Versi e racconti della settimana


Una donna scrive sulla spiaggia davanti al mare.

Quattro voci, quattro sguardi

L’appuntamento di questa settimana con Versi e Racconti della Settimana riunisce quattro autori e quattro temi che appartengono al nostro presente.

Giuseppe D’Anna, con Speranza, porta lo sguardo sulla violenza dell’uomo e sulla necessità di continuare a sperare; Mariangela Potì, con La vera ricchezza, pone al centro l’umiltà e il contrasto tra essere e apparire; Francesca Ulisse, in Che caldo! Sogno, dalla leggerezza di una pioggia estiva conduce il pensiero verso i bambini che vivono la guerra; Antonella Polenta, con Musica e danza, affida invece alla dimensione del sogno una riflessione sul tempo e sul continuo divenire.

Quattro contributi differenti, accomunati da uno sguardo che dalla quotidianità si allarga all’uomo e alle sue contraddizioni.

Sperare nonostante l’uomo

Può esserci speranza mentre l’uomo continua a sporcare il proprio presente di violenza? È l’interrogativo che nasce dai versi di Giuseppe D’Anna.

La speranza, allora, non è ingenuo ottimismo. È la scelta di non considerare inevitabili la guerra, il dolore e la sopraffazione. In un tempo nel quale le immagini della violenza rischiano di diventare quotidianità, sperare significa prima di tutto non abituarsi.

La ricchezza oltre l’apparenza

Mariangela Potì sposta lo sguardo su un’altra contraddizione contemporanea: possedere molto non significa necessariamente essere ricchi.

Nell’epoca dei social e dell’esposizione continua, il rischio è misurare il valore attraverso ciò che può essere mostrato. Esistono invece ricchezze che difficilmente entrano in una fotografia: umiltà, solidarietà, altruismo, semplicità.

Forse la vera sfida non è avere meno, ma non permettere a ciò che abbiamo di stabilire chi siamo.

Quando la nostra sete incontra quella degli altri

Una pioggia dopo giorni di caldo può essere una piccola festa. Ma proprio da quella felicità quotidiana Francesca Ulisse sposta improvvisamente lo sguardo verso chi vive un’arsura ben diversa: quella della guerra.

Pane, acqua, casa, affetti. Parole semplici che per molti rappresentano la normalità e per altri continuano a essere necessità senza risposta.

Non si tratta di sentirsi in colpa per ciò che abbiamo, ma di ricordare che la nostra serenità non dovrebbe mai renderci indifferenti alla sofferenza degli altri.

La danza del tempo

Con Antonella Polenta lo sguardo torna dentro di noi. Musica e danza accompagnano il passaggio dall’attimo al giorno, dal giorno alla vita.

Il tempo possiede questa strana natura, mentre lo viviamo sembra abbondante, quando ci voltiamo indietro scopriamo quanto velocemente sia trascorso.

Forse scrivere serve anche a questo. Non a fermare il tempo — impresa persa in partenza — ma a lasciare qualche traccia del suo passaggio.

Quattro strade, una parola

Speranza, umiltà, solidarietà e tempo percorrono strade differenti, ma finiscono per ricondurre alla stessa parola: umanità.

È questo il filo che unisce Giuseppe D’Anna, Mariangela Potì, Francesca Ulisse e Antonella Polenta nell’appuntamento di questa settimana. Quattro sensibilità che ricordano come la scrittura possa partire da un’esperienza individuale e arrivare a interrogare tutti.

In allegato testi integrali e recensioni

In allegato all’articolo, i testi integrali di Giuseppe D’Anna, Mariangela Potì, Francesca Ulisse e Antonella Polenta, accompagnati dalle rispettive brevi recensioni.

Comunicazione agli autori – Pausa estiva

Con questo appuntamento Versi e Racconti della Settimana si concede una breve pausa estiva. La rubrica riprenderà regolarmente al termine della pausa.

I nuovi contributi dovranno essere inviati esclusivamente il 25 agosto 2026, secondo le consuete modalità. Si invita pertanto a non anticipare né posticipare l’invio, così da consentire una corretta organizzazione del materiale destinato alla successiva pubblicazione.

N.B. L’invio di un testo, in prosa o in poesia, comporta l’autorizzazione alla testata Corriere di Puglia e Lucania alla sua pubblicazione nell’ambito della rubrica Versi e Racconti della Settimana.

I contributi dovranno essere rigorosamente inediti. Per inedito si intende un testo mai pubblicato né condiviso, integralmente o parzialmente, su altre testate, siti web, blog, piattaforme digitali o social network, compresi i profili personali dell’autore.

Con l’invio del contributo, l’autore dichiara di esserne l’autore e si assume la responsabilità del contenuto proposto.

Il mantra di Marilù Murra

«Non tutto ciò che possediamo ci rende ricchi, non tutto ciò che perdiamo ci rende poveri. La vera misura dell’esistenza è ciò che riusciamo a lasciare negli altri.»

Marilù Murra

Libro aperto sull’erba tra fiori di campo in una giornata estiva
Un libro aperto tra i fiori di campo, immerso nella natura.

Che cos’è la scrittura in vacanza

Anche la scrittura va in vacanza? Forse sì, ma è una pessima turista, non riesce mai a stare davvero ferma.

Si infila nella valigia tra un costume e un libro, si siede sotto l’ombrellone, ascolta una conversazione, osserva un tramonto e, proprio quando avevamo deciso di non pensare a nulla, ci consegna una frase.

Scrivere, del resto, non significa necessariamente stare davanti a una pagina. Significa anche raccogliere, un volto, una strada, il rumore del mare, una risata, una nostalgia arrivata senza essere invitata.

In vacanza cambiano i ritmi, non lo sguardo. Forse, rallentando, riusciamo persino a vedere ciò che durante l’anno attraversiamo troppo velocemente.

Lasciamola dunque riposare, questa scrittura, senza obbligarla a produrre. Lasciamole soltanto una finestra aperta.

Tanto lo sappiamo, mentre noi siamo in vacanza, lei continua a prendere appunti.

Arrivederci tra le pagine dell’estate

Con questo ultimo appuntamento prima della pausa estiva, Versi e Racconti della Settimana affida per qualche tempo le parole al silenzio fecondo dell’estate, quello in cui si rallenta, si osserva e, forse, si ritrova il tempo per ascoltarsi.

La Redazione del Corriere di Puglia e Lucania, la sottoscritta Marilù Murra e tutti gli autori della rubrica augurano ai lettori buone vacanze, con l’auspicio che siano giorni capaci di restituire leggerezza senza superficialità, riposo senza dimenticanza e nuovi sguardi da riportare, al ritorno, sulla pagina.

Perché anche quando le penne riposano, le storie continuano ad accadere.

Buona estate e arrivederci, con nuove parole da incontrare e nuove pagine da condividere.

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