AI e professioni: dall’efficienza alla competitività


Il tempo liberato dall’Intelligenza Artificiale è la materia prima di una nuova proposta di valore: dal professionista degli adempimenti al consulente strategico delle PMI. È il messaggio che emerge dal White Paper “Professioni, Intelligenza Artificiale e competitività del Paese”, presentato a Roma durante la quinta edizione dello Scenario delle Professioni.

L’Intelligenza Artificiale non è più una promessa per gli studi professionali italiani: è parte del lavoro quotidiano. Questa la fotografia scattata dal White Paper “Professioni, Intelligenza Artificiale e competitività del Paese – Verso un nuovo paradigma di creazione del valore”, realizzato da TeamSystem con The European House – Ambrosetti ed Euroconference e presentato il 24 settembre a Roma, alla Galleria del Cardinale Colonna, durante lo Scenario delle Professioni 2026.

Il forum ha riunito istituzioni, regolatori e i massimi rappresentanti delle Professioni attorno al tema “Le Professioni nell’era dell’Intelligenza Artificiale: motore della competitività del Sistema Paese”, confermando un punto chiave: la domanda non è più se adottare l’AI, ma come trasformarla in valore per studi, imprese e sistema economico.

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Otto commercialisti su dieci utilizzano già l’AI

Secondo la ricerca della Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti con le Università di Bergamo, Politecnica delle Marche e LUM, l’80% dei commercialisti italiani ha già utilizzato l’AI. I dati raccolti da TeamSystem con UNGDCEC al Convegno Nazionale di Napoli 2026 vanno oltre: più di un professionista su due la usa da almeno sei mesi con soluzioni integrate nei processi di studio o in fase di consolidamento.   Il trend è destinato a crescere: oltre il 40% sta valutando l’introduzione di nuovi strumenti nel breve periodo.

L’AI viene impiegata dove il lavoro è più ripetitivo: oltre il 70% di chi la utilizza la applica all’automazione contabile e alla ricerca normativa, circa il 65% alla riconciliazione bancaria, oltre il 35% alla produzione di documenti e report. I risultati sono tangibili: il 71% segnala una riduzione dei tempi operativi, con risparmi che superano il 50% del tempo dedicato alle attività di routine.

Il tempo liberato diventa consulenza

Il vero valore sta in come quel tempo viene reinvestito: consulenza strategica, controllo di gestione, analisi predittiva, supporto alle decisioni dell’imprenditore. Non a caso il 45,5% dei professionisti si attende dall’AI un miglioramento della qualità dei servizi e il 35,3% un ampliamento dell’offerta.

«Questo cambiamento non deve essere percepito come una minaccia per il futuro, bensì come una straordinaria opportunità di crescita e di rinnovamento», ha sottolineato Vincenzo Moretta, Vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. «Il professionista del futuro sarà sempre più un consulente strategico fondamentale per imprese e privati».

Il professionista, porta d’ingresso dell’innovazione per le PMI

Questa evoluzione risponde anche a una domanda sempre più forte da parte delle imprese: secondo la ricerca Kantar-TeamSystem, due aziende su tre richiedono oggi consulenza strategica al professionista di fiducia. Per molte PMI, prive di un CFO o di una figura interna dedicata alla digitalizzazione, il professionista rappresenta il primo interlocutore per l’innovazione: accelerare la trasformazione degli studi significa accelerare quella delle imprese che si affidano a loro.

Un ruolo richiamato anche da Brando Benifei, membro del Parlamento Europeo e relatore dell’AI Act: «I professionisti possono accompagnare soprattutto le PMI, aiutandole a integrare l’AI nei processi, rafforzando capacità umane, produttività, fiducia e competitività sostenibile».

Governance e competenze: un percorso già avviato

Un’adozione così rapida chiede regole e pratiche condivise. L’Italia è stata il primo Paese europeo a dotarsi di una legge nazionale sull’AI (L. 132/2025) e oltre il 30% degli studi sta già definendo policy interne sul suo utilizzo. Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia, ne ha ricordato i principi – trasparenza, tracciabilità e controllo – sottolineando che «l’intelligenza artificiale non sostituisce il giudizio del professionista: deve essere governata».

Anche sul fronte delle competenze il percorso è già avviato: oltre il 70% dei professionisti ha già intrapreso percorsi formativi sull’AI e più del 90% dichiara interesse per il tema. Da qui l’agenda proposta dal White Paper: governance condivisa, incentivi semplificati per gli studi più piccoli, formazione strutturata e un ecosistema pubblico-privato integrato. Con un’indicazione concreta: il software gestionale integrato con l’AI può svolgere un ruolo centrale, poiché rendere l’innovazione più accessibile anche agli studi che dispongono di risorse e competenze limitate, riducendo le barriere all’ingresso.

«Liberare il tempo dalle attività ripetitive è la nostra opportunità strategica per far evolvere il ruolo dei professionisti da esecutori di adempimenti a partner e consulenti strategici di fiducia», ha osservato Corrado Panzeri, Partner di The European House – Ambrosetti.

Trasformare l’adozione in competitività: il ruolo di TeamSystem

Il passaggio dall’efficienza alla competitività rappresenta il vero punto di svolta. L’AI consente infatti di ridurre tempi e attività ripetitive, ma il valore economico emerge quando quelle risorse vengono trasformate in nuovi servizi, maggiore qualità e capacità di affiancare le imprese nelle decisioni.

TeamSystem si propone come partner della trasformazione su tre livelli: strumenti digitali integrati tra studio e impresa, formazione attraverso Euroconference e costruzione di un ecosistema che metta in dialogo professionisti, imprese e istituzioni, di cui lo Scenario delle Professioni è espressione concreta.

«La vera sfida non è più l’adozione ma la sua traduzione in competitività per il Paese», ha commentato Federico Leproux, Executive Chairman di TeamSystem Group. «I professionisti assumono un ruolo decisivo: partner di innovazione per le imprese, a partire dalle PMI».

E Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions di TeamSystem e AD di Euroconference, guarda già avanti: «Con l’arrivo dell’AI agentica, chi ha già integrato l’Intelligenza Artificiale nei propri processi di studio sarà il primo a trasformare l’efficienza di oggi in vantaggio competitivo strutturale».

 

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