Otto anni dopo il crollo del Ponte Morandi, il 14 agosto torna a essere una giornata di memoria e riflessione per Genova e per l’Italia. Il disastro del 2018 provocò 43 vittime, spezzando numerose famiglie e cambiando per sempre la vita di migliaia di persone. Nel giorno dell’anniversario, esponenti delle istituzioni e delle parti sociali hanno ricordato le vittime, sottolineando al tempo stesso la capacità della città di reagire e la necessità di rafforzare sicurezza e manutenzione delle infrastrutture.
Ponte Morandi, Zangrillo: “Genova ha saputo rialzarsi”
Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha ricordato il significato personale e collettivo della tragedia. Il crollo del Ponte Morandi, ha osservato, rappresentò una ferita profondissima per l’Italia e colpì in modo particolare Genova, sua città natale. Il bilancio fu di 43 persone innocenti morte, mentre molte famiglie furono distrutte e migliaia di cittadini videro la propria esistenza trasformata.
Zangrillo ha rivolto il pensiero ai familiari delle vittime e a quanti continuano a convivere con le conseguenze di quella tragedia. Accanto al dolore, però, il ministro ha indicato nella reazione dei genovesi una lezione per tutto il Paese: la capacità di resistere, rialzarsi e trasformare una tragedia in un percorso di ricostruzione e speranza.
Per Zangrillo, il nuovo ponte sul Polcevera rappresenta proprio questa capacità. Non soltanto un’opera infrastrutturale, ma il simbolo di una comunità che ha scelto di andare avanti senza cancellare ciò che è accaduto. Custodire la memoria e, nello stesso tempo, continuare a costruire il futuro con dignità e coraggio è, secondo il ministro, lo spirito che Genova ha dimostrato.
Locatelli: “La memoria deve tradursi in sicurezza”
Anche la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha ricordato l’ottavo anniversario del crollo, rivolgendo il proprio pensiero alle 43 vittime, ai loro familiari e all’intera comunità genovese. La città, ha sottolineato, ha affrontato quella tragedia mostrando forza e dignità. Per Locatelli, tuttavia, ricordare non può limitarsi alla commemorazione. La memoria deve diventare un impegno concreto e quotidiano per garantire maggiore sicurezza, responsabilità e tutela delle comunità.
Fumarola: “Il crollo del Ponte Morandi non fu una fatalità”
Sul tema delle responsabilità è intervenuta anche la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola. Nel giorno dell’anniversario, il sindacato ha rinnovato la propria vicinanza alle vittime, alle loro famiglie e a tutta Genova, richiamando anche la sentenza del 16 luglio.
Secondo Fumarola, quel verdetto ha confermato che il crollo non fu una fatalità, ma il risultato di mancate manutenzioni, individuando in primo grado responsabilità molto gravi. Da qui, secondo la leader della Cisl, nasce la necessità di evitare che tragedie simili possano ripetersi.
La Cisl chiede quindi maggiori investimenti strutturali nella manutenzione delle opere pubbliche e controlli costanti nel tempo. Fumarola richiama inoltre l’esigenza di trasparenza nelle concessioni e negli appalti e di legalità lungo l’intera filiera, dalla progettazione alle ispezioni, passando per la qualificazione delle imprese e l’attività nei cantieri.
Una linea che, secondo il sindacato, deve riguardare tanto le infrastrutture piccole e medie quanto le grandi opere in costruzione nel Paese. La crescita dell’Italia, conclude Fumarola, deve procedere insieme alla sicurezza sul lavoro, alla legalità e alla responsabilità sociale.
Fontana: “Una pagina indelebile per il Paese”
Anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha voluto ricordare l’anniversario del crollo del Ponte Morandi, definendolo una delle pagine più dolorose e indelebili della storia italiana. Il suo pensiero è andato innanzitutto alle 43 vittime e ai loro familiari. Fontana ha inoltre espresso la propria vicinanza alla comunità genovese, sottolineando la straordinaria forza, solidarietà e coesione con cui la città ha reagito alla tragedia.
Ponte Morandi, Brunetta: “Serve una vera cultura della manutenzione”
Il presidente del Cnel Renato Brunetta ha collegato il ricordo del Ponte Morandi alla necessità di cambiare approccio alla gestione delle infrastrutture. Otto anni fa, ha ricordato, il crollo sul Polcevera provocò 43 morti e ferì profondamente Genova e l’intero Paese. Il pensiero va quindi prima di tutto alle vittime e ai loro familiari, per i quali nessuna sentenza può cancellare il dolore.
Brunetta ha ricordato anche le recenti decisioni giudiziarie di primo grado che hanno riguardato dirigenti pubblici e privati ritenuti responsabili, a vario titolo, del disastro. Ma, oltre alle responsabilità accertate dalla magistratura, secondo il presidente del Cnel è necessario trarre una lezione più ampia.
La ricostruzione in tempi rapidi del viadotto sul Polcevera, infrastruttura fondamentale per la Liguria e per la rete logistica nazionale, ha dimostrato secondo Brunetta che l’Italia può intervenire rapidamente e con risultati efficaci. La stessa capacità dovrebbe ora essere utilizzata per costruire una vera “cultura della manutenzione”.
Il patrimonio infrastrutturale italiano, osserva Brunetta, comprende opere che hanno ormai superato i 60 anni e che sono state realizzate con materiali soggetti a un deterioramento più rapido rispetto alle previsioni originarie. Per questo serve una cura costante e programmata, dagli edifici scolastici alle infrastrutture strategiche per la competitività, comprese strade, porti e aeroporti.
La manutenzione, conclude il presidente del Cnel, non deve essere considerata soltanto un costo: può creare occupazione qualificata, prolungare la vita delle opere, aumentare il valore del patrimonio pubblico e mantenere collegati i territori. La sicurezza dei cittadini e dei lavoratori rappresenta il punto di partenza della crescita economica e culturale. Prendersi cura delle infrastrutture esistenti significa quindi investire nel futuro, affinché un’altra tragedia come quella del 14 agosto 2018 non debba mai più ripetersi.
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Alessandro Bolzani
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