OpenAI compie un nuovo passo nel settore sanitario con ChatGPT Health, la funzionalità che consente agli utenti di integrare nel chatbot cartelle cliniche, referti di laboratorio e dati provenienti da applicazioni dedicate alla salute, come Apple Salute.
La distribuzione è iniziata negli Stati Uniti per tutti gli utenti maggiorenni e, almeno nella prima fase, è disponibile sul web e sull’app per iPhone. L’obiettivo dichiarato è trasformare ChatGPT in uno strumento capace di aiutare le persone a interpretare meglio le proprie informazioni sanitarie, seguire l’evoluzione degli esami nel tempo e prepararsi alle visite mediche.
OpenAI precisa però che ChatGPT Health non sostituisce un medico e non è progettato per formulare diagnosi o prescrivere trattamenti, ma per offrire un supporto nella comprensione dei dati clinici.
- Come funziona ChatGPT Health e quali dati può leggere
Con il consenso dell’utente, ChatGPT Health può accedere ai dati presenti nelle cartelle cliniche digitali, nei referti medici e nelle applicazioni compatibili, come Apple Salute.
In questo modo il chatbot può confrontare nuovi esami con quelli precedenti, riassumere i cambiamenti avvenuti dall’ultima visita, spiegare in linguaggio semplice un referto oppure individuare possibili correlazioni tra sonno, attività fisica, allenamenti e parametri vitali.
Secondo OpenAI, oltre 300 milioni di persone utilizzano ogni settimana ChatGPT per porre domande sulla salute. Finora, però, queste conversazioni si basavano spesso su informazioni frammentarie. Collegando i propri dati, il sistema dovrebbe essere in grado di fornire risposte più personalizzate e contestualizzate.
L’azienda assicura inoltre che le informazioni sanitarie non vengono utilizzate per addestrare i modelli di intelligenza artificiale e che gli utenti possono scegliere quali dati condividere e revocare l’accesso in qualsiasi momento.
Cosa può fare davvero l’intelligenza artificiale in ambito medico
Durante la presentazione del servizio, Ashley Alexander, vicepresidente dei prodotti sanitari di OpenAI, ha dichiarato che i modelli dell’azienda sono oggi in grado di “ragionare a livelli superiori a quelli di un medico”.
Una frase che ha alimentato il dibattito nella comunità scientifica.
Molti esperti, infatti, ricordano che ottenere risultati eccellenti nei test non significa poter sostituire il lavoro di un professionista. Un medico raccoglie la storia clinica del paziente, osserva i sintomi, prescrive esami e si assume la responsabilità delle decisioni terapeutiche. Un chatbot, invece, può elaborare soltanto le informazioni che riceve e non è in grado di effettuare una visita clinica.
Per questo motivo, numerosi ricercatori vedono nell’IA uno strumento di supporto per interpretare documenti sanitari o preparare una visita, ma non un sostituto del giudizio medico.
Gli studi: quanto è affidabile ChatGPT nelle diagnosi e nelle emergenze
I dubbi principali riguardano soprattutto la gestione delle situazioni più delicate.
Diversi studi hanno evidenziato che i modelli di intelligenza artificiale possono ottenere ottime prestazioni nell’analisi di casi clinici completi, ma incontrare maggiori difficoltà quando devono valutare pochi sintomi iniziali o stabilire se una persona debba rivolgersi immediatamente al pronto soccorso.
Una ricerca sul triage sanitario ha mostrato come il sistema possa, in alcuni casi, sottovalutare vere emergenze oppure, al contrario, considerare urgenti situazioni che non lo sono. Il rischio più grave resta naturalmente il primo: convincere un paziente a rimandare cure che potrebbero essere necessarie.
Per questo la maggior parte degli specialisti continua a raccomandare di utilizzare strumenti come ChatGPT solo come supporto informativo, senza affidare all’intelligenza artificiale decisioni cliniche importanti.
Il caso dell’embolia polmonare che riaccende il dibattito
Il lancio di ChatGPT Health arriva pochi giorni dopo una causa intentata contro OpenAI da un utente della Florida.
Secondo l’accusa, il chatbot avrebbe minimizzato sintomi riconducibili a un’embolia polmonare, inducendo l’uomo a ritardare il ricorso alle cure mediche. Le misure di sicurezza che avrebbero dovuto suggerire di contattare immediatamente un professionista non avrebbero funzionato in modo affidabile.
Le responsabilità dovranno essere accertate dai tribunali, ma il caso ha riaperto una questione destinata a diventare sempre più centrale con la diffusione dell’intelligenza artificiale: chi risponde quando un utente interpreta il suggerimento di un chatbot come una vera indicazione medica?
OpenAI continua a ribadire che ChatGPT non deve essere utilizzato come sostituto dell’assistenza sanitaria professionale e che, in presenza di sintomi importanti, è sempre necessario consultare un medico.
Privacy dei dati sanitari: quali garanzie offre OpenAI
Oltre all’affidabilità delle risposte, resta aperto anche il tema della protezione dei dati sanitari.
Collegando cartelle cliniche e applicazioni dedicate alla salute, gli utenti condividono informazioni particolarmente sensibili, come diagnosi, farmaci, esami, parametri vitali e dati sull’attività fisica.
OpenAI sostiene che questi dati siano protetti con misure di sicurezza dedicate e che ogni utente possa decidere quali informazioni condividere e revocare in qualsiasi momento le autorizzazioni.
ChatGPT Health rappresenta uno dei progetti più ambiziosi dell’azienda nel settore sanitario e potrebbe diventare uno strumento utile per comprendere meglio la propria storia clinica. Il confine, però, resta netto: l’intelligenza artificiale può aiutare a leggere un referto o organizzare informazioni mediche, ma non può sostituire una visita, una diagnosi o il giudizio di un professionista.
Potrebbe interessarti anche: Disinstallazioni record per ChatGpt, OpenAI promette modifiche ad accordo con Pentagono
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Martina Beretta
Source link
