le decisioni dei giudici mettono in discussione la regolarità della procedura


 
Consiglio di Stato: nove studenti immatricolati in sovrannumero nelle sedi di prima scelta
La più importante svolta arriva oggi dal Consiglio di Stato che ha accolto nove appelli cautelari patrocinati dallo Studio Legale Leone-Fell & C., disponendo l’immatricolazione in sovrannumero degli studenti nelle sedi universitarie indicate come prima scelta.
I giudici hanno infatti riconosciuto che, in assenza del contestato meccanismo di “ripescaggio” previsto dal sistema degli scorrimenti del semestre filtro, gli studenti sarebbero stati assegnati sin dall’inizio alle sedi loro spettanti in base al punteggio conseguito. Secondo il Consiglio di Stato, il sistema ha dunque consentito ad altri candidati, con punteggi inferiori, di ottenere successivamente quei posti attraverso il meccanismo di recupero, privando gli studenti meglio collocati in graduatoria della sede scelta come prioritaria.
Le ordinanze dispongono pertanto l’immatricolazione in sovrannumero di tutti e nove i ricorrenti nelle sedi originariamente richieste (Palermo, Bologna, Catanzaro, Pisa, Torino, Napoli Federico II o Vanvitelli). Di queste, ben tre fanno riferimento a studenti palermitani.
 
Il Tar accerta un “inserimento abusivo” e si allarga il caso delle immatricolazioni fuori procedura
Alle pronunce del Consiglio di Stato si aggiunge un’altra decisione destinata ad avere importanti conseguenze.
Con ordinanza del 16 luglio il Tar del Lazio ha infatti accertato che un posto al corso di laurea in Medicina dell’Università degli Studi di Palermo è stato assegnato a una candidata al di fuori della procedura prevista dal D.M. n. 1115/2025, parlando espressamente di “inserimento abusivo”. La candidata, secondo quanto ricostruito nel giudizio, era stata immatricolata prima dell’unico scorrimento nazionale, pur non possedendo un punteggio sufficiente, scavalcando candidati collocati in posizione migliore.
Secondo la ricostruzione effettuata dallo Studio Legale Leone-Fell & C., il caso accertato dal Tar non sarebbe isolato. Le immatricolazioni individuate, con analoghe caratteristiche, sono infatti otto su scala nazionale: due riguardano l’Università di Palermo, mentre le altre interessano diversi atenei italiani. Su una seconda immatricolazione palermitana è già pendente un ulteriore ricorso che sarà discusso il prossimo 5 agosto.
 
Nuove istruttorie del Tar sulla regolarità della procedura
Il terzo elemento riguarda le ulteriori ordinanze con cui il Tar del Lazio ha disposto il 13 luglio una nuova e approfondita istruttoria nazionale per verificare il corretto svolgimento delle operazioni di correzione delle prove del semestre filtro.
Il Tribunale ha chiesto al ministero dell’Università e della ricerca, al Cineca e a oltre quaranta Università italiane di depositare documentazione e chiarimenti per accertare se siano stati rispettati i principi di uniformità delle valutazioni, collegialità delle commissioni, correttezza delle operazioni di correzione e verbalizzazione delle attività.
L’istruttoria dovrà fare luce, tra l’altro, sull’eventuale esistenza di criteri valutativi differenti tra commissioni locali chiamate a correggere elaborati identici e sull’effettivo rispetto delle regole che hanno determinato la graduatoria nazionale. Si tratta di un provvedimento che rafforza ulteriormente i dubbi già emersi nel contenzioso e che appare difficilmente conciliabile con le rassicurazioni fornite dal Ministero sulla piena regolarità della procedura.

“Mentre il Ministero continua a sostenere che il semestre filtro abbia funzionato perfettamente, i giudici stanno disponendo le immatricolazioni, accertando posti assegnati fuori dalle regole e ordinando approfondimenti istruttori proprio per verificare se la procedura sia stata svolta correttamente – dichiarano gli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Floriana Barbata, soci dello studio legale Leone-Fell & C. che sta seguendo oltre 2mila studenti che hanno proposto ricorso contro il semestre filtro in Medicina -.  Le tre decisioni delineano un quadro che merita la massima attenzione. Le ordinanze confermano la fondatezza delle questioni che abbiamo sollevato fin dall’inizio del contenzioso – proseguono i legali -. Continueremo a tutelare gli studenti affinché venga garantito il pieno rispetto del principio meritocratico e della trasparenza nelle procedure di accesso ai corsi di Medicina”

Anche il Comitato Semestre Filtro ribadisce la necessità di fare piena luce sull’intera vicenda: “Non possiamo più parlare di episodi isolati. Oggi esistono provvedimenti giudiziari che impongono verifiche sul sistema di correzione, riconoscono anomalie negli scorrimenti e accertano immatricolazioni avvenute fuori procedura. È indispensabile che il Ministero, il Cineca e le Università forniscano tutte le risposte richieste dal Tar e che venga fatta piena chiarezza nell’interesse di migliaia di studenti e delle loro famiglie”.

Alla luce delle anomalie emerse, il Comitato Semestre Filtro, di cui fa parte anche il Partito Radicale, ha annunciato anche la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica affinché vengano accertate tutte le eventuali immatricolazioni disposte al di fuori della procedura prevista dal D.M. n. 1115/2025. L’obiettivo è verificare se i casi finora individuati rappresentino soltanto una parte di un fenomeno più ampio e fare piena luce sulle modalità con cui sono stati assegnati alcuni posti nei corsi di Medicina. “Noi possiamo contare soltanto ciò che emerge dai documenti che riusciamo ad acquisire. Otto è il numero delle anomalie che siamo riusciti a ricostruire, ma non abbiamo alcun modo di sapere se sia quello reale – dichiara Matteo Hallissey, esponente del Comitato Semestre Filtro -. Per questo presenteremo una denuncia alla Procura: chiediamo che venga accertato quante immatricolazioni siano avvenute fuori procedura, in quali atenei e su indicazione di chi”.
 


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