli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato, per i quali sarebbero state pervenute solo 445 domande. Dall’ultima Legge di Stabilità riappaiono anche i provvedimenti per il recupero di edifici situati nei centri storici e zone omogenee, per il sostegno abitativo alle giovani coppie e per l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici siciliani e le misure per l’attrazione di nuovi residenti.
Modifiche hanno riguardato anche altre norme: all’abbattimento delle liste di attesa per i soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico con l’incremento fino al 50% delle prestazioni sanitarie rese dai centri diurni, già accreditati contrattualizzati, senza determinare maggiori oneri a carico del sistema sanitario nazionale, ma attingendo alle risorse vincolate accantonate nei bilancio delle Aziende, relative agli esercizi precedenti ad oggi non utilizzate; all’adeguamento dei parametri economici di accesso alle misure di sostegno al diritto allo studio e per le agevolazioni al trasporto scolastico extraurbano; le disposizioni in materia di tassa automobilistica regionale.
Il giorno dei territoriali?
Tutto si giocherà, e potrebbe essere il giorno definitivo, sui Fit. L’elenco sarebbe già lunghissimo. Il modello di riferimento sarà quello rodato e in uso alla Camera dei Deputati. Resta ancora da stabilire a quanto ammonterà con precisione il ricco bacino di risorse, che potrebbe attestarsi intono ai 100 milioni di euro, mentre è certo che i destinatari di queste somme saranno limitati ai Comuni e agli enti pubblici (tra i quali anche Consorzi di Bonifica, teatri, Asp o Dipartimenti) ed ecclesiastici. I territoriali troveranno spazio tra le tabelle dell’articolo 22, variazioni autorizzazioni di spesa, i cui primi commi sono stati esaminati e approvati nel corso delle battute conclusive di giovedì (CLICCA QUI). Un altro aspetto è ancora da comprendere: le opposizioni prenderanno parte a questo sistema o no?
Nessuna maratona notturna
Nonostante l’avvio a passo di lumaca, il pomeriggio di ieri si è rivelato propedeutico per la chiusura delle tredici rubriche e per sciogliere le riserve sui grandi temi attesi, per i quali il governo ha presentato un pacchetto di emendamenti dal valore di circa 150 milioni di euro, risorse derivanti dalle ulteriori entrate Irpef. Come i 19 milioni per le cantine sociali, i 20 milioni per il comparto del grano, i 15 milioni per il contrasto al caro carburante, nello specifico 8 milioni per le imprese esercenti il servizio di noleggio autobus con conducente, 4,5 milioni per le imprese e i titolari di autorizzazioni esercenti il servizio di noleggio con conducente mediante autovettura, 2,5 milioni per le imprese i titolari di licenze esercenti il servizio taxi. Incrementato di 10 milioni di euro, rispetto alla previsione iniziale, lo stanziamento in favore del gasolio agricolo, portato a 20 milioni. Emendamento governativo anche quello approvato che mette sul piatto 3 milioni di euro per gli interventi di riforestazione, rinaturalizzazione e recupero ambientale. Via libera anche ai 16 milioni di euro per la climatizzazione delle scuole, 12 milioni ai Comuni e 4 milioni ai Liberi Consorzi e alle Città Metropolitane. Confermati anche i 10 milioni per l’Ati Catania, i 6 milioni per l’Ati Siracusa e i 6 milioni per Iblea Acque, emendamento su cui hanno apposto la propria firma il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, il presidente della II Commissione Dario Daidone e il gruppo dell’Mpa (CLICCA QUI).
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