Venti miliardi di nuovo credito per sostenere le piccole imprese italiane e una sforbiciata ai costi dei pagamenti elettronici che vale 100 milioni di euro. Intesa Sanpaolo ha annunciato un piano dedicato a commercio, turismo e artigianato, tre settori alle prese con l’aumento dei costi energetici, l’inflazione e la necessità di investire in innovazione. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha presentato giovedì 8 ottobre a Milano le nuove misure, accompagnate dal rinnovo degli accordi con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato.
L’operazione, promossa attraverso la Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, riguarda potenzialmente una platea di oltre 4,4 milioni di microimprese, che rappresentano il 95% del tessuto imprenditoriale italiano. Di queste, circa 800 mila sono già clienti della divisione, che dal 2020 a giugno 2026 ha erogato oltre 20 miliardi di finanziamenti al segmento.
«Quello che può fare un grande gruppo non lo può fare un gruppo estremamente locale, il credito da solo può non essere sufficiente, oggi raccontiamo una serie di soluzioni. I tassi potrebbero salire ulteriormente e la possibilità per una impresa che ha preso un finanziamento qualche anno fa di poter sospendere la quota capitale fino a tre anni significa consentire a questa impresa di mantenere in azienda flussi di cassa che consentono di finanziare iniziative importanti», ha spiegato Barrese a margine della presentazione. «In un anno faccio dai 100 ai 130mila chilometri l’anno in macchina e questo è il termometro di quanto e come la banca è vicina a impresa e territorio», ha aggiunto.
Pos, commissioni azzerate fino a 20 euro
Una delle novità più rilevanti riguarda i pagamenti elettronici. Intesa Sanpaolo azzera le commissioni sulle transazioni effettuate con Pos fisico fino a 20 euro, raddoppiando la precedente soglia di esenzione di 10 euro. Per gli importi superiori sono previste condizioni agevolate, oltre a iniziative dedicate al canone dei terminali.
La misura punta ad alleggerire i costi sostenuti soprattutto dai piccoli negozi, dove i micropagamenti rappresentano una quota importante delle operazioni quotidiane. Il mercato di riferimento conta circa 3 miliardi di transazioni all’anno, per un controvalore complessivo di 40 miliardi di euro. Secondo le stime della banca, il beneficio per gli esercenti raggiungerà circa 100 milioni nell’arco di 14 mesi, con un risparmio medio di 450 euro per ciascuna attività interessata.
«Si passa da 10 a 20 euro come limite d’esenzione, e non è poco», ha sottolineato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ricordando che «dal 2011 a oggi i prestiti alle imprese con meno di 20 addetti sono calati di oltre il 40%». Per questo, l’innalzamento della soglia rappresenta «un passo importante per ridurre il peso dei costi di sistema sulle imprese».
Prestiti fino a 50 mila euro, gli interessi li paga la banca
Il secondo pilastro del piano riguarda l’accesso al credito. I 20 miliardi messi a disposizione da Intesa Sanpaolo sono destinati a finanziare investimenti nello sviluppo delle attività, nella digitalizzazione e nell’efficienza energetica.
Tra le nuove soluzioni figura «Prima Rata Zero», che prevede, per i finanziamenti fino a 50 mila euro, il pagamento da parte della banca della quota interessi della prima rata. Il beneficio si ripeterà anche sulle rate di fine 2027 e fine 2028, attraverso il cosiddetto «Bonus Natale». Il risparmio stimato è di circa 600 euro per impresa beneficiaria. Non si tratta dunque di un azzeramento integrale della rata, ma della componente relativa agli interessi, che sarà sostenuta direttamente dall’istituto.
A questa misura si aggiunge la nuova «Formula Flessibilità», che consentirà alle aziende di sospendere il rimborso della quota capitale sui finanziamenti in essere, prolungandone la durata. L’obiettivo è liberare liquidità per affrontare le esigenze operative e sostenere gli investimenti senza compromettere l’equilibrio finanziario delle attività.
Dal turismo all’artigianato: le misure per settore
Gli accordi prevedono strumenti differenziati in funzione delle caratteristiche delle imprese. Per l’artigianato, Intesa Sanpaolo mette a disposizione finanziamenti dedicati agli investimenti digitali ed energetici, agevolazioni sulle linee di anticipo fatture e condizioni specifiche per l’utilizzo dei Pos, anche in mobilità. «Abbiamo coniato uno slogan che dice “piccolo è bello ma insieme è meglio”, per questo stiamo consolidando i consorzi per l’energia e abbiamo anche creato una rete nel comparto costruzioni e impianti», ha commentato il presidente di Confartigianato, Marco Granelli.
Per il turismo, invece, l’attenzione si concentra sulla riqualificazione energetica delle strutture ricettive e sulla gestione della stagionalità. La novità è rappresentata dalle linee di «Anticipo Prenotazioni Alberghiere», pensate per consentire agli operatori di gestire con maggiore flessibilità i picchi stagionali e le relative esigenze di cassa. «Noi siamo aziende energivore e i costi che aumentano impattano fortemente sulle nostre strutture», ha spiegato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca.
Il piano sarà accompagnato dal roadshow «Vicini a chi fa impresa ogni giorno», che ha già fatto tappa a Padova, Firenze e Napoli e proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori incontri sul territorio.
Messina: tutelare il patrimonio delle piccole imprese
«Il nostro Paese è reso vitale da piccoli imprenditori che trasmettono tra diverse generazioni il saper fare italiano e arricchiscono le filiere produttive. Dobbiamo tutelare questo patrimonio e dobbiamo farlo insieme al mondo associativo, da sempre interlocutore decisivo per le nostre iniziative», ha sottolineato Carlo Messina.
Il ceo ha ribadito che il patto con le tre associazioni punta a sostenere sviluppo, competitività e innovazione attraverso i 20 miliardi di nuovo credito e le agevolazioni annunciate. La dimensione economica del segmento spiega la scelta della banca. Le microimprese italiane occupano circa 7,5 milioni di persone, pari al 41% della forza lavoro, e generano un quarto del valore aggiunto nazionale. Una componente decisiva dell’economia che continua però a confrontarsi con margini sotto pressione e investimenti spesso condizionati dall’incertezza sui costi. Per Intesa, la sfida è quindi duplice: sostenere la capacità di investimento delle aziende e intervenire sui costi quotidiani della loro gestione. Un intervento che consolida anche il rapporto della banca con una platea di 800 mila clienti imprenditoriali, rafforzando il presidio dei territori e il legame con le associazioni di categoria. (riproduzione riservata)
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