Ciolfi (M5S): “Latina Basket, tra distinguo e criticità emerse nel dibattito il Consiglio approva tutto all’unanimità. Ho scelto la coerenza e sono uscita dall’Aula”
“Quando un progetto poggia su un’istruttoria amministrativa non sufficientemente solida aumentano i rischi di rallentamenti, contestazioni e contenziosi. È questo che ho voluto evidenziare, nell’interesse della città e della stessa società sportiva“.
“Per tutta la durata del dibattito consiliare sono emerse criticità, richieste di chiarimento, dubbi urbanistici e osservazioni sulla convenzione. Più consiglieri hanno evidenziato la necessità di apportare modifiche e miglioramenti agli atti. Eppure, al momento del voto, la delibera è stata approvata all’unanimità, senza alcuna modifica sostanziale. È proprio per questa ragione che ho scelto di uscire dall’Aula, mantenendo coerenza con quanto avevo espresso nel mio intervento e nella dichiarazione di voto.
Un voto favorevole non chiede modifiche future: approva integralmente gli atti così come sono stati predisposti. Per questo non avrei potuto condividere una deliberazione che, a mio giudizio, presentava ancora rilevanti criticità istruttorie e amministrative. La mia scelta non è stata in alcun modo in opposizione alla società proponente, al contrario.
Nutro grande rispetto per una società che, negli anni, ha portato il nome di Latina ai vertici della pallacanestro nazionale, ha resistito a enormi difficoltà e continua a lottare per restare nella propria città. A questa società, ai dirigenti, agli allenatori, ai volontari e ai tanti giovani atleti che ogni giorno ne indossano la maglia, la città deve essere riconoscente.
Proprio per questo ritengo che meritasse un percorso amministrativo il più possibile solido, inattaccabile e privo di zone d’ombra, cosa che purtroppo non ho riscontrato negli atti sottoposti all’approvazione del Consiglio. Ho sentito parlare più volte di una vittoria per la pallacanestro di Latina.
La vera vittoria, però, sarebbe stata un’altra: avere il coraggio di verificare fino in fondo la possibilità di una variante urbanistica che consentisse la realizzazione di un impianto stabile e definitivo, all’altezza delle ambizioni sportive della città.
Oggi, invece, ci troviamo ad autorizzare una struttura temporanea destinata a rimanere per tre anni, prorogabili al massimo fino a cinque, attraverso uno strumento urbanistico eccezionale. Il nodo centrale riguarda il riconoscimento del rilevante interesse pubblico.
Ritengo che sia mancata un’istruttoria tecnica specifica, predisposta dagli uffici comunali, capace di motivarne in modo autonomo la sussistenza.Anche il parere della Segretaria Generale non entra nel merito della dimostrazione del pubblico interesse, limitandosi a ricordare che la relativa valutazione e ponderazione spettano al Consiglio comunale. Una responsabilità che i consiglieri hanno quindi assunto senza poter contare su un’istruttoria tecnica dedicata. A questo si aggiunge un ulteriore elemento.
La Segretaria Generale non era presente durante la seduta consiliare, impedendo qualsiasi possibilità di approfondimento su un tema tanto delicato. Il suo contributo è stato richiamato esclusivamente attraverso un passaggio inserito in un emendamento che riportava alcune dichiarazioni rese in Commissione. L’unica relazione interamente dedicata a sostenere la sussistenza del pubblico interesse è stata predisposta da un professionista incaricato dal soggetto proponente.
Un contributo certamente legittimo, ma che, proprio perché proveniente dalla parte interessata alla realizzazione dell’opera, non può sostituire una valutazione tecnica autonoma e imparziale dell’Amministrazione. Nel corso della pausa pranzo dei lavori del Consiglio è stata poi trasmessa una relazione sottoscritta dagli
Assessori Muzio e Cosentino e dai dirigenti competenti. Una relazione arrivata poche ore prima del voto che, a mio avviso, non introduce nuovi elementi istruttori ma si limita a rafforzare le motivazioni già riportate nella delibera.
Anzi, pone un ulteriore interrogativo: se quella relazione rappresentava l’elemento decisivo per motivare il pubblico interesse, su quali basi sono stati espressi tutti i pareri precedenti? Non è una questione formale.
È una questione di tutela. Tutela dei consiglieri comunali chiamati a votare. Ma soprattutto tutela della stessa società sportiva, che dovrà affrontare un investimento economico molto rilevante.
Quando un progetto poggia su basi amministrative non sufficientemente solide aumenta inevitabilmente il rischio di rallentamenti, contestazioni o contenziosi. È proprio questo che avrei voluto evitare.
Tra le criticità evidenziate vi è anche l’assenza dei criteri generali comunali per disciplinare l’istituto dell’uso temporaneo previsto dall’art. 23-quater del DPR 380/2001.
La normativa consente al Consiglio di approvare direttamente una convenzione riferita a un singolo caso, ma questa dovrebbe rappresentare un’eccezione. Sarebbe stato più corretto adottare preventivamente criteri generali validi per tutti, evitando di costruire una disciplina “su misura” destinata inevitabilmente a costituire un precedente per casi futuri.
Ho espresso inoltre forti perplessità sulla motivazione dell’interesse pubblico connesso alla cosiddetta rigenerazione urbana. Nella relazione si richiama il recupero urbano e perfino il contrasto alla marginalizzazione sociale. Francamente ritengo che tali argomentazioni non descrivano il contesto di Via Nascosa e dei quartieri
circostanti, che non sono aree degradate né caratterizzate da fenomeni di marginalizzazione sociale. Il recupero riguarda il lotto privato interessato dall’intervento, non il quartiere nel suo complesso, ed è importante mantenere questa distinzione.Permangono infine significative criticità sul piano della viabilità.
Il parere favorevole è subordinato a numerose prescrizioni, solo in parte recepite nella convenzione. La stessa convenzione, infatti, consente l’apertura dell’impianto anche prima della realizzazione del marciapiede e della pista ciclabile, sostituendoli temporaneamente con percorsi provvisori e personale dedicato.
Inoltre il progetto definitivo delle opere di urbanizzazione non è ancora disponibile e dovrà acquisire ulteriori autorizzazioni, comprese quelle della Regione Lazio per la fascia frangivento. Anche questi elementi, a mio giudizio, avrebbero meritato un approfondimento prima del riconoscimento del rilevante interesse pubblico.
Mi auguro sinceramente che tutto proceda senza ostacoli. Tuttavia l’esperienza amministrativa insegna che accelerare senza consolidare adeguatamente le basi istruttorie può esporre anche i migliori progetti a rallentamenti e contenziosi. È questo il rischio che ho voluto evidenziare.
Durante il dibattito molti consiglieri hanno condiviso dubbi, criticità e richieste di modifica della convenzione. Al momento del voto, però, quelle criticità sono rimaste integralmente negli atti approvati. Per questo ho ritenuto che l’unica posizione coerente fosse quella di non partecipare al voto.
Continuerò a sostenere ogni iniziativa seria che consenta allo sport pontino di crescere. Ma continuerò anche a chiedere che decisioni così importanti siano accompagnate da istruttorie complete, autonome e solide, perché soltanto così si tutelano davvero la collettività, i consiglieri chiamati a deliberare e le società sportive che investono sul futuro della nostra città”.
Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi (Capogruppo Movimento 5 Stelle Latina).
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