“Con le buone non si ottiene niente” (VIDEO) (Calabria 7)


La protesta degli autotrasportatori torna a farsi sentire tra Calabria e Sicilia, con la richiesta di interventi concreti sul costo del carburante e di una riorganizzazione complessiva del settore. A dare voce al malcontento è un autotrasportatore, intervenuto all’assemblea tenutasi al Grand Hotel Lamezia e ripreso in un video realizzato da Lino Polimeni, nel quale viene rilanciato l’appello a una mobilitazione più incisiva per tutelare le imprese e i lavoratori del trasporto merci.

Al centro della contestazione ci sono le accise sul carburante, il peso dei costi operativi e la richiesta di recuperare le misure che, secondo il manifestante, sarebbero state sottratte alla categoria. Ma la rivendicazione non si limita agli aiuti economici: l’obiettivo dichiarato è ottenere una ristrutturazione del comparto, con regole chiare e condizioni che consentano agli autotrasportatori di continuare a lavorare senza accumulare perdite.

“Non ci servono i contentini, vogliamo la ristrutturazione del settore”

Nel suo intervento, l’autotrasportatore contesta l’insufficienza di eventuali misure economiche limitate e insiste sulla necessità di affrontare le criticità strutturali della categoria. “A me i 60 centesimi non mi servono. A me serve la ristrutturazione del settore. Le regole certe ci devono dare, non l’accontentino”, afferma nel video. Il riferimento è alla pressione esercitata dal costo del gasolio sui bilanci delle imprese, soprattutto per chi percorre regolarmente lunghe distanze tra il Mezzogiorno e il Nord Italia. Secondo quanto raccontato dal manifestante, le spese sostenute per un viaggio di andata e ritorno possono arrivare a circa 3.000 euro, con perdite stimate tra i 700 e gli 800 euro per singola trasferta. Numeri che, se confermati nei singoli casi, restituiscono la dimensione delle difficoltà denunciate dagli operatori, alle prese con costi che rischiano di compromettere la sostenibilità economica dell’attività.

L’appello a Calabria, Sicilia e alle altre regioni

Il messaggio lanciato attraverso il video di Lino Polimeni è rivolto anche agli autotrasportatori delle altre regioni. L’interlocutore auspica che un’eventuale mobilitazione in Calabria e Sicilia possa coinvolgere progressivamente il resto del Paese, rafforzando il peso delle richieste nei confronti delle istituzioni e della committenza. “Si fermerà la Sicilia, si fermerà la Campania, si fermeranno tutte le regioni dietro di noi”, sostiene, prospettando una protesta capace di superare i confini territoriali.

Nel suo ragionamento, il trasporto merci rappresenta un anello essenziale della filiera economica nazionale: eventuali interruzioni avrebbero ripercussioni non soltanto sugli autotrasportatori, ma anche sulle aziende che affidano loro le spedizioni e sui destinatari delle merci. Il manifestante evidenzia inoltre quella che considera una disparità tra gli operatori del Mezzogiorno e quelli che lavorano prevalentemente su tratte settentrionali, sostenendo che le distanze percorse e i consumi di carburante incidano in modo differente sui rispettivi bilanci.

La critica alla politica e alle grandi associazioni

Nel corso dell’intervento non mancano le accuse alla politica, chiamata in causa senza distinzioni tra schieramenti. L’autotrasportatore sostiene che le promesse ricevute negli anni non abbiano prodotto risultati sufficienti e invita i colleghi a non accontentarsi di interventi temporanei. Un altro passaggio riguarda il rapporto con le grandi associazioni di categoria e con i soggetti più strutturati del settore. Il manifestante lamenta che le istanze dei piccoli operatori non avrebbero trovato adeguato ascolto e ricorda un episodio nel quale, secondo il suo racconto, alcuni rappresentanti sarebbero stati allontanati dall’ingresso di un ministero e accusati di essere mafiosi.

Si tratta di circostanze riferite dal protagonista del video, che non vengono accompagnate nell’intervento da documentazione o riscontri indipendenti. La richiesta è quella di restituire maggiore rappresentanza agli autotrasportatori che operano quotidianamente su strada, spesso con margini economici ridotti e con difficoltà a sostenere gli aumenti dei costi.

La protesta e il rischio di una nuova mobilitazione

Il tono dell’intervento si fa particolarmente duro quando il manifestante affronta il tema delle iniziative di protesta. Invita i colleghi a superare la paura delle conseguenze e sostiene che, senza una mobilitazione determinata, sarà difficile ottenere risposte. Nel video vengono evocate anche forme estreme di contestazione, tra cui il blocco delle attività e l’occupazione delle strade. Si tratta di proposte espresse dal singolo interlocutore, che non equivalgono a una decisione formalmente assunta dall’intera categoria. Il riferimento è anche alle manifestazioni che, secondo il racconto, avrebbero visto una presenza significativa delle forze dell’ordine rispetto al numero dei partecipanti. L’autotrasportatore lamenta, inoltre, quella che considera una scarsa attenzione da parte dei media nazionali alle iniziative di protesta.

Dignità del lavoro e futuro della categoria

Al di là dei toni accesi, il messaggio conclusivo ruota attorno alla sopravvivenza economica delle imprese e alla possibilità di garantire un futuro a chi intende proseguire l’attività. “Non per noi ragazzi, per quelli che verranno dopo di noi”, afferma il manifestante, richiamando il rischio che le difficoltà del settore finiscano per compromettere il patrimonio costruito dalle generazioni precedenti. La richiesta finale è duplice: recuperare le agevolazioni sul carburante rivendicate dagli operatori e avviare una riforma capace di intervenire sulle condizioni strutturali del trasporto merci.

L’appello diffuso attraverso il video di Lino Polimeni restituisce così il clima di tensione di una parte della categoria, che chiede risposte sui costi, maggiore rappresentanza e prospettive economiche sostenibili. Resta da verificare se le richieste si tradurranno in una mobilitazione coordinata tra Calabria, Sicilia e altre regioni e quali risposte arriveranno dalle istituzioni e dai rappresentanti del comparto.


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