Scuola, bollo, lavori e panchine


Anche ad Arezzo è ricominciato l’anno scolastico, con gli studenti aretini che, volenti o nolenti, sono tornati sui banchi nelle aule. Un Liceo cittadino lo ha fatto in maniera originale, organizzando un flash mob danzando sulle note di Buon Vento di Jovanotti e Alfa. E dopo un’estate assai afosa, un po’ di… Buon Vento è l’auspicio che può Jovare a tutti. Ottima quindi la scelta musicale, seppure le zeppole di Jovanotti facessero sputicchiare un po’ in giro. Perchè se si fosse cominciato con Sfera Ebbasta, Rkomi o Gigi D’Alessio, parecchi si sarebbero presi a zainate sui coglioni e avrebbero chiesto di ripetere l’anno già al primo giorno.

Rumoroso anche il primo giorno degli studenti di elementari e medie, con gli insegnanti che dopo due ore già soffiavano più del lupo a buttare giù la casa di paglia dei porcellini. Peccato che la scuola italiana sia indietro più dei coglioni del cane e costringa i ragazzi a portare a scuola libri costosi e pesanti come manoscritti di biblioteche di abbazie e dopo aver speso i soldi in banchi con le rotelle già inutilizzati e che potrebbero in futuro servire a Casa Pia, Villa Fiorita ecc. come carrelli porta vitto e caffè d’orzo.

Classico, per le elementari, il tema “come ho trascorso le vacanze”, con alcuni svolgimenti veramente sorprendenti. Un figlio di un operaio del cantiere di Via Fiorentina ha scritto: “Beato il mio babbo che i lavori si fermano ogni 5/6 giorni e in vacanza ce lo mandano spesso“. Un bambino, vicino di casa del Sindaco Comanducci, ha scritto: “Saranno state anche vacanze estive, ma sento alla finestra che il mio vicino parla sempre di Casa di Babbo Natale, Elfi, neve, igloo, Casine da Villaggio Natalizio“. Originale anche un vicino di casa del perdente al ballottaggio a Sindaco Vincenzo Ceccarelli, che ha scritto: “Spero che il mio tema prenda dei bei voti. Per prenderne più del mio vicino di casa ne bastano pochi“.

Pure un tema a carattere di attualità naturistica ha visto coinvolto Ceccarelli. Il titolo del tema era “È tempo di vendemmia” e su uno svolgimento era scritto: “A ottobre si tromberà il vino… a Ceccarelli lo han trombato a giugno“. A fine primo giorno di scuola erano tutti senza parole, studenti e insegnanti per la raucedine a forza di berci, ma senza parole era anche qualche automobilista nell’ammirare fuori delle scuole parcheggi di auto talmente naif che, a confronto, Antonio Ligabue era uno che faceva le tracce sui muri per idraulici e elettricisti. Ma anche questo è un classico. Una volta almeno a scuola si poteva fare “chiodo” al Prato. Oggi, coi nuovi sistemi, il primo a sapere se a scuola non ci sei, sono proprio i genitori e se vai al Prato rischi di trovare il Comanducci a prendere le misure per il parcheggio della slitta di Babbo Natale, perchè lui la slitta sopra i marciapiedi delle scuole non ce la può mettere!

Dibattito anche in città per l’abolizione del bollo di circolazione su moto e molte auto, voluto dal Governo con più che sospetta coincidenza elettorale. Ora, dato che il bollo auto è una tassa regionale, il Presidente della Regione Eu/Genio Giani, quando si tuffa nei fiumi e ruscelli, si armerà di maschera e pinne per cercare fondi nei fondali dell’acqua. La Meloni potrebbe non fermarsi e proporre ulteriori agevolazioni a misura per ogni città. Per Arezzo si sta studiando che possa promettere entro l’anno che dal Mazzi la benzina sia a prezzi più graditi alla pompa… zona, quella, dove una volte le pompe erano gradite al di là del prezzo. Poi toglierebbe anche il pagamento al parcheggio della Misericordia, cosi la gente smette di dire “Misericordia! (e qualcos’altro) quando legge quanto ha speso.

Poi potrebbe promettere la Stazione Alta Velocità, l’uscita Arezzo Sud in autostrada in zona Albergo (ma Salvini l’ha consigliata male dicendole che è un Hotel e invece è un paese), poi anche l’aeroporto internazionale e lo scalo d’emergenza per la Nasa (tante le volte le Starlink di Elon Musk venissero falciate dalle pale dell’elicottero del Bertelli). E infine, la promessa più succulenta, ma solo per noi aretini, che in esclusiva e in confidenza, oltre che Giorgia, potremo chiamare la Premier Poponi invece che Meloni! Ma al di là dei poponi (o Meloni) è bene che non ci venga l’acquolina in bocca, perchè l’acqua qui è cara inguastita! Certo è che se la Meloni il bollo ce lo cavava a maggio non se stava a dire “io bollo” e a bollire tutta l’estate e invece ce lo cava quando arriverà il freddo! Un po’ come alla Lebole, dove d’estate si realizzavano i capi invernali e d’inverno quelli estivi. Ma alla Lebole si facevano abiti e invece i politici ci fanno… camiciola.

Breve video del Sindaco Comanducci e del Vice Gamurrini, presso il cantiere di Via Fiorentina. Nel video i due appaiono col giubbetto da cantiere giallo, catarifrangente, senza maniche… perchè anche a loro, vedendo il punto dei lavori, son caduti i bracci.

Nel video si notano le traforazioni e i grossi tunnel per il sottopasso che per ora non sono grossi quanto il buco dei soldi per realizzarlo. Inoltre alcune vasche che defluiranno le acque di eventuali temporali nel vicino Castro. Alcuni anfibi viventi nel torrente, rospi, rane, tritoni, girini e butulicchi hanno ringraziato, ma hanno fatto sapere che loro non possono contribuire economicamente ai lavori. L’unica è se rane e rospi diventano principi, ma qui ci vuole il bacio di qualche assessore/principessa tipo Tanti, Dentini, Sposato o Di Tommaso. Speriamo finisca come nelle fiabe!

Singolare gara di arte muraria nel cuore di Arezzo, dove squadre di muratori di tutta la toscana si sfideranno per la realizzazione di panchine con fioriere ai Giardini Porcinai e i lavori realizzati verranno distribuiti nei parchi cittadini L’iniziativa, organizzata dalla Scuola Edile di Arezzo e dalla ditta Sgrevi, è veramente bella e originale, oltre che utile. Esauriti tutti i posti del pubblico destinati ai pensionati, che quando c’è da veder lavorare fanno sold out!

È veramente fantastico vedere cosa si riesce a fare con l’arte dei muratori e per quanto riguarda le panchine, tutti faranno meglio di quelle di Piazza della Stazione in cui, oltre alla prima gettata di cemento, c’è voluta anche una rigettata… nel senso che fan rigettare. Ma stavolta… vinca il migliore!


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