Il grande sogno di Puglia e Lucania e Miss Cinema 2026
A cura di Enrico Tedeschi
Ancora un grande evento nello scenario di una delle piazze più belle del Sud, quella principale della sempre più conosciuta e gettonata “perla del nord barese”. Di scena la bellezza. Anzi, meglio “la Bellezza nella Bellezza”, parlando delle 19 ragazze in passerella in questo centralissimo “Borgo antico sul mare”, già set di spot e importanti produzioni cinematografiche e televisive. Il che spiega anche il perché è a Giovinazzo che ormai si tiene una delle prefinali regionali più importanti di Miss Italia, quella per l’ambitissimo titolo di Miss Cinema Puglia 2026.
Un merito da ascrivere alla giovinazzese Carmen Martorana – attrice per hobby oltre che responsabile per Puglia e Basilicata del concorso guidato da Patrizia Mirigliani – a cui si deve la consolidata tradizione di una fascia dedicata alla “settima arte” legata alla sua città, visto che si può anche tranquillamente affermare che il cinema è davvero di casa qui. Basti un accenno ai set e ai film di Sergio Rubini e Sebastiano Rizzo, per citare i più noti. Giovinazzo, infatti, oltre a vantare tra i suoi cittadini rilevanti figure del settore, è anche il buen retiro di registi come Rossella De Venuto e Pippo Mezzapesa, che vi hanno girato i loro film più premiati.
Impossibile poi non menzionare la cittadinanza onoraria conferita, sette anni fa, al regista e attore John Turturro, e un cognome che è solo di questa città come con orgoglio ricorda lui stesso anche nelle interviste più importanti. Un legame con le sue origini italiane e meridionali viscerale che affiora anche dalla sua filmografia: è a suo padre Nicola, giovinazzese emigrato in America, che ha infatti dedicato il suo primo grande lavoro, il film cult Mac (1992). Non solo: avendo pure appreso di un qualche legame tra Giovinazzo e il protagonista romanzato di Umberto Eco durante una sua venuta qui, non è poi difficile ipotizzare che sia nata così l’idea di un remake a puntate del celeberrimo Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud (del1986 con Sean Connery).
Peccato per la Città, per l’artista e per l’imponente serie televisiva uscita nel 2019 che, penalizzata da una sceneggiatura appiattita sul solo racconto storico della “Disputa di Perugia” del 1327 — come nell’originale di partenza — abbia poi avuto un tiepido successo internazionale. Ben diverso dal successo planetario che avrebbe potuto riscuotere se solo qualcuno gli avesse parlato di una pergamena del 1333 custodita nel rilevantissimo Archivio Storico Diocesano della città: la prova che dietro il Guglielmo di Eco non poteva che nascondersi che quello che era uno dei massimi teologi del tempo, Guglielmo di Alnwick e Vescovo di Giovinazzo dal 1329 al 1333. Le sue reali e avventurose vicende, nonché la sua misteriosa scomparsa ad Avignone, avrebbero riscritto in modo spettacolare l’intera storia e chiuso pure quel finale rimasto in sospeso nel romanzo. Purtroppo sapemmo di quel remake troppo tardi né si poteva fare più nulla a produzione già in corso. Un danno enorme anche per la Cultura, ma “acqua passata non macina più”, per ora fermiamoci qui con questo argomento e chiudiamo con una nota positiva: il definitivo ritorno a casa sua «per finalmente goderci un meritato riposo» di un altro giovinazzese d’eccezione: Francesco Panni, il noto costumista, tra i molti successi a sua firma, del film Premio Oscar Mediterraneo di Gabriele Salvatores.
Al di là dell’ammirazione e degli appunti per eventuali location – e una notizia che rendiamo pubblica per la prima volta affinché possa arrivare a chi gestisce speranze e futuro del nostro territorio –la storia a sé del grande interesse per Giovinazzo e le visite di Premi Oscar del calibro della pugliese doc Gabriella Cristiani e di Lina Wertmüller. E quest’ultima anche più volte qui, e con l’altrettanto indimenticabile marito Enrico Job, anche per un’accurata ricognizione dei luoghi da cui scaturì la nascita di un grande sogno: quello di fare dell’imponente e centralissimo Istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo, con partnership private o magari come sede distaccata dell’Accademia delle Arti di Bari, un Centro Sperimentale di Cinematografia del Sud dedicato allo studio dell’audiovisivo. Un progetto rimasto abbozzato solo per grandi linee, ma più che credibile già in partenza avendo come punto di forza anche la quasi contiguità di Giovinazzo con la famosa “Bari del Miglio dei Teatri”, prestigiosissimo Teatro Petruzzelli in testa, e Capitale di Puglia che vanta pure un’eccellenza internazionale come il Conservatorio “Niccolò Piccinni”.
Un colosso della formazione musicale del Mezzogiorno e dell’intero Paese, diventato tale grazie a un eccezionale pugliese d’adozione: l’indimenticabile Maestro Nino Rota che, trasferitosi qui da giovane, lo ha diretto per circa trent’anni. Fu proprio durante la sua direzione a Bari che Rota vinse il Premio Oscar nel 1975 per la migliore colonna sonora de Il Padrino – Parte II del celebre regista e sceneggiatore americano Francis Ford Coppola. Un titano da 6 premi Oscar che non ha mai dimenticato le sue antiche radici lucane, al punto da acquistare l’ottocentesco “Palazzo Margherita” a Bernalda (MT) per realizzarvi un lussuoso hotel-boutique, dove non solo ha fatto sposare sua figlia Sofia (anche lei Premio Oscar), ma ne ha fatto «la sua casa in Italia» dove lavorare e accogliere illustri amici da ogni parte del mondo.
La cronaca di un concorso che, vista la fascia a tema, ha finito col trascinarci anche in un viaggio nel grande cinema mondiale, con Puglia e Basilicata al centro…come non ricordare dunque anche la breve vacanza a Giovinazzo dell’attore e regista Rocco Papaleo? Indimenticabile la video-intervista con la nota “Miss Chef nel Mondo” apulo-lucana Mariangela Petruzzelli, nel 2005, e «quasi un segno di un destino segnato» girata sull’alto della torre medievale di “Palazzo Tedeschi”. Un omonimo di quel “palazzo delle leggende” della sua Lauria, e sicuramente titolato così perché in qualche modo legato alle vicende del ramo lucano di questa antica famiglia. Scherzi del destino o meno, adesso è una dimora che è un simbolo del legame che esiste «tra due terre che sono un tutt’uno» nel sogno tenuto vivo dagli eredi di chi, giunto qui bambino da Potenza, volle che nella città che lo aveva adottato ci fosse “un palazzo di famiglia “che rappresentasse i tanti che, nel tempo, hanno cambiato nome o sono andati persi.
Nella nostra città e con metà sangue lucano nelle vene, dunque, impensabile che non ci fossimo, questo 11 luglio, all’appuntamento per l’importante fascia di Miss Cinema, sapendo della presenza della Miss Italia in carica, «orgogliosamente nata e proveniente da Anzi, in provincia di Potenza». La splendida ed empatica Katia Buchicchio che è la prima della Basilicata a vincere questo titolo nei quasi 90 anni del concorso di bellezza più importante d’Italia. Un’occasione, questa nostra partecipazione all’evento, che ci ha offerto lo spunto per una riflessione più ampia proprio guardando bene le ragazze in passerella: tutte senza tatuaggi o piercing a testimoniare evidentemente il giusto valore e il rispetto dato da ciascuna al proprio corpo. Quanto è stato sufficiente a farcele apparire veramente vicine a quell’ideale di perfezione che i greci sintetizzarono nella parola kalokagathìa: truccate, sì, ma belle di una bellezza intatta fuori quanto dentro. Almeno stando ai loro racconti di sé, di quello che fanno e dei loro sogni nel cassetto affidati a questa competizione che premia non solo l’avvenenza, ma anche la cultura e la personalità delle concorrenti in gara.
Una passerella che è anche riuscita a farci vedere una Miss Italia lontana dagli stereotipi che circolano su queste manifestazioni e chi vi partecipa: e dunque non come un’occasione per mettersi semplicemente in mostra, bensì come un’opportunità per poter uscire dall’ombra dell’anonimato per mostrare non solo il corpo, ma anche il proprio talento. In una società sempre più liquida e priva di punti di riferimento, una manifestazione che finisce quasi per rivestire un ruolo pedagogico. E lo fa in modo spettacolare e diretto, attraverso l’esempio e il messaggio positivo che queste «selezionatissime brave ragazze» trasmettono a coetanee e non da un palco. Perciò, prima di passare alla cronaca dell’evento, quantomeno doveroso rendere merito a queste concorrenti venute da ogni angolo della Puglia citandone ameno i nomi: Giulia Baldassarra, Sofia di Biccari, Maria Casadibari, Roberta Conte, Dafne Cutugno, Luisa Maria Fiore, Maria Pia Fornario, Chantal Kassi, Zaira Lillo, Ilenia Magarelli, Chiara Meoli, Flavia Minuti, Giulia Natilla, Nicole Ranieri, Gaia Renella, Aurora Savino, Giada Serìo, Mariachiara Sfregola e Miriam Vestito.
Andando alla serata, organizzata con il patrocinio del Comune di Giovinazzo e le immagini in diretta di Antenna Sud nella cornice di una delle più ampie e affascinanti piazze del Sud, prendi un conduttore brillante come l’attore e presentatore Christian Binetti, aggiungi la coinvolgente voce della cantante Elena Cappiello, le note del duo Nicola Ippolito – Stefano Racanelli e la riuscita coreografia di bravissime ballerine… ed ecco in poche parole ciò cui abbiamo assistito: un vero e proprio spettacolo, degno di una rete nazionale e dell’importante fascia in palio, preceduta dalla giusta suspense quasi condivisa con le tre emozionate, e tutte bellissime, finaliste sul palco: Aurora Savino e Mariachiara Sfregola della vicina Bitonto e Giada Serìo della suggestiva San Pietro Vernotico (BR). Persino l’aggiunta per noi di un piccolo brivido di soddisfazione in più quando le finaliste sono poi rimaste in due, per via della scommessa fatta con noi stessi su chi avrebbe vinto – da talent scout non ancora del tutto arrugginiti – sin dalla prima passerella di tutte insieme.
Qualcosa che ci ha riportato indietro di decenni, nel passato di una Giovinazzo arrivata sul tetto del mondo grazie alla bellezza delle sue modelle e alle emozioni provate allora da fotoreporter prestatici alla moda: un salto a un magico 1987 che ha visto una giovanissima Carmen Martorana arrivare addirittura seconda a Miss Italia nel Mondo e un’altra giovinazzese dal fisico da paura che avevamo scoperto noi, e cui non interessava nemmeno fare la modella…ma che, step by step, regionali a Porto Tricase (LE) nazionali e internazionali sulla Costiera Amalfitana, è andata invece a vincere nientemeno che la prima edizione del New Model Today: la manifestazione senza risparmi di mezzi che dall’Italia – intera finale internazionale con i big del momento trasmessa da Rai 1– lanciava una poderosa sfida diretta al gigante americano The Look of the Year per spezzare il monopolio di quel concorso che dettava legge nel mondo della Moda inondando persino l’Europa di modelle e modelli d’oltreoceano. La storia incredibile, anche fotografica, ancora nel nostro cassetto che racconta l’avventura della «ragioniera di Giovinazzo che aveva vinto in una serata 120 milioni di lire a un concorso di bellezza» come titolò il nostro maggiore quotidiano, in un mezzo paginone dedicato alla notizia di quella italiana del Sud, pugliese, che aveva vinto sbaragliando motivate concorrenti giunte da ogni parte del mondo.
Un “amarcord” che è un voluto fil rouge tra passato e presente e tornando alla cronaca: è poi stata una scommessa persa con noi stessi – anche da veterani di concorsi nel ruolo di giurati – il verdetto finale per l’assegnazione della fascia e non certo qualcosa che ci potesse far dire il classico “in Areopago iudicatum est”. Per cui ammettiamo di esserci sentiti un po’ spiazzati, ma una sensazione spiacevole durata un attimo e subito rimossa pensando a una scelta strategica e agli altri titoli da assegnare. E comunque Miss Cinema 2026 è la immediatamente comunicativa Aurora Savino, 19 anni, studentessa di Ingegneria Gestionale e appassionata di danza classica, moderna e contemporanea. A premiare la giovane e spigliata bitontina è stata la presidente di giuria Rosanna Calcagnile (CEO & founder dell’Accademia di Moda e Design “Calcagnile” di Lecce), insieme a Mariangela Stufano (la giovinazzese eletta Miss Italia Puglia 2000). Sempre al fianco della “padrona di casa” che l’aveva accompagnata verso il titolo, a fare da madrina dell’evento la splendida e genuina Katia Buchicchio, la Miss Italia in carica prima del passaggio di fascia e corona previsto a settembre.
Molte sono ancora le fasce da attribuire che garantiranno l’accesso alle prefinali nazionali. Ecco le prossime date da segnare in agenda per questi appuntamenti dedicati al glamour e alla bellezza: Domenica 26 Luglio, finale regionale con in palio il titolo di “Miss Sorriso” a Gioia del Colle, 12 agosto “Miss Givova” a Bisceglie e infine Sabato 29 Agosto, finalissima Regionale per la fascia più ambita e prestigiosa, quella di Miss Italia Puglia 2026, a Sammichele di Bari. Ancora tre grandi appuntamenti, dunque, firmati Carmen Martorana Eventi. Di una cosa intanto siamo certi: ne vedremo delle belle — anzi delle bellissime — e il riferimento non è soltanto allo splendore delle ragazze in gara, ma alla magia di kermesse come queste e capaci di riservare continui colpi di scena. Ci piace chiudere questo lungo viaggio tra passato e presente, cinema e bellezza, con l’augurio di un futuro nuovo non solo per chi sfila sul palco, ma anche per i luoghi straordinari che ospitano e sono rilanciati da questi eventi. Ma lo facciamo aggiungendoci pure la speranza si realizzi un sogno lontano, non solo personale e più che possibile. Vedere nascere negli enormi e incredibili spazi del centralissimo Istituto di Giovinazzo quell’Accademia di Cinema che, potendo contare sui tanti docenti di assoluta eccellenza e fama sparsi tra Puglia e Lucania, sia luogo di formazione per registi, attori e tecnici, evitando la regolare fuga dei nostri migliori talenti all’estero e anzi richiamando chi è dovuto andar fuori.
In sintesi, parliamo di un’accademia che non sforni solo artisti, ma crei un vero e proprio “ecosistema virtuoso” capace di trasformare la creatività in economia reale e l’identità locale in una risorsa globale. Un tassello in più per un altro sogno possibile: proporre questa piccola “perla dell’Adriatico” come potenziale Sito UNESCO per la sua storia, l’arte e le produzioni di nicchia che condivide con le continue città di cui è l’affaccio sul mare.
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Redazione Corriere PL
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