Montesilvano (PE) – Ci sono serate estive in cui il fresco rigenerante degli alberi non basta a placare gli animi accaldati dall’esasperazione. È esattamente quello che è successo lo scorso sabato, 8 agosto, quando decine di cittadini, turisti e residenti si sono riuniti spontaneamente nel verde del Parco della Libertà di Montesilvano. Non si trattava di una festa di quartiere o di un evento mondano, ma di un’assemblea pubblica carica di amarezza e frustrazione. Il tema all’ordine del giorno? Il gravissimo stallo igienico e decorativo che sta soffocando il PP1, il nevralgico quartiere turistico “Saline-Alberghi”, lasciato letteralmente in balia dei propri rifiuti nel momento di massimo afflusso stagionale.

L’assemblea nel Parco e la sedia vuota dell’Amministrazione

L’incontro, indetto e fortemente voluto dal combattivo Comitato di quartiere Saline.Marina.PP1 in sinergia con la rivista Il Sorpasso, nasceva da un’esigenza disperata e sacrosanta: ripristinare con urgenza l’isola ecologica automatizzata di via Aldo Moro, inspiegabilmente e colpevolmente fuori uso, senza alcun servizio sostitutivo, dallo scorso marzo. Per cercare un dialogo costruttivo e pacifico, il Comitato aveva invitato ufficialmente l’Assessore all’Igiene Urbana e Ambiente, Alessandro Pompei, insieme all’intera amministrazione comunale.

Eppure, davanti alle legittime lamentele di decine di contribuenti e operatori turistici, la risposta delle Istituzioni è stata il rumore sordo del silenzio. Una sedia vuota che ha generato cocente delusione tra i presenti. A raccogliere lo sfogo della piazza è rimasta solo la consigliera comunale di opposizione Manuela Natale, che si è fatta carico di ascoltare le infinite segnalazioni, garantendo di portarle fisicamente tra le austere mura del Palazzo di Città.

Il dramma igienico del quartiere turistico: quando il “porta a porta” non basta

Ma perché quest’isola ecologica è così vitale per Montesilvano? I numeri, da soli, bastano a spiegare il disastro. Il quartiere PP1 vanta un bacino stimato di circa 4.000 posti letto alberghieri e un’utenza fluttuante che varia dai 5.000 ai 7.000 abitanti tra residenti, turisti e proprietari di seconde case. In un ecosistema così dinamico, stagionale e ad altissima mobilità, il pur lodevole servizio di raccolta differenziata “porta a porta” a cadenza settimanale è semplicemente, e oggettivamente, insufficiente.

Un turista che affitta un appartamento per tre giorni non può piegarsi ai rigidi calendari settimanali della raccolta porta a porta. Per questo motivo, il servizio attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, garantito per oltre 8 anni dall’isola ecologica di via Aldo Moro, era una vera e propria ancora di salvezza. Da marzo 2026, con il dispositivo guasto per un “presunto malfunzionamento” e mai più riparato, il quartiere turistico è precipitato in un degrado fatto di sacchetti abbandonati, problemi igienico-sanitari e un danno d’immagine incalcolabile per chi vive di turismo.

L’illusione della democrazia: a Montesilvano non esiste il Consiglio “Aperto”

Esasperati dalle infinite (e inutili) denunce per interruzione di pubblico servizio, dai ricorsi al TAR e dalle raccolte firme cadute nel vuoto cosmico degli uffici comunali, i cittadini riuniti nel parco hanno votato una proposta forte, suggerita dalla consigliera Natale: richiedere la convocazione di un Consiglio Comunale Straordinario e Aperto. L’idea era quella di portare i residenti e le associazioni direttamente nell’aula consiliare per un confronto faccia a faccia sul disastro ambientale del PP1.

Ma è qui che la burocrazia italiana regala il suo ennesimo, tragicomico paradosso. Andando a spulciare le scartoffie, i cittadini hanno scoperto con sgomento che, nonostante le altisonanti dichiarazioni dell’Articolo 11 dello Statuto sull’”Iniziativa Popolare”, il Regolamento del Consiglio Comunale di Montesilvano non prevede in alcun modo la formula del Consiglio “Aperto” alla cittadinanza e agli esperti (uno strumento di democrazia diretta invece regolarmente previsto e utilizzato nella vicina Pescara).

Un vero e proprio “muro di gomma” normativo che fa sorgere un inquietante interrogativo: Montesilvano è diventata una città chiusa, blindata e irrimediabilmente sorda all’ascolto dei suoi stessi cittadini? La speranza, amara ma reale, è che l’imminente e storico progetto di fusione della Nuova Pescara possa finalmente spazzare via queste anacronistiche chiusure, imponendo regolamenti unici e spalancando i palazzi del potere alla partecipazione attiva della gente comune.

Oltre al danno, la beffa: l’Eco-Box “spuntato dal nulla” che minaccia i pedoni

Come se il disastro igienico non bastasse, l’incuria amministrativa ha generato anche un gravissimo e potenziale pericolo per l’incolumità pubblica. Mentre da ben sei mesi il Comune non riesce a trovare né un tecnico per riparare, né i fondi per sostituire l’isola di via Aldo Moro, nell’arco di appena 24 ore è miracolosamente “spuntato dal nulla” un enorme Eco-Box (il RECU-PET) destinato alla raccolta delle bottiglie di plastica.

E dove è stato posizionato questo ingombrante cubo di acciaio largo due metri e mezzo? Esattamente sul marciapiede, all’angolo cruciale tra via A. Moro e via Portogallo. Un punto nevralgico, a ridosso di delicati passaggi pedonali, dove il gigantesco filobus interurbano snodato (lungo ben 18 metri) è costretto a compiere complesse manovre di svolta. Il risultato? L’Eco-Box ha creato un letale “angolo cieco”, azzerando la visibilità all’incrocio e mettendo a repentaglio la vita di pedoni, ciclisti e automobilisti.

L’assurdità della situazione ha costretto i cittadini a inviare immediatamente una formale diffida al Comune e al Prefetto per segnalare l’insidia stradale, pretendendo la rimozione immediata del manufatto e il suo logico ricollocamento nel parcheggio adiacente. Una metafora perfetta, e tristissima, di una città in cui, purtroppo, troppo spesso la mano destra dell’Amministrazione sembra ignorare completamente i danni creati dalla mano sinistra.

Giuseppe Di Giampietro, arch, phd, presidente comitato Saline.Marina.PP1 Montesilvano

PP1 NUOVO ECO-BOX PERICOLOSO ALL’ANGOLO DELLE STRADE SEGNALAZIONE E DIFFIDA (Webstrade.Pescara, 03-08-2026)

IL PORTA-A-PORTA E’ L’UNICO STRUMENTO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA ? (SMPP1, 02-07-2026)


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Giuseppe Di Giampietro, arch, phd, presidente comitato Saline.Marina.PP1 Montesilvano

Source link

Di