Multe stradali, bollo auto, Imu e Tari: per migliaia di contribuenti arriva la possibilità di regolarizzare i debiti con Comuni, Regioni e altri enti territoriali senza pagare una parte delle somme richieste. Dal 16 ottobre 2026 si aprono le domande per la Rottamazione-quinquies degli enti locali, con scadenza fissata al 15 dicembre. La novità riguarda circa 1.500 enti che hanno aderito alla definizione agevolata. Non tutte le cartelle, però, possono essere rottamate: occorre verificare la natura del debito, il periodo di riferimento e soprattutto se l’ente creditore abbia adottato il provvedimento necessario. Agenzia delle entrate-Riscossione ha già attivato il servizio online per conoscere quali debiti rientrano nella misura e quanto bisognerà effettivamente versare. Per i contribuenti, dunque, il primo passaggio è controllare la propria posizione prima di presentare la richiesta.
Quali cartelle si possono pagare con l’agevolazione
La nuova procedura consente di definire in maniera agevolata i debiti relativi alle entrate degli enti territoriali che hanno aderito all’iniziativa.
Tra le somme potenzialmente interessate figurano:
- Multe per violazioni del Codice della strada.
- Bollo auto non pagato.
- Imu arretrata.
- Tari e altri tributi locali.
- Ulteriori entrate tributarie e non tributarie degli enti territoriali.
L’agevolazione non è automatica e non riguarda indistintamente tutti i contribuenti con debiti verso gli enti locali. La misura interessa esclusivamente i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione dagli enti che hanno approvato e comunicato l’apposito provvedimento. L’elenco completo, comprendente circa 1.500 enti territoriali, è consultabile sul sito ufficiale di Agenzia delle entrate-Riscossione.
Cosa viene cancellato con la Rottamazione-quinquies
Uno degli aspetti più importanti della definizione agevolata riguarda le somme che il contribuente non sarà più tenuto a corrispondere. Per i debiti ammessi, la Rottamazione-quinquies permette di versare il capitale residuo, insieme alle spese per eventuali procedure esecutive e ai diritti di notifica. Vengono invece eliminate alcune componenti che possono aver fatto aumentare nel tempo l’importo originariamente dovuto.
In particolare, non devono essere pagati:
- Le sanzioni comprese nei carichi ammessi.
- Gli interessi inclusi nei debiti.
- Gli interessi di mora.
- L’aggio.
Per le multe stradali, il meccanismo è differente: l’agevolazione elimina gli interessi, comprese le maggiorazioni comunque denominate, e l’aggio, ma non comporta la cancellazione della sanzione amministrativa principale. Lo sconto effettivo dipenderà quindi dalla composizione di ogni singolo debito.
Come scoprire se le proprie cartelle rientrano nella rottamazione
Prima dell’apertura delle adesioni, Agenzia delle entrate-Riscossione ha reso disponibile un servizio che permette di richiedere il prospetto informativo. Il documento contiene due informazioni fondamentali: l’elenco dei carichi che possono essere inseriti nella definizione agevolata e l’ammontare delle somme da versare. Il contribuente può ottenere il prospetto attraverso l’area riservata oppure utilizzando il servizio pubblico del portale.
Rottamazione-quinquies, richiesta con Spid, Cie o Cns
Chi accede all’area riservata del sito ufficiale di Agenzia delle entrate-Riscossione può autenticarsi mediante Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Per professionisti e imprese è previsto anche l’accesso attraverso le credenziali dell’Agenzia delle Entrate. Una volta effettuato l’accesso, bisogna individuare la sezione denominata “Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies enti territoriali)”. Dopo aver inoltrato la richiesta, il sistema invia entro le successive 12 ore un messaggio all’indirizzo e-mail indicato. La comunicazione contiene un collegamento attraverso il quale scaricare il prospetto informativo, disponibile per cinque giorni.
Come richiedere il prospetto senza accedere all’area riservata
Esiste anche una procedura alternativa per chi preferisce utilizzare l’area pubblica del sito. In questo caso occorre compilare il modulo presente nella stessa sezione dedicata alla Rottamazione-quinquies e allegare la documentazione di riconoscimento. Gli uffici procederanno alla verifica della richiesta. Se i documenti risultano corretti e la domanda viene presa in carico, il contribuente riceverà un’e-mail con il collegamento per scaricare il prospetto entro cinque giorni.
Rottamazione-quinquies, domande dal 16 ottobre
Le richieste di adesione alla Rottamazione-quinquies degli enti territoriali potranno essere presentate dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. La procedura sarà esclusivamente telematica. Non sono previste modalità alternative di presentazione rispetto ai servizi messi a disposizione da Agenzia delle entrate-Riscossione. Anche per l’adesione sono disponibili due percorsi.
Nell’area riservata, il sistema mostrerà automaticamente i carichi che possono essere rottamati. Il contribuente potrà scegliere quali includere nella domanda. Sarà inoltre necessario indicare la modalità di pagamento desiderata, scegliendo tra versamento in un’unica soluzione e rateizzazione.
Chi utilizza l’area pubblica, invece, dovrà compilare il modulo inserendo le informazioni richieste, tra cui:
- I numeri identificativi delle cartelle da definire.
- La modalità di pagamento prescelta.
- Un indirizzo e-mail al quale ricevere la ricevuta della domanda.
- La documentazione necessaria per il riconoscimento.
La presentazione della richiesta non determina immediatamente l’importo definitivo da pagare: sarà l’agente della riscossione a comunicare successivamente le somme dovute.
Rottamazione-quinquies, pagamento fino a 54 rate
La normativa prevede la possibilità di scegliere tra il pagamento integrale e una dilazione particolarmente lunga. Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà gli importi dovuti entro il 28 febbraio 2027. Chi sceglierà di saldare tutto in una volta dovrà effettuare il pagamento entro il 31 marzo 2027. In alternativa, sarà possibile suddividere il debito in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo. La legge stabilisce però un limite: ciascuna rata non potrà essere inferiore a 100 euro.
Le principali scadenze da ricordare sono quindi:
| Data | Cosa succede |
|---|---|
| 15 ottobre 2026 | Disponibile il prospetto informativo |
| 16 ottobre 2026 | Apertura delle domande |
| 15 dicembre 2026 | Termine per aderire |
| 28 febbraio 2027 | Comunicazione delle somme dovute |
| 31 marzo 2027 | Scadenza del pagamento in unica soluzione |
La rateizzazione permette di distribuire l’esborso nel tempo, ma richiede particolare attenzione al rispetto delle scadenze.
Cosa succede se non si pagano le rate
L’adesione alla definizione agevolata non garantisce il mantenimento del beneficio indipendentemente dai pagamenti effettuati. La legge individua precise circostanze nelle quali la rottamazione perde efficacia. Questo accade quando il contribuente non versa, oppure versa soltanto in parte, l’importo previsto per il pagamento in un’unica soluzione. Per chi sceglie la rateizzazione, la decadenza si verifica in caso di mancato o insufficiente pagamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell’ultima rata prevista dal piano. Non è quindi necessario saltare due scadenze consecutive per perdere i benefici della definizione agevolata. Prima di scegliere il numero delle rate, sarà importante valutare la sostenibilità degli importi e la possibilità di rispettare il calendario dei versamenti.
Imu, Tari e multe: attenzione ai debiti esclusi
Un altro aspetto fondamentale riguarda le modalità attraverso le quali gli enti locali riscuotono le proprie entrate. La Rottamazione-quinquies descritta da Agenzia delle entrate-Riscossione interessa soltanto i carichi affidati all’agente pubblico della riscossione. Restano fuori da questa specifica procedura i tributi che Comuni e altri enti gestiscono direttamente oppure affidano a concessionari privati. Per queste posizioni, tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto una possibilità distinta.
Gli enti territoriali possono infatti introdurre forme autonome di definizione agevolata attraverso apposite delibere e regolamenti. In questi casi, le modalità di adesione e di pagamento dipenderanno dalle decisioni adottate dal singolo ente. Chi non trova una cartella nel prospetto informativo non deve quindi presumere automaticamente che il proprio debito sia cancellato o che possa essere rottamato attraverso questa procedura. Occorre verificare chi gestisce la riscossione e quali eventuali agevolazioni siano state deliberate dall’amministrazione interessata.
Quali debiti dal 2000 al 2023 possono rientrare nella misura
L’estensione della Rottamazione-quinquies alle entrate degli enti territoriali è stata introdotta dal decreto legge numero 38 del 2026, il cosiddetto decreto fiscale, convertito con modificazioni dalla legge numero 88 del 2026. La disposizione amplia l’ambito della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Possono essere interessati i debiti tributari e non tributari affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 dalle Regioni e dagli enti locali aderenti.
Sono esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti. Per applicare l’agevolazione, l’ente interessato doveva adottare un apposito provvedimento, pubblicarlo sul proprio sito istituzionale e trasmetterlo ad Agenzia delle entrate-Riscossione entro il 31 luglio 2026. Questo requisito spiega perché la nuova rottamazione non si applichi indistintamente a tutti i territori.
Chi è decaduto dalle precedenti rottamazioni può aderire?
La normativa contempla anche alcune situazioni relative ai contribuenti che avevano già aderito a precedenti definizioni agevolate, perdendone successivamente i benefici. Possono rientrare nella Rottamazione-quinquies degli enti territoriali, purché rispettino tutti gli altri requisiti, i debiti già compresi nelle precedenti tre rottamazioni per i quali si è verificata la decadenza. La possibilità riguarda anche i carichi inseriti nella Rottamazione-quater e nella relativa riammissione, quando i benefici risultavano persi alla data del 30 settembre 2025.
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La legge prevede però un’esclusione specifica. Non possono essere nuovamente inseriti i debiti già compresi nei piani di pagamento della Rottamazione-quater, anche in caso di riammissione, per i quali al 30 settembre 2025 risultavano regolarmente pagate tutte le rate scadute. La distinzione è importante soprattutto per chi ha già utilizzato in passato strumenti di definizione agevolata.
Come verificare l’adesione del proprio Comune o della Regione
Per sapere se una cartella relativa a bollo auto, Imu, Tari o multe stradali può beneficiare della nuova procedura, il controllo deve partire dall’ente creditore. Il primo passaggio consiste nel consultare l’elenco ufficiale degli enti che hanno adottato il provvedimento. Successivamente è possibile richiedere il prospetto informativo, verificare i carichi ammessi e confrontare le somme originariamente richieste con quelle previste dalla definizione agevolata. Sul portale di Agenzia delle entrate-Riscossione sono disponibili anche un video esplicativo e le risposte alle domande più frequenti.
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