Quasi 5 milioni. Una bella sommetta, sufficiente, così pare, per progettare dalla A alla Z un ipotetico nuovo ponte sul Flumedosa in sostituzione di quello chiuso dalla fine del 2023 e per il quale non si è ancora trovata un’impresa in grado di renderlo nuovamente percorribile. E poi 160 mila euro per il servizio di navetta che colleghi per tutto l’anno Villaputzu, Muravera e San Vito. Annunci, amplificati dalla grancassa dei social e delle condivisioni, che a Villaputzu hanno rinfocolato confronti (peraltro mai sopiti) fra tifoserie delle due liste in campo nelle elezioni dello scorso inizio giugno. E come tutti i confronti fra tifoserie (con annessi leoni da tastiera), destinati a rimanere sterili e, in qualche caso, patetici.
Il confronto politico (quello vero) si gioca fra Sandro Porcu, ex sindaco e consigliere regionale di maggioranza (quella del cosiddetto Campo Largo) e Pierpaolo Piu, sindaco in carica di Villaputzu, che proprio a Porcu è succeduto al termine di un doppio mandato durato ben 11 anni. Porcu porta in dote dalla variazione di bilancio regionale, recentemente licenziata dal Consiglio regionale, due cifre di quelle che fanno titolo: 4,8 milioni per la progettazione “completa” del nuovo ponte sul Flumendosa e 160 mila euro per puntare alla navetta annuale che colleghi Muravera, San Vito e Villaputzu (Porto Corallo compresa). Dal canto suo Piu non contesta che i soldi siano stati stanziati, ma sembra applicare agli annunci la vecchia regola della merce: prima di festeggiare preferisce vedere cosa contiene il pacco. Sul ponte, Porcu parla di un passaggio “decisivo”: i 4,8 milioni, arrivati attraverso un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, serviranno a coprire il percorso dal progetto di fattibilità tecnico-economica all’esecutivo, comprese indagini, rilievi, verifiche e autorizzazioni. Sommando il milione già destinato allo studio di fattibilità, il consigliere regionale indica quasi 6 milioni complessivi messi in campo per la progettazione e sostiene che il nuovo ponte stia entrando “nella fase della concretezza”, pur ricordando che le ingenti risorse necessarie a costruirlo dovranno ancora essere reperite. Piu replica senza negare il passo avanti, ma raffreddando la corsa alle bandierine: dice di non essere interessato alle “primogeniture” né a chi voglia “intestarsi” il ponte. E, visto l’affollamento dei possibili padri dell’opera, scherza perfino sull’idea di mettere un giorno all’asta i “naming rights” (i diritti di dare il nome al ponte, traduciamo liberamente per chi l’inglese, per sua fortuna, non lo mastica). A lui, osserva, interessa soprattutto poter attraversare il ponte in sicurezza insieme alla cittadinanza di Villaputzu e del Sarrabus.
Sulla navetta, invece, l’ironia lascia presto il posto alla contabilità. Porcu annuncia 160 mila euro inseriti nella variazione di bilancio regionale, su proposta di Orizzonte Comune (la lista in cui è stato eletto), per finanziare l’estensione durante tutto l’anno del collegamento tra Muravera, San Vito e Villaputzu (Porto Corallo compresa). L’obiettivo, spiega, è superare la dimensione esclusivamente estiva del servizio e offrire un mezzo utile a studenti, lavoratori, anziani, famiglie e persone prive di automobile. Per utilizzare le risorse occorre però un progetto e Porcu indica anche la strada: partecipare all’avviso pubblicato dall’assessorato regionale dei Trasporti e definire percorsi, fermate, frequenze, giorni di esercizio, chilometri, utenza e integrazione con gli altri collegamenti, allargando possibilmente il servizio alle frazioni e alle borgate. Il sindaco ricorda, inoltre, che il 30 novembre 2024 era già stato annunciato un finanziamento regionale di 150 mila euro destinato a rendere annuale la stessa navetta, con l’ipotesi che il servizio potesse partire nei primi mesi del 2025. “Siamo nell’agosto del 2026. Quella navetta annuale non sta viaggiando e oggi ci viene spiegato che occorre ancora costruire un progetto”, osserva. Da qui la domanda su che cosa sia accaduto ai precedenti 150 mila euro e al servizio allora prospettato. Piu definisce i nuovi 160 mila euro una “possibile opportunità” che non intende sminuire, ma avverte che occorrerà leggere gli atti per conoscerne durata, condizioni, soggetto attuatore e sostenibilità. E riassume il concetto con una frase poco adatta ai manifesti ma piuttosto chiara: “Un emendamento approvato non è ancora una navetta che viaggia tutto l’anno”.
La divergenza, a questo punto, diventa soprattutto una questione di metodo. Porcu mette sul tavolo le risorse e invita Comuni e Unione del Sarrabus a costruire il progetto necessario per utilizzarle, Piu rovescia il ragionamento e domanda perché siano stati stabiliti proprio 160 mila euro prima di conoscere numero delle corse, chilometri, mezzi, località da raggiungere e giorni di esercizio. Secondo il sindaco sarebbe stato preferibile coinvolgere preventivamente gli amministratori interessati, definire il servizio necessario al territorio, quantificarne il costo e soltanto dopo individuare le risorse. Piu parla anche di “sgarbo istituzionale”, ma assicura che il mancato coinvolgimento non diventerà un alibi: nella doppia veste di sindaco di Villaputzu e presidente dell’Unione dei Comuni del Sarrabus lavorerà con gli altri primi cittadini e con gli uffici per verificare rapidamente la possibilità di utilizzare il finanziamento, perché una navetta annuale, riconosce, “serve davvero”. Il confronto resta così sospeso tra due modi diversi di raccontare la stessa partita: da una parte le risorse conquistate e le opportunità che possono aprire, dall’altra il richiamo alla distanza che separa uno stanziamento dal risultato finale. Piu la cristallizza in tre formule: “Un’aggiudicazione non è una vendita. Uno stanziamento non è un’opera. Un emendamento non è un servizio”. Porcu, dal canto suo, considera i finanziamenti appena ottenuti il punto dal quale partire per trasformare progetti e servizi in realtà. Nel mezzo restano una navetta che aspira a viaggiare dodici mesi l’anno, un ponte ancora da progettare, uno da rendere percorribile e, ma questo lo aggiungiamo noi, uno svincolo: quello per Villaputzu sulla nuova statale 125 (in località Sant’Angelo), spesso strombazzato come “cosa quasi fatta” ma del quale non c’è la minima traccia (ma di questo parleremo in seguito). (ilsarrabus.news)
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