La Spagna si prepara a una possibile nuova pressione migratoria alle frontiere di Ceuta e Melilla, dopo l’assalto del 30 luglio. Madrid e Rabat stanno intensificando le misure di sicurezza mentre sui social circolano appelli a un nuovo raduno al confine, indicato per la notte tra il 14 e il 15 agosto. Anche l’Unione europea segue da vicino la situazione e ha già inviato un proprio team sul posto.
Grande-Marlaska domani a Ceuta
Il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska sarà domani a Ceuta per fare il punto sulla situazione con i responsabili della Polizia nazionale e della Guardia Civil. Durante la visita sono previsti anche incontri con il delegato del Governo nella città autonoma, Miguel Ángel Pérez, e con il presidente di Ceuta, Juan José Vivas.
L’esponente del governo di Madrid ha lanciato un messaggio particolarmente netto alla vigilia della missione: “Non c’è posto in Spagna, né a Ceuta, né a Melilla, né in qualsiasi altra città spagnola per coloro che vogliono entrare in modo irregolare e in violazione della legge”.
Grande-Marlaska ha spiegato che il ministero sta lavorando per evitare che possa ripetersi quanto accaduto il 30 luglio, mentre ha sottolineato il contributo del Marocco, che secondo il ministro sta collaborando in maniera “rilevante e importante”. Anche la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles, oggi in visita a Ceuta, ha ribadito che la crisi di fine luglio “non deve ripetersi”.
Anche l’Ue monitora la situazione a Ceuta
L’allarme non riguarda soltanto Madrid e Rabat. Il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione Magnus Brunner ha annunciato che un proprio team si trova oggi a Ceuta per valutare direttamente la situazione.
“Il mio team si trova oggi a Ceuta per valutare di persona la situazione attuale sul campo”, ha dichiarato Brunner, spiegando che l’Unione europea continua a garantire il proprio sostegno attraverso le agenzie Frontex, Europol e EUAsylumAgency. Il commissario ha inoltre assicurato che Bruxelles è pronta, se necessario, a rafforzare ulteriormente l’assistenza.
Il Marocco aumenta i controlli alle frontiere
Nel frattempo anche il Marocco ha innalzato il livello di sicurezza. A Rabat preoccupa una campagna diffusa sui social network che invita a organizzare un nuovo tentativo di migrazione di massa verso Melilla nella notte tra il 14 e il 15 agosto.
Secondo quanto riferito dall’agenzia spagnola Efe, polizia e gendarmeria marocchine hanno rafforzato i controlli lungo gli accessi alle città costiere, compresa Fnideq, conosciuta anche con il nome spagnolo di Castillejos. Sorvegliati con maggiore attenzione anche i porti: l’accesso è consentito soltanto a chi dispone già di un biglietto per il viaggio in nave. Il dispositivo di sicurezza è stato esteso inoltre alle stazioni ferroviarie.
Anche la Spagna ha disposto il rafforzamento della propria presenza. I permessi concessi al personale militare sono stati revocati e gli uomini sono stati mobilitati in vista di eventuali nuovi tentativi di attraversamento della frontiera.
Ceuta, indagini sui possibili facilitatori
Le autorità marocchine hanno inoltre avviato numerose indagini nelle procure delle città affacciate sul Mediterraneo. Tra le persone finite sotto esame ci sono anche operatori del settore dei trasporti, come tassisti, conducenti di minivan e autisti di autobus turistici, sospettati di avere favorito l’ultimo tratto del viaggio dei migranti verso Ceuta.
L’attenzione è rivolta soprattutto ai collegamenti tra le principali località della costa marocchina e la frontiera dell’enclave spagnola. Parallelamente, i servizi di sicurezza stanno monitorando le comunicazioni online legate al nuovo possibile tentativo di ingresso.
Meta e TikTok coinvolte nel monitoraggio
Il Marocco ha chiesto collaborazione anche alle principali piattaforme social. I servizi segreti marocchini stanno lavorando con Meta e TikTok, che hanno accettato di collaborare anche con l’Unione europea per contenere la diffusione di contenuti falsi o fuorvianti potenzialmente capaci di spingere le persone a intraprendere attraversamenti pericolosi.
Il timore è che gli appelli diffusi online possano alimentare un nuovo movimento verso la frontiera proprio a pochi giorni dal precedente episodio.
Rabat avverte i giovani: “Non rischiate la vita”
Il ministero dell’Interno marocchino ha rivolto un appello diretto alla popolazione, invitando tutti a mantenere “vigilanza e responsabilità” e a non lasciarsi condizionare da messaggi considerati sospetti o ingannevoli, che potrebbero mettere in pericolo delle vite umane.
Rabat ha sottolineato che il contrasto alla migrazione irregolare e alle reti di traffico di esseri umani non può essere affidato a un solo Paese, ma richiede una responsabilità condivisa tra tutte le parti coinvolte.
Ceuta, il Marocco chiede il rimpatrio dei minori
Nel comunicato, il governo marocchino ha rivolto anche una richiesta precisa alla Spagna: accelerare, nell’ambito della cooperazione tra i due Paesi, le procedure per il rimpatrio verso le famiglie in Marocco dei minori non accompagnati attualmente presenti a Ceuta.
Secondo Rabat, occorre superare rapidamente gli ostacoli amministrativi e giuridici che impediscono il loro ritorno, nel rispetto del superiore interesse dei minori.
Il ministero dell’Interno marocchino ha infine assicurato che le proprie autorità continueranno a operare per garantire ordine pubblico, sicurezza delle persone e dei beni e contrastare sia la migrazione irregolare sia le organizzazioni dedite alla tratta. L’obiettivo, conclude Rabat, sarà perseguito mantenendo elevati livelli di vigilanza, preparazione e coordinamento, nel rispetto della legge.
Potrebbe interessarti anche questo video: Crisi di Ceuta, scoppia il caso sui video fake che hanno alimentato le partenze
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Alessandro Bolzani
Source link



