Tra le proposte allo studio anche sanzioni più proporzionate per l’eccesso di velocità, controlli rafforzati sui veicoli senza assicurazione, maggiori tutele per motociclisti e utenti vulnerabili e nuove regole per la destinazione dei proventi delle multe.
Il Codice della strada potrebbe cambiare ancora. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato una nuova fase di confronto su un pacchetto di quindici possibili interventi, sottoposti a operatori e associazioni di settore nell’ambito della consultazione voluta dal ministro Matteo Salvini.
L’obiettivo dichiarato è aggiornare le norme rendendole più aderenti alle esigenze di chi utilizza quotidianamente la strada, mantenendo al centro la sicurezza della circolazione. Le ipotesi interessano automobilisti, motociclisti, autotrasportatori, rider e altri utenti considerati particolarmente vulnerabili.
Patente B già a 17 anni
Una delle novità più rilevanti riguarda l’età per conseguire la patente di guida. Le nuove regole europee prevedono infatti la possibilità di ottenere la patente B a partire dai 17 anni, misura che l’Italia dovrà recepire entro la fine del 2027.
Tra le modifiche allo studio figura anche l’estensione della guida accompagnata a partire dai 16 anni per chi possiede le patenti A1 e B1.
Il pacchetto interviene inoltre sul trasporto pesante. Tra le ipotesi c’è la possibilità, a determinate condizioni, di consentire a giovani conducenti di guidare mezzi delle categorie C1 e C senza rimorchio, in presenza della patente B e della Carta di qualificazione del conducente.
Per affrontare la carenza di autisti professionali, viene valutata anche la possibilità di condurre alcuni veicoli per i quali è richiesta la patente C mentre si sta frequentando il corso necessario per ottenere la Cqc.
Multe per eccesso di velocità più legate alla gravità dell’infrazione
Il Mit valuta anche una revisione del sistema sanzionatorio per chi supera i limiti di velocità. L’idea è quella di rendere le multe maggiormente progressive, aumentando l’importo all’aumentare della velocità oltre il limite consentito.
Nelle ipotesi circolate, sulle autostrade la sanzione potrebbe crescere di 10 euro per ogni chilometro orario oltre la soglia prevista. Con un limite di 130 km/h, ad esempio, viaggiare a 140 km/h potrebbe comportare una multa da 100 euro, mentre un superamento di 40 km/h potrebbe portare a una sanzione di 400 euro.
Sulle strade urbane con limiti di 30 o 50 km/h, invece, l’aumento ipotizzato sarebbe di 5 euro per ogni chilometro orario oltre il limite.
L’intento è differenziare maggiormente le violazioni lievi da quelle considerate più pericolose, evitando sanzioni percepite come eccessivamente punitive nei casi meno gravi.
Veicoli senza assicurazione, controlli più rigidi
Un altro capitolo riguarda la circolazione dei mezzi privi di copertura assicurativa.
Il ministero valuta un rafforzamento dei controlli attraverso l’incrocio delle banche dati della Motorizzazione e l’introduzione di un sistema di “divieto di marcia digitale”.
In caso di mancata regolarizzazione della posizione assicurativa, al primo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro del veicolo.
Sorpasso a destra in autostrada: cosa cambierebbe
Tra le proposte destinate a far discutere c’è anche la possibilità di modificare le regole di circolazione sulle autostrade e sulle superstrade a tre corsie.
L’ipotesi è quella di consentire la circolazione per file parallele. In determinate situazioni questo sistema permetterebbe a un veicolo che procede sulla corsia di destra di avanzare rispetto a uno che si trova su una corsia più a sinistra, senza che la manovra venga necessariamente considerata un sorpasso tradizionale.
La misura avrebbe l’obiettivo di rendere più fluido il traffico e ridurre alcuni comportamenti scorretti, come l’occupazione prolungata delle corsie centrali o di sinistra.
Più tutele per i motociclisti
Nel pacchetto figurano anche nuove misure dedicate alle due ruote.
Per i motociclisti si valutano maggiori protezioni sulle arterie ad alta velocità e, in presenza di incidenti o forti rallentamenti, la possibilità di utilizzare con particolari cautele la corsia di emergenza.
L’eventuale passaggio dovrebbe comunque garantire in ogni momento la priorità assoluta ai mezzi di soccorso.
L’obiettivo è ridurre l’esposizione dei motociclisti ai rischi derivanti dalle code e dalle frenate improvvise.
Nuove regole anche per cicli a propulsione e utenti vulnerabili
La revisione punta inoltre ad aumentare le tutele per gli utenti più esposti della strada.
Tra le ipotesi figurano nuovi obblighi di sicurezza per alcune categorie di veicoli a propulsione, compresi casco e sistemi identificativi, oltre a misure specifiche per rider e altri utenti vulnerabili.
Si tratta di un’area sulla quale il ministero intende intervenire rafforzando prevenzione, visibilità e controlli.
Il 70% dei proventi delle multe alla sicurezza stradale
Un’altra proposta riguarda la destinazione del denaro incassato attraverso le sanzioni.
Secondo l’ipotesi allo studio, il 70% dei proventi dovrebbe essere assegnato all’ente proprietario della strada, con l’obbligo di reinvestirlo in interventi destinati alla sicurezza e alla manutenzione.
Il restante 30% andrebbe invece all’ente che ha accertato la violazione, per finanziare attività di controllo, gestione e notifica delle sanzioni.
Per ora sono proposte
Le misure non sono ancora operative. Il pacchetto del ministero rappresenta una base di lavoro sulla quale è in corso il confronto con associazioni, operatori e soggetti interessati.
Al termine della consultazione le proposte potranno essere modificate, integrate o escluse prima della definizione del testo definitivo.
Se confermate, tuttavia, alcune delle novità allo studio — dalla patente a 17 anni alla circolazione per file parallele in autostrada — potrebbero incidere in maniera significativa sulle abitudini quotidiane di milioni di automobilisti italiani.
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