PALERMO – Quando la vice presidente dell’Ars Luisa Lantieri legge l’esito del voto finale sono le 9:22 di giovedì 22 ottobre: Sala d’Ercole, dopo una maratona di quasi 22 ore, ha appena approvato la manovrina da 1,3 miliardi di euro.
Manovrina, opposizione sull’Aventino
In aula, però, ci sono soltanto il centrodestra e il governo. L’esito del voto diventa un dettaglio marginale: 37 favorevoli, tre astenuti e nessun contrario. Partito democratico, Movimento cinque stelle e Controcorrente hanno scelto di non partecipare ala votazione finale. “Votatele voi le schifezze che avete prodotto”, dice il capogruppo del Pd Michele Catanzaro guardando i banchi del centrodestra.
Il maxi emendamento e il Fondo investimenti territoriali
Le “schifezze” citate da Catanzaro sono rappresentate dal lungo elenco di micro interventi territoriali contenuto nel maxi emendamento a lungo evocato durante la maratona notturna di Sala d’Ercole e spuntato all’alba. Nel ‘maxi’ trovano posto alcune norme accantonate durante la due giorni, che già da sole rappresentano una serie di interventi territoriali, e con queste anche il Fondo investimenti territoriali.
Manovrina, quanto valgono le ‘mancette’
La sigla dietro alla quale si nascondono le ‘mancette’ sponsorizzate dai deputati per i propri collegi di riferimento vale complessivamente 174,307 milioni di euro. Ci sono le risorse destinate ai Comuni (146.405.000 euro) e quelle per gli enti ecclesiastici (27.902.000 euro). Si annidano in questo documento di 48 pagine le ‘mancette’, che erano partite da un valore complessivo di cinquanta milioni di euro e che si sono di fatto triplicate. C’è una quota minima riservata ai Comuni non citati nel lungo elenco: per questa servirà un bando. Le altre risorse, invece, saranno trasferite direttamente dal dipartimento Infrastrutture ai Comuni e agli enti ecclesiastici beneficiari.
La Vardera in Procura
Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, preannuncia che andrà in Procura, mentre il Cinquestelle Nuccio Di Paola osserva: “Il nuovo centrodestra che avanza, il centrodestra giovane, è racchiuso in queste risorse tolte ai siciliani per micro interventi”. Polemiche alle quali la maggioranza replica sottolineando che “nulla c’è da vergognarsi” perché “tutto è stato fatto alla luce del sole”.

Gli interventi contro il caro-gasolio
All’interno della manovrina hanno trovato posto, però, misure importanti per combattere la crisi che attraversano agricoltori, pescatori, autotrasportatori e tassisti vessati dal caro-gasolio. È uno dei capitoli principali della manovra e vale 80 milioni di euro.
Per il settore dell’autotrasporto è stato approvato un ulteriore stanziamento di 15 milioni di euro. Diventano così 30 i milioni che complessivamente saranno destinati alla categoria nel corso dell’anno. Altri 15 milioni sono destinati alle imprese che operano nel trasporto turistico mediante autobus e ai servizi taxi e Ncc.
Aiuto da 50 milioni per il comparto cerealicolo
Per il settore agricolo, invece, sono previsti ulteriori 20 milioni di euro per contrastare il caro carburante, che si aggiungono ai 10 milioni già stanziati, portando a 30 milioni la dotazione complessiva dell’intervento. Significative anche le risorse destinate al comparto cerealicolo, che ammontano a 50 milioni di euro. Boccata d’ossigeno per la pesca con 16 milioni per il Fondo di solidarietà regionale. Ulteriori quattro milioni andranno all’Irca per il sostegno alle imprese artigiane, agricole e ittiche.
Schifani: “Manovra di ampio respiro”
“Una manovra di ampio respiro – dice il presidente della Regione Renato Schifani, che ha seguito i lavori a distanza per entrambe le giornate salvo un breve briefing con il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno -. Offre risposte concrete alle necessità del tessuto economico e sociale di tutti i territori dell’Isola. Abbiamo pensato alle richieste delle imprese, delle famiglie, degli enti locali. La crescita dell’economia regionale ci consente di mobilitare nuove risorse e di destinarle allo sviluppo della Sicilia”.
Dello stesso avviso l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino: “Il disegno di legge ‘Coesione e crescita’ rappresenta un intervento di politica economica di particolare rilievo per la consistenza delle risorse mobilitate e per l’ampiezza delle misure approvate – evidenzia -. Agli strumenti per incentivare gli investimenti e sostenere la competitività delle imprese, abbiamo scelto di affiancare numerosi interventi diretti a mitigare gli effetti dell’aumento dei costi di produzione, favorire l’accesso al credito e rafforzare la coesione sociale e territoriale”.

Super Zes, maxi fondo da 209 milioni di euro
Quando l’alba è ormai spuntata, il governo tira fuori dal cilindro anche la carta Super Zes: uno stanziamento di 209 milioni di euro per il credito d’imposta relativo agli investimenti nella Zona economica speciale. Con questa misura, la Regione assicura la copertura dell’intero fabbisogno. La copertura con risorse regionali consentirà, inoltre, di liberare le risorse di provenienza extraregionale inizialmente individuate, che potranno così essere riprogrammate e destinate ad altri investimenti.
Le altre misure per le imprese
Nella legge anche il sostegno finanziario alle attività produttive. Si tratta di misure che puntano a ridurre gli oneri finanziari a carico delle attività economiche, favorire l’accesso alla liquidità e sostenere la capacità di investimento del sistema imprenditoriale. Nello specifico, stanziati dieci milioni di euro per attenuare gli effetti dell’aumento del costo dei mutui sostenuto dalle imprese. Altri sei milioni di euro, invece, consentiranno lo scorrimento della graduatoria relativa ai prestiti agevolati destinati alle imprese che operano nel commercio.
Il pacchetto ‘famiglia’
C’è poi un pacchetto di interventi per le famiglie: nove milioni di euro finanziano contributi in conto interessi per l’acquisto della prima casa da parte dei giovani under 40, mentre altri nove milioni sono destinati al sostegno delle famiglie che devono far fronte all’aumento del costo dei mutui. La misura per il sostegno ai consumi, attraverso l’accesso agevolato al credito, è stata finanziata con altri nove milioni. A queste risorse si aggiungono 17 milioni di euro per il bonus affitti. Confermati poi gli sconti sui biglietti aerei fino alla fine del 2026.
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Sul versante dell’inclusione sociale, circa dieci milioni di euro finanzieranno i servizi Asacom per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti con disabilità, mentre 25 milioni saranno destinati agli assegni per le persone con disabilità. Stanziati ulteriori tre milioni per interventi finalizzati al contrasto delle liste d’attesa in ambito sanitario. La manovra destina anche venti milioni di euro all’incremento del Fondo ordinario per i Comuni. Una prima risposta è arrivata anche per le popolazioni di Marsala e Petrosino, colpite da due trombe d’aria: stanziati cinque milioni di euro per i primi interventi.
Via libera poi a cinque giornate lavorative in più per i Forestali nel 2026. L’aula ha poi approvato l’integrazione del fondo salario accessorio per i dipendenti regionali: ulteriori dieci milioni di euro sul tavolo.
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