Ex ILVA: prima i lavoratori. Dopo 13 anni tra decreti, tavoli e incontri, una situazione aziendale rimasta identica, se non inevitabilmente peggiorata.
A valle dell’incontro tenutosi in data odierna presso il Ministero tra le Organizzazioni Sindacali, i rappresentanti dell’azienda e quelli dei Ministeri competenti, si è svolto un confronto definito “di ascolto”, nel quale sono state rappresentate le richieste delle parti sociali.
Le richieste della UGL erano già contenute nel documento inviato sabato 1° agosto all’azienda e ai lavoratori, con il quale è stato proclamato lo sciopero in continuità con le altre sigle sindacali.
Nelle ultime ore, inoltre, la UGL Metalmeccanici rappresentata dal Segretario Provinciale Alessandro Dipino e la UGL Chimici rappresentata dalla Coordinatrice Concetta Di Ponzio, hanno incontrato il Segretario Generale della UGL Taranto, Alessandro Calabrese, per ribadire unitariamente il percorso sindacale intrapreso e confermare la piena condivisione delle iniziative finalizzate alla tutela della salute lavoro, del lavoro e del futuro industriale di Taranto ma solo a determinate condizioni.
Il segretario Calabrese – Il recente provvedimento della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la sospensione dell’attività dell’area a caldo in assenza della completa eliminazione dell’amianto e della riduzione delle emissioni, rappresenta un ulteriore e significativo tassello di un percorso che la UGL di Taranto porta avanti da anni. La Corte ha evidenziato come il permanere dell’amianto e le condizioni degli impianti costituiscano elementi incompatibili con la piena tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini che ricordiamo non essere una novità assoluta ma una conferma ulteriore.
Continua Calabrese, Segretario Generale della UGL Taranto – Per la UGL tale decisione non deve essere letta esclusivamente come un provvedimento giudiziario nei confronti dell’azienda, ma come un forte richiamo alle Istituzioni affinché venga finalmente posta al centro la salute dei lavoratori. Per questo motivo ribadiamo l’impegno assunto già con la proposta di legge presentata il 22 ottobre 2024, finalizzata a verificare gli effetti dell’esposizione all’amianto e ad eliminare le disparità che, nel corso degli anni, si sono determinate nell’applicazione della normativa vigente, garantendo pari diritti e pari tutele a tutti coloro che hanno operato negli impianti interessati.
Aggiunge Calabrese: Occorrono misure economiche e previdenziali che mettano in sicurezza i lavoratori potenzialmente esposti all’amianto, attraverso strumenti di esodo anticipato e la piena copertura contributiva degli anni di esposizione riconosciuti e pertanto riteniamo indispensabile l’avvio immediato di tutte le verifiche sanitarie, epidemiologiche e ambientali necessarie a garantire la piena tutela dei lavoratori diretti e dell’indotto. Serve un piano straordinario di bonifica e di
I lavoratori devono essere tutelati sotto ogni aspetto sanitario, economico e previdenziale, senza confondere il loro futuro con forme di assistenzialismo improduttivo, ma garantendomessa in sicurezza degli impianti, accompagnato dall’avvio concreto della trasformazione industriale dell’area a caldo.
opportunità reali per continuare a contribuire allo sviluppo industriale e occupazionale del territorio.
Per questo la UGL Taranto ritiene necessario prevedere incentivi volontari all’esodo e il riconoscimento delle attività svolte dai lavoratori dell’ex ILVA, dell’indotto e di ILVA in Amministrazione Straordinaria come attività usuranti.
Sul tema dei lavori usuranti, la UGL Taranto chiede l’avvio immediato dell’iter legislativo finalizzato all’inserimento di tali lavoratori tra i beneficiari della normativa vigente, consentendo l’accesso anticipato al pensionamento.
L’esposizione prolungata ad amianto, polveri, agenti chimici, elevate temperature, rumore, sostanze cancerogene e condizioni ambientali particolarmente gravose rappresenta infatti un insieme di fattori che distingue chiaramente queste attività da molte altre già oggi riconosciute come usuranti.
I lavoratori dell’ex ILVA, dell’indotto e quelli rimasti in ILVA in A.S. non sono mai stati il problema, sono donne e uomini che ogni giorno garantiscono, con professionalità e senso di responsabilità, la continuità produttiva dello stabilimento. È giunto il momento di superare definitivamente lo scontro ideologico che per anni ha contrapposto lavoro e salute, restituendo ai lavoratori la possibilità di operare in sicurezza e con serenità. La UGL continuerà a sostenere un principio chiaro che il lavoro, salute e ambiente devono procedere insieme, attraverso investimenti reali, bonifiche effettive, innovazione tecnologica e una trasformazione industriale finalmente concreta.
Dall’incontro odierno è emerso che, allo stato attuale, non esiste ancora un nuovo bando di gara, ma che eventuali soggetti interessati potrebbero inserirsi nel percorso di acquisizione del gruppo industriale. È stato inoltre evidenziato che le risorse economiche oggi disponibili nelle casse di Acciaierie d’Italia in A.S., derivanti dall’ultimo prestito autorizzato dalla Commissione Europea e che dovrà essere restituito dal futuro acquirente, non consentiranno di garantire la continuità operativa per un periodo prolungato. La UGL Taranto chiede con forza che, prima ancora della continuità produttiva, vengano adottati tutti i provvedimenti necessari per mettere in sicurezza lavoratori e impianti, garantendo continuità salariale, riconoscimento dell’esposizione all’amianto, inserimento tra i lavori usuranti e strumenti volontari di accompagnamento all’esodo.
Conclude Calabrese – Grande assente al tavolo è stata la politica. I rappresentanti dei Ministeri hanno tuttavia dichiarato che soltanto al termine degli incontri programmati con enti locali e associazioni datoriali dell’indotto sarà possibile formulare proposte concrete e definire un calendario degli interventi.
Pur conoscendo le vicende che hanno condotto la fabbrica alla situazione attuale, ogni esercizio di dietrologia appare oggi inutile. È invece indispensabile fare tutto il possibile per scongiurare una bomba sociale che potrebbe coinvolgere migliaia di lavoratori e le loro famiglie.
L’auspicio della UGL è che tutti gli attori istituzionali, politici, sociali ed economici si assumano finalmente la responsabilità di affrontare una situazione che non è soltanto industriale, ma anche sanitaria, ambientale, sociale ed economica.
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Antonio Peragine
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