La fine dello sconto straordinario sulle accise ha ripercorso, sia a livello nazionale sia regionale, dinamiche economiche complesse che pesano in maniera diretta, immediata e gravosa sulle tasche di automobilisti, autotrasportatori e famiglie. Sulla rete stradale della Sicilia, la spinta al rialzo dei listini alla pompa si è fatta sentire con particolare veemenza, portando il costo del gasolio e della benzina a superare di frequente le soglie psicologiche e le quotazioni medie registrate durante i mesi precedenti.
Ciononostante, scorrendo le rilevazioni ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) analizzate ed elaborate nel dettaglio da Facile.it ad ottobre 2026, emerge un quadro territoriale estremamente articolato, variegato e a tratti sorprendente, in cui le opportunità di risparmio o i rincari variano in modo significativo da una provincia all’altra dell’Isola.
A livello regionale complessivo, la situazione appare fortemente differenziata a seconda della tipologia di carburante utilizzata per l’alimentazione del proprio veicolo.
Per la benzina verde la situazione si mantiene ancora in un alveo relativamente più sostenibile: ben il 62% dei distributori censiti ed esaminati nella regione riesce infatti a proporre il carburante a un prezzo in modalità self-service inferiore alla quota chiave dei 2 euro al litro. In cifre assolute si tratta di 972 stazioni di servizio sparse sulla rete stradale ordinaria siciliana.
Per il gasolio, al contrario, la fascia di convenienza si stringe in maniera drastica: soltanto il 23% degli impianti analizzati nell’Isola – pari a 368 distributori su oltre 1.560 presi in esame – è riuscito a contenere il prezzo del diesel al di sotto della soglia limite dei 2,20 euro al litro.
Si tratta di scarti notevoli, specie considerando che il prezzo medio regionale rilevato al 20 ottobre si è attestato a 2,037 euro al litro per la benzina e a ben 2,271 euro al litro per il gasolio.
I dati provinciali: la geografia dei rincari
Andando ad analizzare il dettaglio geografico delle nove province siciliane, la maglia rosa del risparmio spetta senza dubbio alla provincia di Palermo. Il territorio della capitale dell’Isola si conferma l’area più competitiva della regione su entrambi i fronti. Per quanto riguarda il gasolio, Palermo guida la classifica regionale con il 32% delle stazioni di servizio che mantengono il prezzo sotto la soglia dei 2,20 euro al litro, per un totale di 99 impianti.
Il primato palermitano si fa ancora più netto sul fronte della benzina verde, dove ben il 76% dei distributori analizzati (pari a 238 stazioni) garantisce un rifornimento al di sotto dei 2 euro al litro, offrendo agli automobilisti locali la più alta probabilità di evitare i rincari massimi.
Al secondo posto per convenienza sul gasolio si posiziona la provincia di Caltanissetta, dove il 27% degli impianti censiti (22 distributori in termini assoluti) è rimasto sotto il tetto dei 2,20 euro al litro. Per la benzina, invece, la provincia nissena registra una tenuta leggermente inferiore alla media regionale, attestandosi al 59% di pompe virtuose, equivalenti a 48 stazioni di servizio.
Sul terzo gradino del podio per il diesel si collocano, a pari merito con il 26% di stazioni al di sotto dei 2,20 euro al litro, le province di Agrigento e Ragusa. Nel dettaglio, Agrigento riscontra 31 impianti a prezzo contenuto per il gasolio e mostra una performance particolarmente positiva anche sulla benzina verde, dove conquista il terzo posto regionale con il 67% dei distributori sotto i 2 euro al litro (78 impianti). Da parte sua, la provincia di Ragusa conta 39 distributori di diesel sotto soglia e registra un 60% di stazioni convenienti per la benzina, pari a 89 punti vendita, piazzandosi perfettamente in linea con il contesto regionale.
Subito dopo si colloca la provincia di Messina, che mostra un andamento equilibrato ma con un’eccellenza specifica nel comparto della benzina. Se per il gasolio la quota di distributori sotto i 2,20 euro al litro si attesta al 24% (44 impianti), superando di un punto la media siciliana, sul fronte della benzina verde Messina conquista la medaglia d’argento regionale: ben il 69% delle stazioni di servizio censite (125 distributori) permette di fare il pieno spendendo meno di 2 euro al litro.
Spostandosi nel settore sud-orientale, la provincia di Siracusa riflette esattamente la media regionale sul fronte del diesel, registrando un 23% di distributori al di sotto dei 2,20 euro al litro, corrispondenti a 33 stazioni. Per la benzina verde, la quota siracusana si ferma invece al 59%, con 85 impianti virtuosi identificati sul territorio.

Di particolare interesse è la situazione della provincia di Trapani, caratterizzata da un forte contrasto tra i due tipi di carburante. Trapani figura infatti agli ultimi posti della classifica regionale per quanto riguarda il gasolio, con appena il 14% dei distributori al di sotto della soglia limite dei 2,20 euro al litro (24 impianti in cifra assoluta). Al contrario, la benzina verde nell’area trapanese registra un eccellente posizionamento: il 66% degli impianti (116 distributori) mantiene il prezzo sotto i 2 euro al litro, collocando la provincia al quarto posto nell’Isola per la convenienza della verde.
Valori inferiori alle medie regionali si riscontrano invece nella provincia di Catania, dove la spinta al rialzo dei prezzi sembra essere stata avvertita in modo più diffuso. Nonostante l’ampiezza del territorio e l’elevato numero complessivo di stazioni, solo il 20% dei distributori catanesi propone il diesel a un prezzo inferiore ai 2,20 euro al litro (70 impianti), mentre per la benzina la percentuale si ferma al 51% (179 impianti), contro il 62% della media siciliana.

In conclusione, il quadro delineato dall’indagine evidenzia quanto la scelta del distributore e la consapevolezza dei prezzi territoriali siano diventate fondamentali per gli automobilisti siciliani. Nonostante i rincari diffusi e la fine delle agevolazioni sulle accise, la presenza di oltre 970 stazioni con la benzina sotto i 2 euro e di quasi 370 pompe con il diesel sotto i 2,20 euro dimostra che, prestando attenzione alle rilevazioni e preferendo la modalità self-service, è ancora possibile limitare l’impatto del caro-carburanti sul bilancio quotidiano.
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