MATTINATA (FOGGIA) — C’è un cancello metallico con un lucchetto che da quasi un anno divide in due la contrada Mattinatella. E c’è una sbarra automatizzata, più avanti, che si alza solo per alcuni. In mezzo, una strada sterrata larga tre metri che il 6 agosto 1980 — quasi quarantasei anni fa — quattro fratelli decisero di vincolare per sempre al passaggio reciproco: chiunque avesse avuto un terreno lì, avrebbe potuto raggiungere il mare.
Leonardo Vaira, 61 anni, quel diritto ce l’ha scritto in un atto notarile. E da oltre dieci anni lo esercita portando al mare gli ospiti della sua attività di affitta camere, «Leonardo Casa Vacanze», aperta sul fondo che domina la baia. Ma dal 7 agosto 2025 tutto è cambiato.
Quel giorno — secondo quanto documentato nell’ordinanza del Tribunale di Foggia — i dipendenti del Centro Turistico Fontana delle Rose, la struttura che gestisce il terreno attraversato dalla servitù, hanno cominciato a chiedere 12 euro al giorno a ogni ospite per il passaggio. Poi è arrivata la sbarra meccanica. E poi, mentre un giudice stava già esaminando il caso, qualcuno ha piantato un cancello di metallo chiuso con un lucchetto proprio in mezzo al tracciato.
Da allora, Leonardo Vaira non ha più potuto accompagnare nessuno al mare seguendo la strada che secondo il Tribunale civile di Foggia ha diritto di percorrere con persone e mezzi.
A presidiare quel cancello e quella sbarra, secondo quanto denunciato da Vaira e raccolto in una missiva inviata alla nostra redazione, c’è un uomo che bloccherebbe le persone che chiedono di passare liberamente, questo almeno è quello che è accaduto all’avv. Rosario Coppola in plurime occasioni.
A capo del Centro Turistico c’è la sua legale rappresentante, un medico residente in Napoli, la stessa che — secondo quanto ricostruito nell’ordinanza del Tribunale — già nel 1980, all’epoca della stipula dell’atto costitutivo della servitù, esercitava attività turistico-ricettiva su quei terreni. Ed è proprio lei, spalleggiata dai suoi uomini che il 31 maggio e il 1° giugno 2026 avrebbe impedito personalmente a Vaira e ai suoi ospiti di transitare, nonostante l’ordinanza del giudice imponesse l’esatto contrario.
Lunedì 13 luglio 2026, racconta l’avv. Coppola Rossario, ospite del sig. Vaira, nella lettera che pubblichiamo in parte, la situazione sarebbe degenerata: “Sono stato personalmente respinto dalla legale rappresentante del Centro Turistico Fontana delle Rose e da due persone”. Coppola avrebbe filmato tutto e “ha già sporto denuncia”.
Due vittorie civili, l’Avv. Alberto Ciuffreda e la Procura che non si muove
L’Avv. Alberto Ciuffreda del Foro di Foggia, ha già vinto entrambi i gradi del giudizio cautelare civile. Prima il rigetto in sede monocratica, poi — il 23 dicembre 2025 — il pieno accoglimento del reclamo davanti al Collegio: il Tribunale di Foggia ha ordinato «l’immediata cessazione di ogni impedimento all’esercizio della servitù di passaggio», ingiungendo di «consentire il libero transito ai ricorrenti, ai loro familiari, ospiti e aventi causa a qualunque titolo» e disponendo la consegna del telecomando della sbarra.
Nell’ordinanza — che il Quotidiano ha visionato — i giudici hanno ritenuto che il mutamento di destinazione del fondo da agricolo a turistico-ricettivo «era oggettivamente prevedibile al momento della costituzione della servitù», anche perché la stessa società resistente «già alla stipula dell’atto pubblico del 1980 esercitava sui terreni oggetto di causa l’attività turistico ricettiva». Ed è questo, scrivono i giudici, un elemento che assume «rilievo decisivo»: chi oggi nega il passaggio agli ospiti di Vaira svolge, in sostanza, la stessa attività.
L’Avv. Alberto Ciuffreda ha poi avviato — e sta seguendo — anche il procedimento ex art. 669-duodecies c.p.c. per l’attuazione coattiva dell’ordinanza, e ha annunciato che assisterà Vaira anche nel procedimento penale conseguente alla denuncia-querela depositata il 1° giugno 2026 per elusione di provvedimento cautelare (art. 388 comma 2 c.p.), violenza privata (art. 610 c.p.) ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose (art. 392 c.p.).
Eppure la Procura di Foggia non ha ancora esercitato l’azione penale.
La vicenda di Mattinatella è il racconto di un paradosso istituzionale.
Sul piano civile, il sistema ha funzionato: l’Avv. Alberto Ciuffreda ha ottenuto in due gradi di giudizio il riconoscimento pieno del diritto di Vaira. Sono intervenuti i Carabinieri di Mattinata, che hanno intimato alla legale rappresentante del Centro Turistico e ai suoi uomini di consentire il passaggio. È intervenuta la Capitaneria di Porto, giungendo alle stesse conclusioni.
Ma se quei comandi — ordinanze del giudice, intimazioni dei Carabinieri, diffide della Capitaneria — restano lettera morta, e se nel frattempo la Procura non esercita l’azione penale, anche mediante il sequestro dell’area o l’allontanamento coattivo di questi tre signori dal Comune di Mattinata, la tutela giurisdizionale rischia di dissolversi in un’annunciazione senza seguito.
“Vaira ha già perso la stagione estiva 2025 e le festività pasquali del 2026: senza accesso al mare, la sua struttura è a rischio”. La stagione estiva è a rischio. E i suoi ospiti — tra cui l’avv. Coppola, che lunedì scorso è stato spintonato mentre rivendicava un diritto sancito da un atto notarile e confermato da un giudice — continuano a non poter raggiungere il mare percorrendo la strada che hanno sempre percorso e che hanno diritto di percorrere.
«È tutto molto grave e non dovrebbe accadere — conclude Coppola —. Dovrebbe esserci una repressione di queste manifestazioni con i mezzi previsti dall’ordinamento: un sequestro, la nomina di un custode, l’allontanamento dei responsabili dal Comune di Mattinata visto che nessuno dei tre risiede in quel posto.
Leonardo Vaira ha vinto due volte davanti al giudice civile grazie al lavoro dell’Avv. Alberto Ciuffreda, che lo assisterà anche nel giudizio penale. Ma da quasi un anno, il mare — quello vero, a trecento metri dal suo terreno — non l’ha più raggiunto nessuno dei suoi ospiti.
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