PMI e cooperative, estesa all’intero Terzo Settore la garanzia 80% Mediocredito Centrale. Ma il tempo stringe, condizioni valide fino al 31 dicembre 2026 – L’Altra Sicilia


Michele Cappadona: «Le cooperative sociali (in quanto imprese sociali di diritto) hanno pieno titolo di accedere alla garanzia all’80% del Fondo di Garanzia PMI, misura estesa dallo scorso 22 settembre anche a tutti gli ETS iscritti al RUNTS. Nonostante l’accesso avvenga tramite il canale ordinario e non la Sezione Speciale non-profit, le cooperative beneficiano comunque delle tutele massime introdotte dai regimi temporanei vigenti fino al 31 dicembre 2026».

L’ente deve chiedere un finanziamento a una banca o ad un intermediario finanziario autorizzato, oppure a un Confidi. Il Fondo interviene garantendo una parte dell’operazione e riducendo il rischio sostenuto dal soggetto che concede il credito. Non è possibile inviare direttamente la richiesta al Ministero o a Mediocredito Centrale.

Si segnala invece che per le cooperative più piccole che utilizzano lo strumento del Microcredito Imprenditoriale gestito dall’ENM, si applica una copertura pubblica dell’80% per finanziamenti fino a 50.000 euro, che scende al 60% per la quota eccedente (fino al tetto massimo di 100.000 euro previsto per le società). Resteranno immutati i limiti massimi erogabili, fissati fino a 75.000 euro per le microimprese/lavoratori autonomi ordinari e fino a 100.000 euro per le srl. Permane l’assenza di garanzie da parte del richiedente: per i prestiti fino a 75.000 euro non possono essere chieste garanzie reali (es. ipoteche). I finanziamenti mantengono la durata estesa fino a un massimo di 10 anni. Potrebbero variare, dopo il primo gennaio, le percentuali (80 e 60 per cento) di garanzia.

Michele Cappadona, presidente Associazione Generale delle Cooperative italiane-AGCI Sicilia

«Fatti salvi i benefici già comunque riservata cooperative e PMI», commenta Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane-AGCI Sicilia, «la svolta strutturale riguarda l’accesso al credito nel comparto non profit italiano. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha sancito l’avvio operativo della Sezione speciale del Fondo di garanzia PMI interamente dedicata agli Enti del Terzo Settore (ETS) e agli enti religiosi civilmente riconosciuti.
La misura, attesa da tempo dal comparto, mette a disposizione una dotazione finanziaria iniziale di 10 milioni di euro. Tuttavia, grazie al cosiddetto “effetto leva” finanziario stimato a 1:16, lo strumento punta ad attivare oltre 160 milioni di euro in finanziamenti bancari complessivi. Si tratta di una boccata d’ossigeno cruciale per un settore che storicamente sconta forti barriere nell’interlocuzione con gli istituti di credito.
C’è però una scadenza ravvicinata da tenere sotto stretta osservazione da parte di PMI, cooperative ed ETS: l’attuale assetto normativo straordinario e le relative coperture di massimo vantaggio per le imprese e gli enti rimarranno in vigore fino al 31 dicembre 2026, data oltre la quale il Fondo è destinato a essere rimodulato verso il ritorno al regime ordinario».

Le condizioni: copertura all’80% e gratuità

L’aspetto più rilevante del provvedimento risiede nelle condizioni agevolative applicate alle richieste:

• Copertura all’80%: La garanzia pubblica copre stabilmente fino all’80% dell’importo erogato dalla banca, sia in modalità di garanzia diretta che di riassicurazione.

• Anche per Liquidità: A differenza delle PMI ordinarie – per le quali la copertura sui prestiti di liquidità è fissata al 50% – la Sezione Speciale Terzo Settore concede l’80% di copertura anche per esigenze di mera liquidità e capitale circolante.

• Gratuità totale: L’accesso ai servizi di garanzia della Sezione speciale è completamente gratuito per gli enti richiedenti.

• Taglio dei finanziamenti: Le operazioni sono ammesse fino a un massimo di 60.000 euro per singola operazione, fermo restando la possibilità per l’ente di attivare più linee di credito parallele.

Il “Fattore Tempo”: cosa succede il 31 dicembre 2026

La data del 31 dicembre 2026 rappresenta un vero e proprio spartiacque per la finanza agevolata italiana. L’attuale impianto normativo del Fondo di Garanzia PMI beneficia delle deroghe e delle estensioni strutturate negli ultimi anni.

A partire dal 1° gennaio 2027, salvo interventi governativi dell’ultimo minuto o nuove proroghe legislative, la disciplina complessiva del Fondo andrà incontro a una profonda revisione per il ritorno definitivo al regime ordinario. Questo potrebbe tradursi in un abbassamento delle percentuali di copertura pubbliche (es. contrazione delle coperture sulle liquidità o rimodulazione dei massimali per fascia di rischio) o nell’introduzione di criteri di valutazione del merito creditizio più stringenti per gli enti associativi. Gli esperti del settore suggeriscono quindi di presentare le istruttorie bancarie entro l’anno per blindare le attuali tutele.

A livello ufficiale, per le domande presentate a partire dal 1° gennaio 2027, è previsto il ritorno definitivo al regime ordinario del Fondo di Garanzia PMI. Ciò significa che l’attuale quadro temporaneo di massima agevolazione, prorogato dai decreti governativi fino al 31 dicembre 2026, cesserà di esistere.

Rimodulazione delle percentuali di copertura. Nel dettaglio, per le richieste inviate dal 2027 in poi, le coperture d’eccezione subiranno una decisa contrazione rispetto all’assetto attuale:

• Per i prestiti di liquidità: La copertura pubblica subirà un netto taglio, scendendo dall’attuale 80% previsto per la Sezione Speciale ETS al regime ordinario (che per le operazioni di liquidità standard si attesta storicamente al 50%).

• Per gli investimenti e le operazioni speciali: La percentuale dell’80% non sarà più estesa a pioggia sul microcredito o sulle operazioni generiche a prescindere dal rischio, ma verrà riallineata alle fasce ordinarie di merito creditizio previste dal modello di valutazione del Fondo.

Natura “strutturale” della Sezione ETS

Un punto fondamentale differenzia la Sezione Speciale Terzo Settore dai vecchi aiuti pandemici: l’apertura del Fondo agli ETS e agli enti religiosi è strutturale. Di conseguenza, dopo il 1° gennaio 2027:

• Gli enti non profit iscritti al RUNTS (e gli enti religiosi riconosciuti) manterranno il diritto di presentare domanda al Fondo.

• A cambiare non sarà la possibilità di accedere allo strumento, bensì le condizioni economiche e di rischio applicate ai loro finanziamenti, che diventeranno meno favorevoli e più rigide.

Consigliabile pertanto accelerare le delibere bancarie per trasmettere i modelli a Mediocredito Centrale (MCC) entro il termine ultimo di fine anno, così da blindare i tassi d’interesse ridotti e la copertura massima garantita dallo Stato

I provvedimenti e le fonti ufficiali

Per gli enti e i consulenti che desiderano esaminare i testi ufficiali e le istruzioni operative, i documenti di riferimento emanati dalle istituzioni sono i seguenti:

• Quadro Normativo Primario: la misura risiede nell’articolo 15-bis, comma 1, lettera d), del Decreto-Legge 18 ottobre 2023, n. 145 (convertito dalla Legge n. 191/2023), mentre lo stanziamento economico dei 10 milioni è stato autorizzato dall’articolo 5, comma 7, del Decreto-Legge 30 giugno 2025, n. 95.

• Comunicazione del MIMIT: la nota ufficiale di lancio è consultabile sul portale istituzionale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Avvio Sezione Terzo Settore.

• Nota del Ministero del Lavoro: il focus sulle linee guida e sui requisiti d’accesso per gli ETS è disponibile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Sezione Speciale ETS.

• Circolare Operativa MCC: il gestore Mediocredito Centrale ha chiarito le modalità tecniche di trasmissione delle domande con la fondamentale Circolare n. 6/2026 di Mediocredito Centrale.

La misura descritta in questo articolo (legata alla Circolare MCC n. 6/2026 per le garanzie sui finanziamenti bancari) non ha scadenze mensili e rimarrà accessibile alle condizioni attuali fino al 31 dicembre 2026. Questa agevolazione è completamente indipendente e distinta dall’Avviso n. 2/2026 del Ministero del Lavoro (relativo ai contributi a fondo perduto per progetti nazionali), la cui finestra di presentazione delle domande scade inderogabilmente alle ore 12:00 del 22 ottobre 2026.

«L’auspicio – conclude Cappadona – è quello che intervenga per tempo, previsto nell’ambito della prossima legge finanziaria, un provvedimento specifico adeguato in materia, che non lasci vuoti normativi sugli aiuti da mantenere e rafforzare verso cooperazione, solidarietà e no-profit».

 




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