La Piana del Prunno si prepara a cambiare volto. Nella seduta del 9 luglio, il Consiglio comunale di Asiago ha approvato il progetto esecutivo e la variante urbanistica necessari per la costruzione del nuovo chalet destinato a sostituire la precedente baita, rimossa nel 2020 al termine della convenzione con il gestore.
Un intervento che l’Amministrazione comunale considera strategico per recuperare uno dei luoghi più frequentati e riconoscibili di Asiago, trasformandolo in un’area capace di accogliere residenti e turisti durante tutto l’anno. Il progetto, tuttavia, ha acceso un confronto politico, culminato nel voto contrario del gruppo di minoranza Nuova Asiago.
Una struttura da 361 metri quadrati immersa nella natura
Il nuovo edificio, progettato dallo studio dell’architetto Luca Guoli, avrà una superficie coperta di 361 metri quadrati. Una dimensione superiore al limite ordinario di 300 metri quadrati previsto dagli strumenti urbanistici, motivo per cui il Consiglio comunale ha dovuto approvare l’opera in deroga.
La struttura sarà caratterizzata da una pianta quadrata e da un’ampia copertura asimmetrica a quattro falde. Due angoli del tetto saranno rialzati per evidenziare gli ingressi, mentre gli altri due scenderanno fino a circa 1,70-1,80 metri da terra.
Il rivestimento sarà realizzato con scandole di larice locale, dopo che la difficoltà di reperire il cedro e il suo costo elevato hanno portato i progettisti a scegliere un materiale alternativo. Le finiture comprenderanno inoltre elementi in acciaio corten.
L’obiettivo dichiarato è quello di realizzare un edificio moderno, ma allo stesso tempo legato ai materiali e alle forme dell’architettura di montagna. Le pareti saranno composte in gran parte da ampie vetrate strutturali, progettate per eliminare il più possibile la presenza di montanti visibili e garantire una visuale continua sulla piana e sul bosco.
Per limitare il surriscaldamento durante l’estate e proteggere le vetrate dalla neve nei mesi invernali, il progetto prevede un portico perimetrale profondo fino a tre metri e mezzo, oltre all’utilizzo di vetri selettivi e passivi.
All’interno troveranno spazio circa 80-90 posti a sedere, la cucina, i magazzini, i servizi e gli spogliatoi per il personale. Al centro della sala verrà realizzato un grande pilastro con un termocamino, che avrà sia una funzione architettonica sia un ruolo nel sistema di riscaldamento dell’edificio.
Un investimento da 1,28 milioni di euro
Il quadro economico complessivo dell’opera è stato portato a 1 milione e 280 mila euro, rispetto ai circa 700 mila euro previsti nella fase iniziale.
L’aumento viene attribuito alla crescita dei prezzi delle materie prime, alla revisione generale del progetto e all’adeguamento ai nuovi Criteri ambientali minimi, entrati in vigore nel febbraio 2026.
Le prescrizioni ambientali hanno comportato l’inserimento di lavorazioni aggiuntive per quasi 100 mila euro, tra cui un sistema domotico per la gestione degli impianti, interventi per migliorare il comfort acustico, il recupero delle acque meteoriche da utilizzare negli scarichi dei servizi igienici e l’installazione di pannelli fotovoltaici.
Secondo quanto spiegato dall’Amministrazione, l’intervento non peserà direttamente sulle casse dei cittadini, perché sarà finanziato attraverso il Fondo Comuni Confinanti.
Il nuovo chalet dovrà inoltre essere economicamente sostenibile nel tempo. L’intenzione del Comune è individuare un gestore professionale capace di garantire l’apertura della struttura durante tutto l’anno e di assicurare un ritorno economico attraverso il canone di locazione.
L’obiettivo: riportare il Prunno al centro dell’offerta turistica
Il progetto si inserisce in un piano più ampio di riqualificazione dell’intera piana. L’Amministrazione punta a rendere il Prunno una destinazione non più legata esclusivamente alle giornate estive, ma frequentabile anche durante la stagione invernale, con servizi rivolti alle famiglie e agli appassionati dello sci di fondo.
“Non si tratta semplicemente di un nuovo edificio, ma di un investimento strategico per la valorizzazione di uno dei luoghi simbolo della nostra Comunità”, ha spiegato il sindaco Roberto Rigoni Stern.
Il primo cittadino ha sottolineato la volontà di rendere la piana maggiormente collegata al centro storico e più accessibile attraverso percorsi ciclabili, spazi attrezzati e nuove opportunità di fruizione del territorio.
Tra le opere previste figura anche un collegamento ciclopedonale in calcestruzzo drenante, che dovrebbe partire dal centro di Asiago e raggiungere il Prunno passando per Santa Maria Maddalena e contrada Clama. Il percorso consentirebbe a pedoni e famiglie di evitare il transito lungo la strada asfaltata.
Nel progetto complessivo rientra anche la realizzazione di una nuova area giochi per bambini. L’Amministrazione l’ha indicata come parte integrante della futura riqualificazione, anche se la sua concreta realizzazione potrebbe richiedere un affidamento e una copertura economica separati rispetto all’appalto dello chalet.
Nuova Asiago vota contro: «Mancato il coinvolgimento della comunità»
Critica la posizione del gruppo di minoranza Nuova Asiago, che ha votato contro l’approvazione del progetto.
L’opposizione ha contestato innanzitutto il mancato coinvolgimento preventivo della popolazione, sostenendo che per un luogo dal forte valore storico e identitario sarebbe stato opportuno organizzare un confronto pubblico o un concorso di idee.
Nel dibattito sono stati richiamati il significato del toponimo Prunno, le radici cimbre dell’area, il legame con l’Ente comunale di assistenza e le tradizioni legate alla festa di San Rocco.
Le perplessità hanno riguardato anche la forma della copertura. Secondo la minoranza, la vicinanza di alcuni angoli del tetto al terreno potrebbe favorire arrampicate, atti vandalici e situazioni potenzialmente pericolose.
Dubbi sono stati espressi anche sull’utilizzo delle scandole di legno in una zona particolarmente ombreggiata e vicina al bosco, dove l’umidità potrebbe provocare nel tempo la formazione di muffe, licheni e un più rapido deterioramento del materiale.
Nuova Asiago ha inoltre chiesto perché l’edificio non fosse stato collocato sul lato orientale della piana, maggiormente esposto alla luce solare.
La replica: la posizione scelta per evitare l’area umida
Sul punto, il progettista ha spiegato che la posizione individuata coincide sostanzialmente con il sedime della vecchia struttura e risponde anche a precise condizioni idrauliche.
Una parte della piana risulta infatti classificata come zona umida e soggetta a ristagni d’acqua. Lo spostamento dello chalet verso il lato opposto avrebbe quindi comportato ulteriori difficoltà progettuali e autorizzative.
Il sindaco ha respinto anche le accuse relative alla rimozione della precedente baita, precisando che non si sarebbe trattato di uno sgombero, ma della conseguenza della naturale scadenza della convenzione, che prevedeva il ripristino dell’area.
Con l’approvazione del progetto esecutivo, l’intervento può ora procedere verso la gara d’appalto. L’obiettivo dell’Amministrazione è avviare i lavori entro la fine del 2026 e rendere operativo il nuovo Chalet del Prunno nel corso del prossimo anno.
Il video del consiglio comunale
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