Professione
05 Agosto 2026
Il Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica critica duramente il decreto attuativo sulle borse di specializzazione: importi giudicati insufficienti, iter troppo lento e appena 172 borse annue per la medicina veterinaria a fronte della perdita attesa di 2.000 veterinari nel SSN nei prossimi cinque anni
di Redazione Vet33
“Poco, tardi e male” è il giudizio netto del Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica (SIVeMP) sul decreto attuativo con cui il Governo ha concluso, il 31 luglio, un iter di ripartizione delle borse di studio per specializzandi veterinari, farmacisti, biologi, psicologi, odontoiatri, fisici e chimici, iniziato a gennaio 2025. Secondo il sindacato, il provvedimento arriva dopo mesi di ritardi che hanno avuto conseguenze dirette sulla vita di migliaia di giovani laureati.
Il ritardo che ha bloccato l’avvio delle scuole di specializzazione
Il SIVeMP ricostruisce le tappe di un percorso definito “decisamente laborioso”: quando la legge di bilancio aveva stanziato le risorse per la formazione post-laurea dei sanitari non medici chirurghi, la notizia aveva inizialmente entusiasmato gli aspiranti specialisti. L’inerzia nel definire il riparto delle risorse ha però generato forte delusione, aggravata dal livello di reddito richiesto per accedere alle borse, fissato a un massimo di 7.750 euro annui, soglia oltre la quale si resta esclusi dal contributo di circa 4.000 euro lordi l’anno.
Secondo il sindacato, il ritardo nella ripartizione ha addirittura bloccato l’avvio di uno o due anni accademici specialistici in quasi tutti gli Atenei, causando un danno concreto al diritto allo studio e alle prospettive occupazionali di migliaia di giovani laureati, al punto che molti di loro avevano chiesto di essere esclusi dalle borse pur di poter essere immatricolati senza perdere tempo prezioso.
Il ruolo di SIVeMP e Fnovi nel definire il decreto
Il sindacato sottolinea come il decreto, anche grazie all’azione incalzante degli specializzandi sostenuti dallo stesso SIVeMP e dalla Fnovi, introduca la possibilità per gli Atenei di immatricolare candidati idonei privi di borsa di studio, così da consentire alle università di svolgere regolarmente i programmi annuali di specializzazione senza limitazioni.
I criteri di assegnazione ancora da chiarire
Conclusa quella che il sindacato definisce “la fase gestazionale”, si apre ora la fase più delicata: la ripartizione e l’assegnazione effettiva delle borse. Trattandosi di denaro pubblico, secondo SIVeMP le risorse dovrebbero essere concentrate su scuole e discipline di prevalente utilità per il Servizio Sanitario Nazionale. Il sindacato si dichiara “curioso di sapere quali criteri saranno adottati da Accademia, Regioni, Asl e Izs per dare effettività all’integrazione dei saperi e del saper fare in campo”.
La richiesta di un trattamento economico adeguato
Per il SIVeMP, se il Governo intende davvero reclutare professionisti motivati, competenti e immediatamente operativi nei ruoli del SSN, il tema del riparto sarà decisivo, ma ancora più rilevante sarà l’incremento del valore economico delle borse, che da quello che il sindacato definisce un “argent de poche” (denaro da tasca, nel senso di importo simbolico) dovrebbero trasformarsi in un trattamento economico ben più consistente, allineato alle regole e agli importi previsti dai contratti di formazione lavoro.
Le 172 borse per la veterinaria giudicate insufficienti
Il sindacato definisce il provvedimento “un modesto e zoppicante avvio di un processo di cui il Governo certo non potrà fare vanto”, evidenziando che alla medicina veterinaria sono riservate solo 172 borse di studio l’anno, un numero giudicato non sufficiente a fronteggiare il ben più intenso turn over atteso nel SSN, che perderà circa 2.000 veterinari nei prossimi cinque anni.
La richiesta di un confronto tra le componenti della professione
Il SIVeMP ribadisce l’urgenza di un confronto tra le diverse componenti della professione veterinaria, per coordinare le posizioni prima di un confronto strutturato con il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Ministero della Salute, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e le Regioni, con l’obiettivo di superare le criticità e gli errori di impostazione del sistema attuale e definire un modello più adeguato dal punto di vista sia dei fabbisogni sia del trattamento economico.
TAG: BORSE DI STUDIO, CARENZA VETERINARI, CONTRATTO DI LAVORO, FNOVI, MEDICI VETERINARI, SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE, SIVEMP, SPECIALIZZAZIONI, SSN
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