220 milioni persi in investimenti a rischio


Una ricerca congiunta di NDR, WDR e Süddeutsche Zeitung ha portato alla luce quello che potrebbe essere uno dei più significativi scandali di sempre per il sistema sanitario pubblico tedesco. Decine di casse malattia tedesche e associazioni dei medici convenzionati (Kassenärztliche Vereinigungen, KV) avrebbero investito somme ingenti in fondi immobiliari rivelatisi tutt’altro che sicuri, con perdite che secondo le ultime ricostruzioni giornalistiche superano ormai i 200 milioni di euro.

Come funziona il sistema delle casse malattia in Germania

Per comprendere la portata di questa notizia è necessario avere un’idea di come funziona l’assistenza sanitaria pubblica in Germania. La sanità pubblica non è direttamente a carico dello Stato, come accade per esempio in Italia, ma passa attraverso le cosiddette Krankenkassen, enti autonomi che funzionano come normali assicurazioni sanitarie, ma sono finanziati dai contributi obbligatori di lavoratori e datori di lavoro. Ogni cittadino iscritto al sistema pubblico versa mensilmente una quota, calcolata in percentuale sul reddito, che confluisce in un fondo sanitario centrale e viene poi ridistribuita alle singole casse in base al numero e al profilo di rischio degli assicurati.

Accanto alle Krankenkassen operano le associazioni dei medici convenzionati, organismi che rappresentano i medici affiliati al sistema pubblico e ne gestiscono la remunerazione. Entrambe le tipologie di ente dispongono di riserve finanziarie che, per legge, devono essere gestite secondo criteri di massima prudenza: il Codice sociale tedesco (Sozialgesetzbuch) impone infatti di collocare il denaro in modo da escludere qualsiasi rischio di perdita. Si tratta di una norma pensata per tutelare fondi che, in ultima analisi, appartengono alla collettività degli assicurati e servono a garantire il più importante dei diritti, ovvero quello alla salute.

Quali sono le assicurazioni sanitarie pubbliche coinvolte

Tale principio di cautela non sarebbe stato osservato, secondo quanto emerso dall’inchiesta giornalistica dei tre grandi media tedeschi. Inizialmente si era parlato di almeno 17 casse malattia e associazioni dei medici convenzionati coinvolte, per un totale stimato di 170 milioni di euro investiti indirettamente in fondi immobiliari poi finiti in difficoltà. In realtà, la situazione potrebbe essere perfino peggiore di così: tonti del settore finanziario, citate dalle stesse testate, parlano addirittura di 28 enti coinvolti, per un’esposizione complessiva superiore ai 500 milioni di euro nei soli fondi Verius, due immobiliari per cui gli investitori danno ormai per scontata una perdita totale.

Proprio in questi fondi avrebbero investito rispettivamente ben 40 milioni e 5,5 milioni di euro l’Associazione dei medici convenzionati della Westfalia-Lippe e l’AOK di Brema.

Tra gli altri nomi emersi figurano KKH, Pronova BKK, BKK Gildemeister Seidensticker, Novitas BKK, MKK Meine Krankenkasse, IKK Südwest, Bahn BKK, BKK Pfalz, Siemens BKK e Viactiv Krankenkasse, insieme alle KV di Baden-Württemberg, Assia, Schleswig-Holstein, Berlino e Brema.

Si poteva evitare la perdita?

La tesi suggerita dall’inchiesta tedesca è che questa debacle fosse evitabile. Il prospetto ufficiale di vendita dei fondi Verius, infatti, non nascondeva la possibilità di una perdita parziale o totale del capitale, il che avrebbe dovuto escludere questo particolare investimento dalle possibilità aperte alle KK e alle KV, che, come abbiamo già detto, sono tenute a scegliere investimenti a rischio basso o nullo. Il documento elencava invece ben ventisette rischi distinti: solo cinque classificati come bassi, diciannove come medi, tre come elevati. A questo si aggiungeva un dato difficile da ignorare per chi opera nel settore finanziario, cioè i tassi d’interesse applicati ai progetti immobiliari finanziati dal fondo, compresi tra il 15 e il 18,5 per cento.

Secondo gli esperti del settore, tassi di questo genere dovrebbero sempre mettere in allarme gli investitori, segnalando che il fondo in questione presenta rischi consistenti. Quest percentuali indicano infatti che i soggetti finanziati non riescono a ottenere credito a condizioni più favorevoli presso banche o altri investitori, il che potrebbe indicare un rischio di insolvenza elevato e un’instabilità delle società finanziarie dietro al fondo in questione.

Di chi è la colpa di questa perdita milionaria?

Inevitabilmente, è scattata la caccia al colpevole. Diverse casse hanno motivato le proprie scelte dicendo di essersi affidate a pareri legali esterni. Le tre testate tedesche citano uno studio fiscale lussemburghese, in un promemoria di sei pagine, aveva concluso che i fondi Verius costituissero beni acquistabili per soggetti come le assicurazioni sanitarie pubbliche e le KV. Una perizia più estesa, firmata da una società di revisione, sarebbe giunta a una conclusione analoga nel proprio riepilogo esecutivo, pur sottolineando nella sezione legale che la valutazione economica dell’investimento restava responsabilità dell’investitore. Entrambi questi soggetti, riferiscono i media tedeschi, hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni in merito alla vicenda.

Nel frattempo, cinque enti, tra cui la KV del Baden-Württemberg e la Kaufmännische Krankenkasse KKH, hanno già avviato cause davanti al Tribunale regionale di Francoforte contro le società finanziarie che gestiscono i fondi Verius, sostenendo di essere stati rassicurati, tramite incontri, teleconferenze e documenti, sulla sicurezza e conformità normativa degli investimenti. Tra i soggetti citati in giudizio figura Hauck & Aufhäuser Fund Services S.A., che respinge le accuse di aver ingannato gli investitori e ricorda come gli investimenti in prodotti di questo tipo richiedano, per legge, un’informativa completa tramite prospetti e documenti contrattuali, oltre a verifiche autonome da parte degli investitori. L’udienza presso il tribunale di Francoforte è fissata per dicembre.

Alla guida di KVWL e AOK di Brema sono nel frattempo subentrati nuovi consigli di amministrazione, che hanno incaricato legali esterni di ricostruire la vicenda e individuare eventuali responsabilità. La maggior parte degli altri enti coinvolti, tuttavia, non ha reso pubbliche informazioni sulla propria esposizione né sull’entità delle perdite subite.

Cosa succede agli assicurati quando una cassa malattia è in difficoltà?

Quando una cassa malattia accumula perdite di questa portata, le conseguenze rischiano di essere avvertite anche dagli assicurati. Il primo effetto tangibile potrebbe essere, nei prossimi anni, l’aumento del contributo aggiuntivo che ogni iscritto versa mensilmente, la leva più immediata attraverso cui un ente recupera le risorse mancanti. A questo si accompagna spesso una riduzione delle prestazioni offerte oltre il pacchetto minimo garantito per legge, con meno margine per servizi extra, prevenzione o rimborsi accessori.

Le perdite ricadono anche sul sistema nel suo complesso: casse in difficoltà finanziaria fanno più affidamento su meccanismi di compensazione e sostegno statale, sottraendo risorse che altrimenti verrebbero destinate ad altre finalità sanitarie. Il risultato aggregato è un progressivo peggioramento della qualità dell’assistenza su scala nazionale, in un momento in cui il Governo tedesco sta già operando tagli draconiani a una sanità ormai al collasso.


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 Redazione Il Mitte

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